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Angela Serafini contro i manifesti del Sindaco: “L’immagine del cineteatro non ti appartiene”

PORTO SANT'ELPIDIO - La maestra, che a suo tempo si mobilitò con il suo gruppo e riuscì ad evitare la demolizione dell'ex cineteatro, contro le affissioni: "Amministratori e proprietari lo hanno sempre svilito e disprezzato, ora invece è diventato uno spot da campagna elettorale"
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Il manifesto del sindaco Franchellucci contestato da Angela Serafini

“Sindaco, quell’immagine non ti appartiene”. Angela Serafini, la battagliera insegnante che per anni ha lottato per la tutela del cineteatro Gigli e del centro di Porto Sant’Elpidio, non ha apprezzato i manifesti elettorali in cui campeggia il volto del primo cittadino Nazareno Franchellucci con il cantiere dell’ex cineteatro sullo sfondo.

“Nell’affissione della mega immagine con la scritta Il sindaco della tua città, potrebbe essere scambiato per un grosso imprenditore edile, visto che dietro la sua foto troneggia un edificio con impalcature! Quell’edificio è il nostro cineteatro Beniamino Gigli! Salvato dalla demolizione solo grazie all’intervento di moltissimi cittadini che si sono impegnati e battuti per la sua tutela. I vari amministratori e i proprietari lo hanno sempre svilito, abbandonato e disprezzato. Ora, improvvisamente, esso è diventato una risorsa, uno spot propagandistico per la campagna elettorale dell’attuale sindaco. Strano, perché il Gigli non sarà più un teatro, né è proprietà del Comune; ci si pavoneggia di qualcosa che non sarà più e che non ci appartiene”.

La Serafini ricorda come il sindaco “non abbia voluto acquistarlo, né espropriarlo e nemmeno conservare le sue funzioni, per restituirlo così all’intera città, come ripetutamente chiesto. ‘Non voglio un teatro in Piazza’ disse. Questo i cittadini lo ricordano bene! La gente voleva e vuole il Teatro in piazza al centro della città, voleva e vuole uno spazio da utilizzare per ogni tipo di avvenimento, per rianimare la zona a beneficio dell’intera collettività. Avremo, invece, solo una struttura salvata dai cittadini, ma non la sua proprietà, né il tanto desiderato teatro”. Una riflessione che porta la maestra a concludere: “Crediamo che il sindaco non abbia proprio di che vantarsi. Riteniamo decisamente ingiustificato che si appropri di una immagine che assolutamente non gli appartiene”.


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