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Il vicepresidente di Casapound Antonini a Porto Sant’Elpidio: “Pacini sarà un grande consigliere comunale”

PORTO SANT'ELPIDIO - Sessanta persone ieri sera alle Mimose per la cena di autofinanziamento della tartaruga crociata, Antonini fiducioso: "In tv non ci fanno parlare, ma nei territori ci siamo, eleggete un nostro consigliere e vedrete quanto può incidere un movimento a forte vocazione militante come Casapound"
domenica 22 aprile 2018 - Ore 10:00
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Francesco Pacini ed Andrea Antonini alle Mimose di Porto Sant’Elpidio

C’era anche il vicepresidente nazionale Andrea Antonini, ieri sera alla cena di autofinanziamento al centro turistico Le Mimose, per spingere la campagna elettorale di Casapound e di Francesco Pacini per le amministrative del 10 giugno a Porto Sant’Elpidio.
Ad una settimana dalla presentazione del candidato sindaco e delle linee programmatiche, la tartaruga crociata ha radunato 60 persone, “per scaldare i motori e rendere ancora più partecipi le tante persone che si sono avvicinate – come rimarca Pacini – Siamo soddisfatti di questo inizio di campagna, in molti si avvicinano e ci mostrano interesse. Ora ci stiamo concentrando sulla parte burocratica, con la raccolta di firme (oggi e domenica prossima presidio sul lungomare per le sottoscrizioni necessarie a presentare la lista)”. Una delle prime proposte lanciate è stata la riapertura al traffico di viale Cesare Battisti: “Un’idea ampiamente condivisa da cittadini e commercianti, per far rivivere il cuore di Porto Sant’Elpidio. Oltre ai banchetti organizzeremo anche degli appuntamenti pubblici, in particolare intendiamo concentrarci sui giovani, spesso trascurati dalla politica. Sono proprio loro a mostrarci maggiore attenzione”.

Casapound promuoverà sabato prossimo con Salamandra, il gruppo di protezione civile del movimento, una raccolta alimentare in favore di alcune famiglie terremotate di Visso che vivono una situazione di indigenza.
Antonini, già consigliere al XX municipio di Roma, guarda con fiducia alle elezioni amministrative di giugno. “Veniamo da una campagna elettorale per le politiche in cui si è parlato tanto di noi, ma ci hanno fatto parlare poco. Come già successo a Lucca, ad Aosta e in altre città, avremo qui l’occasione di spiegare quanto possa incidere un consigliere di un movimento a forte vocazione militante come il nostro. A livello nazionale paghiamo la scarsissima presenza mediatica, ma nei territori questo non accade, conosciamo i problemi, siamo presenti tra la gente e convinti che il nostro spirito possa fare la differenza. Sono stato consigliere municipale in una zona con problemi incancreniti da decenni. Sono bastati forza di volontà e caparbietà per risolverne molti”.

L’1% dei consensi il 4 marzo è una base, anche se era legittimo attendersi di più: “Purtroppo – nota Antonini – l’Italia è una nazione vecchia, in cui tantissimi scelgono in base alla televisione, nel quale siamo stati spesso solo oggetto passivo dei dibattiti, ma abbiamo avuto pochissime occasioni per esprimere le noste idee. L’unico argine per noi è la presenza su strada. Ma non siamo abituati a lamentarci. Ogni punto è un passaggio per la conquista successiva”.
Al candidato sindaco di Porto Sant’Elpidio, il vicepresidente di Casapound non deve dare consigli particolari: “Francesco è bravo così, sarà un grande consigliere per Casapound e per Porto Sant’Elpidio. Immagino, come accade ovunque, che anche nella vostra città, esclusi gli addetti ai lavori, nessuno conosca i nomi dei consiglieri comunali. Quando entrerà Francesco vedrete la differenza, tra 5 anni Pacini lo conosceranno tutti e la gente capirà che c’è un altro modo di fare politica”.
Infine, un accenno alla sicurezza, ormai uno dei temi centrali di ogni campagna elettorale: “E’ un argomento che poniamo al primo posto e di cui ormai parlano tutti – conclude Andrea Antonini – La differenza tra noi e gli altri è che abbiamo dimostrato di saper attuare quello che diciamo. A Roma c’è Casale San Nicola dove in spregio a ogni regola si è aperto un centro di accoglienza di immigrati. Il giorno che hanno portato questi clandestini, noi eravamo lì, la gente non chiedeva nulla di particolare, solo sicurezza, legalità, rispetto delle regole per tutti. Non c’era nessun altro di quelli che nominano ruspe ed altre soluzioni. Questo accade ovunque”.

Pierpaolo Pierleoni

 


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