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Non solo villa romana, a Campofilone
rinvenute anche sepolture
(VIDEO)

CAMPOFILONE - Rinvenute tre sepolture in anfora di soggetti giovanissimi. Tutte posizionate attorno a quella di un cane, che probabilmente fungeva da tutela del passaggio dalla vita alla morte
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di Alessandro Giacopetti

Il ritrovamento di resti di una villa romana costruita probabilmente nella prima metà del I secolo avanti Cristo potrebbe essere solo una delle sorprese archeologiche sepolte lungo il versante della collina che unisce il borgo di Campofilone al mare, nella zona nota come Fontana Marina. Il tutto è iniziato a metà ottobre, quando i lavori per il condotto erano arrivati a circa 100 metri dal sito archeologico poi scoperto. Subito ci si è resi conto dell’importanza del ritrovamento.

E’ avvenuto durante lavori della SNAM per l’allacciamento al metanodotto dell’area di servizio dell’autostrada A 14 Piceno Est. La stessa SNAM ritiene sia “di particolare pregio l’area delle terme, rinvenuta in uno straordinario stato di conservazione che risalta per i materiali usati e per le scelte progettuali attuate”.

Se a monte della strada comunale c’è l’area relativa alla villa romana, a valle vi è la cosiddetta Area 2, che le ipotesi definiscono la parte produttiva. Ha un sistema di vasche con pavimentazione in cocciopesto, destinate molto probabilmente a contenere acqua o vino o olio.

Secondo il personale che ha operato nell’area “sarebbe importante trovare un torchio, come testimonianza dell’attività produttiva”. Quelli sotto i quali si è conservata l’area archeologica, sono ovviamente terreni agricoli, lavorati dai contadini. Ciò che è stato trovato si è conservato proprio perché situato in profondità, laddove ad esempio l’aratro non può arrivare. Le strutture, infatti, sono “rasate in testa”, cioè con la parte superiore asportata.

A poca distanza dagli scavi della fase di studio che ha riportato alla luce parte della villa, è stata trovata anche quella che sembra essere parte di una necropoli. Nel video, l’archeologo Tommaso Casci Cecacci della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti, Paesaggio delle Marche, ci parla proprio di quest’ultimo rinvenimento, a margine della visita guidata svolta nell’area archeologica.


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