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Banda del parcometro,
stavano per uscire di cella: arrestati
Contestati 56 colpi

FURTI PER CENTOMILA euro quelli messi a segno dal sodalizio. Hanno agito nelle province di Macerata (dove finirono in manette la prima volta), Ancona, Ascoli. E poi in Emilia Romagna, Toscana, Lombardia
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Colpi messi a segno dalla banda

 

Arrestata la banda del parcometro, i carabinieri contestano loro 56 furti commessi in diverse città italiane, tra cui Macerata dove erano finiti in manette lo scorso ottobre in seguito ad un inseguimento. I tre componenti della banda stavano per essere scarcerati ma questa mattina i carabinieri sono andati al carcere di Montacuto, ad Ancona, con una ordinanza di custodia in carcere emessa dal gip in seguito alle indagini svolte dai militari della Compagnia. Sono stati accertati furti commessi nelle province di Ancona, Macerata, Ascoli, Pesaro, Rimini, Livorno, Forlì-Cesena, Teramo, Brescia, Genova, Verona, Firenze, Lucca, Ravenna per una danno complessivo di circa 100mila euro.

Il maggiore Raffaele Conforti che comanda la Compagnia di Osimo

I tre uomini, due 24enni, A.C.O. e P.N.O., e un 34enne, V.N., tutti di origini rumene, resteranno in cella. Viene loro contestata l’associazione per delinquere finalizzata ai furti aggravati continuato in concorso ai danni di parcometri. I tre uomini il 30 ottobre erano stati arrestati dai carabinieri di Osimo che già stavano indagando su di loro e hanno accertato che avevano messo a segno un colpo in viale Trieste e in via Morbiducci causando danni complessivi stimati in 5mila euro. I militari riuscirono a catturare la banda dopo un inseguimento fino allo svincolo autostradale di Civitanova. Il giorno seguente poi sempre gli stessi investigatori avevano notificato il decreto di fermo di indiziato di delitto emesso in data 31 ottobre scorso dalla procura di Ancona. Questo grazie a indagini svolte nell’ambito dell’operazione “Parcometro” tramite attività tecniche, analisi di filmati di video sorveglianza comunali, da cui scaturivano specifici servizi di osservazione, controllo e pedinamento, che avevano consentito una prima e parziale ricostruzione dei furti del gruppo malavitoso tra Marche, Toscana ed Emilia Romagna.

Le indagini di sono iniziate a partire dal 29 giugno 2017 a Sirolo, quando i carabinieri della stazione di Numana verbalizzavano una denuncia di furto a danno di 5 parcome per 3.476 euro. Altri 5 parcometri erano stati svuotati il 16 luglio 2017, sempre a Sirolo (per 5.600 euro). Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Osimo, coordinati dal maggiore Raffaele Conforti e sotto la direzione del luogotenente Luciano Almiento avevano consentito di individuare un’auto sospetta. Da lì erano partiti i monitoraggi sulla banda. Alla fine sono stati accertati 56 colpi.

 


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