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“Quando eravamo patrò” di Degrado Postmezzadrile,
a Fermo la puntata conclusiva

SATIRA - Lunedì 23 aprile ultimo atto della saga pubblicata sul web, tra il canale Youtube e la pagina Facebook, che racconta le avventure e disavventure di Manfredo Prati, potente industriale decaduto, ma determinato a tornare ai fasti dell'età dell'oro
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Le Marche sono pronte alle Notti del Degrado. Due serate assolutamente imperdibili, di cinema, letture, risate e gente grezza. Venerdì 20 aprile al Teatro Politeama di Tolentino e lunedì 23 aprile alla Sala degli Artisti di Fermo, Degrado Postmezzadrile presenta la serie completa di “Quando eravamo patrò”, con l’anteprima della puntata conclusiva, ancora inedita. Si tratta dell’ultimo atto della saga pubblicata sul web, tra il canale Youtube e la pagina Facebook di Dpm, che racconta le avventure e disavventure di Manfredo Prati, potente industriale decaduto, ma determinato a tornare ai fasti dell’età dell’oro.

Venerdì sera al Politeama, l’intera serie, con un nuovo montaggio e l’anteprima del gran finale, sarà accompagnata dalla proiezione di 4 filmati di Critica alla ragion postmezzadrile. L’attore Mirco Abbruzzetti darà voce ad alcuni estratti del libro “Degrado postmezzadrile – Studi sociologici”, pubblicato nel dicembre 2017 ed acquistabile su Amazon. Biglietto unico 4 euro. Inizio alle ore 21.30.

Lunedì 23 aprile il Degrado sbarca a Fermo alla Sala degli artisti, con un programma altrettanto ghiotto. “Si inizia alle ore 20, con aperitivo tipicamente mitteleuropeo – spiegano i tipi di Degrado Postmezzadrile – a base di pecorino, fave, ciauscolo e vino rosso (bevuta e magnà a 5 euro, chi vuole il sushi se lo porti da casa). Alle 21.30 l’inizio della proiezione (ingresso a 4 euro), con la serie completa di Quando eravamo patrò e alcuni filmati di Critica alla ragion postmezzadrile. L’appuntamento fermano sarà allietato da alcuni superospiti, come si conviene ad un evento di gala. Presenta la serata il comico Piero Massimo Macchini, all’accompagnamento musicale provvederà il maestro Vincenzo Macchiati”.

“Siamo onorati di proiettare sul grande schermo la nostra serie con il gran finale della prima stagione di Quando eravamo patrò – proseguono – era disponibile anche il Kodak Theatre di Hollywood, ma avevamo paura di trovare traffico. Rivolgiamo un ringraziamento enorme ai ragazzi del Politeama e della Sala degli artisti per aver voluto organizzare queste due serate ed agli ospiti che le arricchiranno. Non saranno solo proiezioni, ma ci piace pensarle come due serate di orgoglio postmezzadrile, dedicate agli oltre 27.000 fans della nostra pagina ed a tutti quelli che ancora non ci conoscono. Noi, più riservati di Greta Garbo, ci saremo ma resteremo rigorosamente anonimi. Volevamo fare come Marlon Brando agli Oscar e mandare una ragazza Apache a parlare al nostro posto, ma do la stroemo na ragazza Apache nelle Marche zozze? Potremmo essere comunque riconoscibili per le scarpe smatate e l’atteggiamento compulsivo davanti al ciauscolo”.

“Per tutte le brutte persone che non hanno mai seguito Quando eravamo patrò, niente paura – concludono -. Le puntate verranno riproposte tutte insieme, quindi anche chi si sta chiedendo “ma che d’è sta robba?” potrà tranquillamente assistere alla serata. La serie racconta le vicissitudini di Manfredo Prati. Industrialotto decaduto, ignorante, arrogante, cinico (ha anche dei difetti, ma non li dimostra) con una passione sfrenata per “lo nero” e “li schampi”, Prati tenterà in ogni modo di tornare alla bella vita. Lo affiancano nella sua avventura la moglie Santina, il figlio Vraianne, l’imprenditore cinese Luigino, il tenente della Guardia di finanza Tesgamo, l’ottuso discotecaro Mastrolindo e molti altri personaggi. Parallelamente alle avventure del nostro eroe si fa largo l’inquietante figura di Sesto Quintani, bieco personaggio con le mani in pasta dappertutto, che alla guida del Partito de li quatrì scalerà il potere fino ad ambire a governare il Paese, a patto che riesca a trovare la maggioranza in Parlamento”.


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