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Banca Macerata, Zucchini è il nuovo dg:
«Puntiamo a sostituire Banca Marche»

CREDITO - Cavallini passa il testimone: «Lascio un istituto pulito e competitivo che sta entrando nel tessuto sociale del territorio». Il suo successore entrerà in carica dal 1 aprile: «Lavorerò nel segno della continuità per sostenere l'economia locale sul modello marchigiano. Il nostro vero investimento è una squadra di tanti giovani e donne»
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Da sinistra Ferdinando Cavallini, Loris Tartuferi e Rodolfo Zucchini

 

di Mauro Giustozzi

Passaggio di testimone alla direzione della Banca Macerata nel segno di un bilancio approvato dal Cda che segnala un istituto di credito in grande salute e con davanti eccellenti opportunità performanti e di crescita nell’immediato. Dopo 7 anni e mezzo di guida di quella che, fino a pochi giorni fa, si chiamava Banca della Provincia di Macerata ed oggi è Banca Macerata, Ferdinando Cavallini passa il testimone a Rodolfo Zucchini, civitanovese già all’interno dell’istituto di credito come responsabile dell’area legale e contenzioso. L’avvicendamento tecnicamente sarà operativo dal 1° aprile prossimo.

Loris Tartuferi

«Il cambio del direttore generale – ha esordito il presidente dell’istituto, Loris Tartuferi – era già previsto da tempo per cui questa è l’occasione di fare da un lato i ringraziamenti a Ferdinando Cavallini che è stato al mio fianco per tanti anni e ancor prima ha contribuito alla nascita della banca portandola ai livelli attuali. A lui mi lega un rapporto professionale ed umano importante consolidatosi negli anni. Una volta approdato alla direzione Cavallini ha riorganizzato e costruito la Banca Macerata per quello che oggi è. Allargando il numero dei dipendenti, tra diretti e collaboratori che si attesta oggi sulle cento unità, aperto altre filiali e soprattutto inculcato grande professionalità e competenza nei suoi collaboratori. Dall’altro lato l’augurio doveroso a Rodolfo Zucchini, una scelta giunta su proposta dello stesso Cavallini ed avallata dal Cda. Zucchini è uno dei 14 dipendenti iniziali della banca nel 2006. Ha sempre dimostrato grande attaccamento e professionalità».

Ferdinando Cavallini

Quasi commosso Ferdinando Cavallini nel momento di lasciare la guida di Banca Macerata. «Sono contento che questo passo avvenga alla luce di un bilancio tra i più positivi di sempre della banca, dove i numeri più sono la stragrande maggioranza – ha detto Cavallini -. In questo periodo c’è stata grande collaborazione tra il sottoscritto e il presidente Tartuferi e quando questo accade ne beneficia la banca. Sostegno incondizionato che c’è stato sempre, soprattutto nelle difficoltà. Lascio una banca pulita e competitiva che sta entrando nel tessuto sociale del territorio come dimostra l’affollatissima inaugurazione della nuova filiale di San Severino di pochi giorni fa. Un successo dovuto ai dipendenti che sono il vero patrimonio della banca. Un doveroso grazie va ai colleghi, giovani e anziani, che hanno lavorato al mio fianco in tutti questi anni». Ed eccolo Rodolfo Zucchini pronto ad entrare nella carica di direttore generale di Banca Macerata dal prossimo 1 aprile.

Rodolfo Zucchini

«Il mio lavoro sarà nel segno della continuità – ha affermato Zucchini – con uno sviluppo ulteriore della banca che deve contribuire a sostenere l’economia locale sul modello marchigiano. Andrò a guidare una squadra che corre veloce ed è molto ambiziosa. Formata da tanti giovani e moltissime donne che vengono da questo territorio e che sono il vero investimento che Banca Macerata ha al suo interno. L’obiettivo resta quello di essere un istituto di credito molto radicato sul territorio che vuole sostituire quella Banca Marche che per decenni è stato il riferimento di famiglie ed imprese». Ed ecco, invece, quelli che sono i numeri di un bilancio che, dopo quello del 2014, è il migliore in assoluto come performance di Banca Macerata. La raccolta diretta si è incrementata di oltre il 25%, quella indiretta per poco più del 12% e quella interbancaria di quasi l’11%. Le maggiori disponibilità raccolte sono confluite per 38 milioni di euro nei crediti a clientela e per 35 milioni di euro negli impieghi finanziari. Sul piano economico i miglioramenti sono strutturali: il margine di interesse è aumentato del 20,2% rispetto al 2016 ed i ricavi da servizi si sono incrementati dell’8,7%. I costi operativi hanno fatto registrare una stabilità incoraggiante, sui livelli del 2016. L’esercizio 2017 si è quindi chiuso on un utile netto di 1.646.765 mila euro pari a oltre il doppio di quello del 2016 con un Roe di oltre il 5%. Importante anche il calo delle sofferenze sul fronte degli Npls riducendo l’indice lordi/impieghi di oltre il 30% (contro la media nazionale del 25%) senza effettuare alcuna cessione. Gli indici di copertura sono rimasti sui livelli dell’anno scorso, al 50% per il totale degli Npl e al 62% per le sofferenze. Vista l’estrema positività del bilancio 2017 il Cda ha intenzione, inoltre, di proporre alla prossima assemblea ordinaria dei soci prevista per il 27 aprile la possibilità di rilasciare dei dividendi agli azionisti per una cifra complessiva che si aggira sui 300 mila euro.


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