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Prefettura e Liceo Artistico all’unisono:
“La scuola contro le discriminazioni di domani”
(FOTO E VIDEO)

FERMO - Sancito l'ingresso del “Preziotti Licini” nella Rete territoriale anti-violenza. Le parole del prefetto D'Alessandro, della dirigente Scatasta e di tutti gli intervenuti ad un incontro al quale ha preso parte anche una delegazione di studenti
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di Andrea Braconi

Prima di una firma, pur importante, è importante conoscersi. Così il prefetto Maria Luisa D’Alessandro, affiancata da don Vinicio Albanesi, ha chiesto agli studenti del Liceo Artistico “Preziotti Licini” di raccontarsi, partendo dai propri nomi e arrivando a piccoli frammenti di vita quotidiana con le proprie famiglie. L’occasione è stata la sottoscrizione da parte dell’istituto diretto da Stefania Scatasta del protocollo d’intesa per la “Rete antiviolenza alla presenza delle massime autorità del territorio, compresa le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco.

“Avete visto qualche volta nelle vostre classi forme di bullismo? Le avete toccate con mano? E cosa credete sia il bullismo?”. Sono state queste alcune delle domande che il prefetto ha rivolto ai giovani, molto partecipi e propensi al dialogo.

“Alle Medie c’è più bullismo, le prime discriminazioni avvengono tra prima e seconda media, si dicono sei grassa, sei secchiona, sei negra, fai schifo” ha rimarcato Don Vinicio, che ha voluto soffermarsi anche sull’attualità, partendo dall’integrazione. “Ho avuto la fortuna di conoscere ragazzi di diverse nazionalità. Ho iniziato con gli albanesi, poi gli afghani, poi egiziani, poi i ragazzi dell’Africa e ho capito una cosa: sono tutti simili ma tutti disuguali. Simili perché hanno 16 anni come voi, hanno sogni e contraddizioni; sono disuguali perché le culture sono molto diverse”.

Occorre arrivare al livello del cuore, capire le storie dei singoli, ha aggiunto don Vinicio, prima di domandare agli studenti se gli stereotipi legati ai migranti (come quello sui 35 euro) siano riusciti a penetrare gli ambienti scolastici diventano elemento di discussione.

“La regione Marche è la più longeva di tutta Italia – ha aggiunto – e in Italia non riusciamo a fare un ricambio generazionale. Così quando qualcuno dice basta ai migranti allora io rispondo: chiudiamo i confini e basterà aspettare 30 anni per fare i cimiteri. Ve lo dico perché voi ragazzi siete destinati a diventare un popolo di meticci. Lo siete già nel vestirvi, nei capelli”.

Uno spazio importante della mattinata è stato dedicato alla campagna di comunicazione nata all’interno del progetto Nodi Marche, attivato nel 2011, una rete di luoghi che hanno l’obiettivo di sensibilizzare sulle discriminazioni razziali e di raccogliere segnalazioni. Manifesti, come affermato dallo stesso Don Vinicio, che chiariscono il senso di un’iniziativa rivolta prevalentemente ai giovani.

L’essere umano è sempre uguale nella dignità e in tutto ciò che c’è di essenziale nell’umanità – ha ribadito il prefetto -. Quando capiremo che le differenze non esistono, il progresso sarà compiuto. Per tale motivo quelli che si rendono conto del problema si mettono a protezione. C’è sempre questa dualità nell’animo umano, con il più forte cerca sempre di sottomettere, di aggredire, a volte di violentare il più debole. Allora ha senso riflettere per voi giovani sul significato delle cose e poi adoperarvi molto attivamente”.

Alla dirigente scolastica Scatasta il compito di spiegare i contenuti del progetto “Viola sarà un colore”, per il quale il prefetto D’Alessandro ha speso importanti parole di apprezzamento. “Abbiamo iniziato a lavorare in maniera aperta mettendoci in rete – ha ricordato la Scatasta -. Crediamo sia fondamentale non essere da soli, nel dialogo interistituzionale si vince la sfida. In occasione della firma del vostro protocollo d’intesa ci siamo resi conto che da parte del tavolo c”era l’esigenza di pensare alle scuole presenti in quella attività. Così abbiamo chiesto di poter entrare, di firmare anche noi questo documento perché vogliamo come insegnanti dire che siamo presenti ed attivi, e come famiglie e studenti che vogliamo portare avanti un progetto che non è di prevenzione, perché i nostri ragazzi hanno bisogno di comprendere come questa armonia si sviluppi all’interno di un progetto culturale. Quindi ‘Viola sarà solo un colore’ ha un respiro biennale e crediamo che la scommessa si giochi solo quando gli studenti che hanno avuto uno spessore culturale valido possano davvero essere capaci di affrontare la realtà per quello che è, diventando cittadini attivi”.

