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CasaPound: il candidato sindaco
è Francesco Pacini,
spunta il Daspo urbano

PORTO SANT'ELPIDIO - Il candidato Francesco Pacini e Diego Torresi: "Aumenteremo i fondi per la polizia locale, che deve avere più agenti e un pattugliamento h24. Chiederemo al Prefetto l'intervento di unità speciali della Polizia di Stato, come fatto a Lido Tre Archi. Potenzieremo la videosorveglianza. Uscita immediata dal progetto Sprar"
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Una lista di giovanissimi, età media tra i 20 ed i 21 anni, un programma che mette al centro la sicurezza. Casapound è pronta alla competizione elettorale a Porto Sant’Elpidio e con Francesco Pacini candidato sindaco punta ad entrare in Consiglio comunale. Presentati stamattina programma e gruppo della tartaruga crociata, che per la prima volta si presenta alle amministrative in città. Sono il candidato sindaco e Diego Torresi ad illustrare le loro proposte. “Ci siamo sentiti in dovere di mettere la faccia e impegnarci attivamente – esordisce Torresi – vediamo un paese che non è più come lo ricordavamo, con un’emergenza legata alla sicurezza, dai furti allo spaccio. Non ci sentirete parlare di temi che sentiamo ogni giorno, come la piazza, l’erosione, che è un tema risolvibile solo a livello regionale, alla prostituzione, che si può combattere solo abolendo la legge Merlin e riaprendo le case chiuse. Per noi è un vanto presentarci indipendenti, senza padroni né padrini. Amiamo questa città e faremo di tutto perché non muoia”.

Da sin. Francesco Pacini e Diego Torresi

Non nasconde l’emozione il candidato sindaco: “Ci prendiamo una grande responsabilità per amore di Porto Sant’Elpidio. Ho 26 anni, mio padre Ermano è animatore culturale, sono operaio e faccio politica da 12 anni. Nel 2008 mi sono avvicinato a Casapound”. Rivendica l’impegno per sostenere famiglie in difficoltà e terremotati, considera i 200 voti presi alle elezioni del 4 marzo una base importante per un percorso da portare avanti a piccoli passi. “Il nostro è un progetto a lungo termine che di certo non si fermerà il 10 giugno. Noi non stiamo in politica, ma la facciamo. Non faremo assemblee nei quartieri, ma banchetti nel territorio. La gente è sfiduciata dall politica. Noi scendiamo in strada per trasmettere speranza”.
Gli esponenti di Casapound ricordano di aver pulito un’abitazione in via San Francesco, “rivelatasi poi base di furti e atti criminosi ai danni di attività commerciali” ed il presidio in piazza Fratelli D’Angelo, “dove per una sera con la nostra presenza c’è stata copertura da parte delle forze dell’ordine e sono spariti spacciatori e malintenzionati”.
Parlando di programmi, si parte dalla sicurezza. “Utilizzeremo lo strumento del Daspo urbano per allontanare dalla città chi delinque e crea disordini. Aumenteremo i fondi per la polizia locale, che deve avere più agenti e un pattugliamento h24. Chiederemo al Prefetto l’intervento di unità speciali della Polizia di Stato, come fatto a Lido Tre Archi. Potenzieremo la videosorveglianza. Le nostre proposte le abbiamo illustrare a gennaio ad un’assemblea pubblica alla Piccola. Qualche altro candidato le ha fatte proprie e le ha messe nel suo programma”.


Pacini si impegna ad istituire il criterio di residenza, privilegiando chi vive a Porto Sant’Elpidio da almeno 15 anni, per consentire agli italiani di accedere alle case popolari. “Non è razzismo, è giustizia sociale“.

Sul commercio propone “eventi ad hoc per portare pubblico in centro e nei quartiere ed un tavolo di trattative tra proprietari di locali sfitti e persone intenzionate ad aprire nuove attività, per dare incentivi economici. Vogliamo migliorare il Mercatino della calzatura, garantendo ai nostri artigiani spazi più idonei per vendere i loro prodotti”.

Viale Cesare Battisti “lo rivogliamo transitabile alle auto di giorno e chiuso di sera. L’isola pedonale a tempo pieno è stata un insuccesso”.
E ancora: più cura del verde e spiagge con accesso garantito ai disabili, sì alla tassa di soggiorno, per un massimo di 1 euro al giorno.

Sull’immigrazione Pacini è netto: “Uscita immediata dal progetto Sprar. Porto Sant’Elpidio è primo per ospitalità a rifugiati o pseudo tali. Non ce l’abbiamo con loro, che sono vittime, ma con chi li illude. Non ci possiamo permettere quest’accoglienza”.
Altro impegno, in materia di politiche giovanili, è la riapertura dei Centri di aggregazione giovanile. “Ce n’erano 5, ne sono rimasti 2. Ne rivogliamo uno per ogni quartiere. Vogliamo fare il possibile per riqualificare il campetto dei preti in centro, vicino alla sala don Wando”.
Ultimi punti: più manutenzioni stradali, un limite di 3 eventi l’anno che provochino problemi alla viabilità, perché “è impensabile paralizzare la città come si è fatto a Pasquetta”. Infine, sullo sport, l’idea è costruire una nuova palestra comunale e realizzare un piano di riqualificazione degli impianti esistenti, oltre ad un aiuto per abbassare le rette dei ragazzi che praticano sport nelle società locali. “La nostra campagna elettorale non sarà contro nessuno, in bocca al lupo agli altri. Noi andiamo per la nostra strada”.

Pierpaolo Pierleoni

 


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