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Presi i rapinatori seriali
Si stavano preparando ad assaltare
un furgone portavalori

SAN BENEDETTO - Il 3 marzo 2018 avevano rapinato la “Fonte della fortuna” di Largo Santa Caterina a Fermo. Brillante operazione della Polizia che ha portato dietro le sbarre il terzetto. L'intuizione dei poliziotti, coordinati dal vice questore Sciamanna, ha portato anche all'arresto di una quarta persona
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Il materiale sequestrato con cui i banditi aveva commesso le rapine e si apprestavano a metterne a segno un’altra

Si è conclusa lunedì pomeriggio a San Benedetto del Tronto la lunga attività di rapinatori di due italiani e un albanese che sono stati sorpresi, a bordo di un’automobile piena di strumenti da usare per la prossima rapina. Il terzetto era pronto ad assaltare un furgone blindato di quelli che trasferiscono il denaro contante dai grandi commerciali e supermercati. A condurre la brillante operazione è stata la squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di San Benedetto guidata dal vice questore Leo Sciamanna, fino a poco tempo fa alla guida di quello di Fermo. Questa mattina il gip del Tribunale di Ascoli ha convalidato l’arresto dei tre – avvenuto in maniera spettacolare – disponendone la detenzione in carcere.

Sciamanna illustra i dettagli dell’operazione

I tre sono S. P., sambenedettese di 30 anni; R. R. 38enne nato a San Severo (Foggia) per un lungo periodo residente a San Benedetto e da poco trasferitosi a Fermo a casa di una parente; il 58enne albanese S. H. anche lui da tempo residente a San Benedetto. I tre si trovano sono rinchiusi nel carcere ascolano di Marino del Tronto. Oltre alla tentata rapina che stavano per mettere in atto, la Polizia li ha accusati anche di quattro rapine avvenute nel territorio. Nell’ordine: il 25 gennaio 2018 al supermercato “Sì con te” di Grottammare (bottino 2.000 euro), il 19 febbraio 2018 al supermercato Eurospin di via Togliatti a San Benedetto (bottino 2.000 euro), il 21 febbraio 2018 sempre in via Togliatti, ma al supermercato Conad (bottino 11.000 euro), il 3 marzo 2018 alla “Fonte della fortuna” di Largo Santa Caterina a Fermo (bottino 2.000 euro in contanti e 20.000 euro in “gratta e vinci”).

Ma come si è arrivati all’arresto del terzetto? Questa volta nessun ausilio dalle immagini delle varie videosorveglianza. Infatti, Sciamanna ha tenuto a sottolineare come tutto il merito vada alle intuizioni e alla profonda conoscenza del territorio da parte dei suoi uomini. Così è iniziata una lunga serie di appostamenti e pedinamenti di soggetti (i tre arrestati sono comunque noti in quanto anche tossicodipendenti) che ha portato i poliziotti a capire come lunedì pomeriggio fossero pronti a commettere l’ennesima rapina. Infatti li hanno bloccati lungo la Statale Adriatica (in via Nazario Sauro all’altezza della Torre Guelfa) a bordo della Mercedes classe A di colore scuro di proprietà di S. P. Avevano una pistola giocattolo (senza tappo rosso), un coltello, forbici, guanti e tutto l’armamentario necessario per il travisamento tra cui passamontagna, scaldacollo e berretti.

Durante le perquisizioni domiciliari, successive agli arresti, nella casa fermana di R.R. , sono stati rinvenuti abiti riconducibili a quelli usati per le precedenti rapine. Da notare come, per tentare di ingannare e disorientare sia i testimoni che le forze dell’ordine, i tre – ma si sta investigando sul coinvolgimento di una quarta persona – si scambiassero spesso i ruoli: due di loro commettevano materialmente la rapina, un terzo aspettava fuori con l’auto pronta alla fuga.

IL QUARTO ARRESTO – Gli appostamenti e i pedinamenti effettuati dagli uomini del Commissariato di Polizia di San Benedetto hanno portato a un ulteriore arresto. Si tratta di una persona latitante da giugno 2017, il sambenedettese A. P. di 32 anni, fratello maggiore di S.P.. Era colpito da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) per spaccio di sostanze stupefacenti. Era stato condannato a 4 anni di reclusione, 14.000 euro di multa e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Anche lui è stato associato al carcere del Marino. Ancora una volta è stata l’intuizione degli agenti che seguivano il fratello. Infatti, nelle vicinanze di una casa del centro di San Benedetto, dove spesso si recava S. P. a trovare una ragazza rumena da cui ha anche avuto un figlio, era parcheggiata una Ford Fiesta con targa tedesca. Gli agenti hanno collegato la presenza dell’auto alle notizie che circolavano circa la fuga di A. P. che pare si fosse rifugiato in Germania per sfuggire all’arresto. E così la notte scorsa i poliziotti, appostati intorno all’abitazione, hanno atteso il suo arrivo e lo hanno ammanettato.

(epi)

Il dirigente del commissariato di San Benedetto del Tronto, Leo Sciamanna


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