Patrizia Peroni, dirigente della Squadra Mobile della Polizia di Stato (GUARDA IL VIDEO), nella sua carriera si è occupata anche di violenze sessuali e violenze su minori. “Mi sono specializzata nel settore cercando di capire come contrastare la violenza di genere. Come Polizia di Stato e come Forze dell’Ordine abbiamo chiaro il fatto che nessuno di noi può farcela da soli, è importante questo scambio interistituzionale. Se ci limitassimo a raccogliere la denuncia non sarebbe sufficiente. Ogni due giorni muore una donna ed è quindi assolutamente necessario organizzarci nel nostro territorio per cercare di contrastare ed intervenire. Fondamentale, quindi, è la presenza delle scuole: è da qui che si parte per evitare le discriminazioni di domani. L’esigenza dalla nostra prospettiva è quella di aggiornare, formare il personale, raccogliere le denunce con maggiore attenzione e con un ascolto mirato a far emergere le necessità. Per questo ad Ascoli abbiamo creato una saletta per l’ascolto delle vittime”.

La mattinata si è rivelata un’occasione importante anche per spiegare l’azione della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche. “Il contrasto alla violenza di genere possiamo incentivarlo attraverso un cambio di cultura – ha detto la presidente Meri Marziali -. La rete territoriale ha un valore fondamentale e nei prossimi giorni la riempiremo di strumenti e contenuti. È un messaggio che diamo alle donne, il fatto che non siano sole ad affrontare questa battaglia e il percorso per uscire dalla violenza. Perché la rete per loro è una forma di protezione, che permette anche di mettere in sicurezza i propri figli: nelle Marche lo scorso anno 417 donne hanno fatto richiesta di aiuto ai centri antiviolenza e ci sono oltre 500 minori coinvolti in questa spirale. Abbiamo il dovere di lavorare per far sì che le stesse donne sappiano che ci sono istituzioni in grado di proteggerle”.

“Ha ancora senso parlare di Pari Opportunità?” si è chiesta la Marziali. “Credo di sì, abbiamo molto lavoro da fare, i fatti di cronaca ci confermano che le donne vengono uccise in quanto donne. Dobbiamo assicurare il diritto alla vita alle donne”.

Uno dei mali italiani è che altri facciano qualcosa – ha aggiunto il prefetto D’Alessandro -. Ma così non funzionerà mai, non ci saranno forze sufficienti a superare un atteggiamento passivo rispetto alla sicurezza”.

“Siamo un’associazione internazionale formata da donne – ha spiegato Loredana Dionisi, presidente del Club Soroptimist – e creiamo opportunità destinate alle donne. Proviamo a dare loro degli strumenti soprattutto di consapevolezza di sé. Poi lavoriamo per far acquisire strumenti da punto di vista professionale e lavorativo, ma il punto di partenza è sempre credere in se stesse. Occorrono rapporti sani anche di complementarietà con il mondo maschile, perché da una buona collaborazione abbiamo tutti da guadagnare, la società tutta. Siamo anche felici della collaborazione con l’iniziativa ‘Viola sarà solo un colore’ e anche in questa realtà cercheremo di dare il nostro contributo”.

E senza relazione, ha affermato il prefetto, non esiste nulla. “Nessuno è capace di essere se stesso e felice da solo. Non possiamo mai fare a meno di una connessione profonda con gli altri, anche di segno negativo. Ma il lavoro per superare questa negatività porta ad avere un’amicizia ancora più vera”.

In rappresentanza dell’Area Vasta 4 è intervenuto il direttore di Distretto Vincenzo Rea. “Il nostro compito è quello di raccordo tra la parte sociale e l’aspetto sanitario. Abbiamo dei presidi all’interno del Pronto Soccorso composti da un’assistente sociale e uno psicologo per quei casi che vengono segnalati, se non dalla vittima della violenza, dal personale”.

Rea ha evidenziato un altro aspetto: la violenza che viene praticata sulle donne che vogliono ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. “Una violenza rispetto alle difficoltà che incontrano, a differenza di altri territori, nell’esercitare quello che è un diritto. E questo è ancora più pesante per gli stranieri residenti nel nostro territorio, che aggiungono l’incapacità di una conoscenza perfetta della lingua. Ci muoviamo – ha concluso Rea, rivolgendosi ai ragazzi – in una situazione variegata che sicuramente ci creerà problemi di interconnesisone tra le varie istituzioni, ma proprio per questo è ancora più stimolante. A voi spetta il compito di essere i pungolatori, quelli che ci stimolano e ci indicano l’obiettivo”.

Il vice prefetto aggiunto Francesco Martino ha voluto ringraziare Alessandro Ranieri, coordinatore dell’Ambito XIX, per il lavoro fatto nell’intavolare il protocollo. “Un percorso articolato – ha spiegato – perché insieme a tutte le altre componenti – si è voluto fare un protocollo un po’ sperimentale che trattasse la violenza di genere nel suo complesso”.

Gli Ambiti Sociali che partecipano – ha spiegato Alessandro Ranieri – sono il XXIV che ha come capofila Comunanza, il XX con capofila Porto Sant’Elpidio e XIX con capofila Fermo. Noi abbiamo un po’ il ruolo di regia di questi servizi e si è aperta una relazione: siamo partiti dal basso per costruire questo tavolo di coordinamento e abbiamo individuato gli assi importanti: la formazione congiunta; lo studio delle aree di confine; l’inclusione sociale; l’aspetto della casa ed altro ancora. Immediatamente dopo Pasqua verrà riattivata la dimensione operativa del Tavolo. In questo momento stiamo redigendo il piano attuativo di un progetto ministeriale che è stato finanziato e che prevede il finanziamento di tutte queste dimensioni”.

Oltre all’appassionato intervento di Ciro Niglio, tenente colonnello comandante provinciale dei Carabinieri di Ascoli Piceno e Fermo (LEGGI QUI), il sindaco Paolo Calcinaro ha ricordato agli studenti la propria adolescenza, di quella condizione di bullismo che anche lui ha respirato (“Ero il più piccolo del mio quartiere e quindi con le conseguenze che uno può anche immaginare”). Calcinaro ha poi evidenziato come due dei suoi amici siano deceduti per l’uso di droghe e come altri abbiano avuto esperienze in carcere. “Le situazioni difficili si vivono e quindi mi permetto di dirvi che quando organizzate attività fuori dalla scuola, quando vi ritrovate, quando arriva quel momento in cui di solito si tende a tracciare una linea, fate invece uno scatto in avanti: non costa niente fare una domanda per coinvolgere gli altri amici, senza escludere a priori nessuno. Con niente fate tanto e per chi riceve questo invito potrà significare molto, senza soffrirne o avere brutti pensieri”.

“Mi piacerebbe vedere questa iniziativa del Liceo Artistico estesa a tutte le scuole – ha dichiarato Romina Gualtieri, sindaco del Comune di Monsampietro Morico -. Sono sindaco da 9 anni e ho attraversato diversi eventi da sindaco di genere femminile, come mi piace definirmi. Ritengo che nella differenza tra ciascuno di noi ci siano le risorse per tirare fuori il meglio. Un giorno Don Luigi Ciotti mi invitò a dedicare un parco a Falcone e Borsellino e da lì istituimmo la giornata della legalità. Sin dal primo momento abbiamo creduto nel ruolo della scuola e di quanto sia importante far prevalere il coraggio del bene su quanto ci circonda”.

Ai giovani presenti Francesco Gramegna, assessore del Comune di Porto San Giorgio, ha voluto ricordare una frase di Madre Teresa di Calcutta: “Accendere un fiammifero vale infinitamente di più che maledire l’oscurità. Quindi, ragazzi, accendete fiammiferi di speranza per tutti”.

A chiudere Milena Sebastiani, assessore del Comune di Porto Sant’Elpidio. “Sono 10 anni che mi occupo di Pari Opportunità e in questo tempo abbiamo cercato di fare qualcosa di concreto. Per tale motivo sono convinta che questo protocollo possa avere un seguito pratico”.

 


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