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I fantasmi d’Ismael: un drammatico confuso ma brillante

Per gli appassionati di cinema, la recensione di Giuseppe Di Stefano
lunedì 23 aprile 2018 - Ore 10:14
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L’universo cinematografico del regista francese Arnaud Desplechin pullula di allusioni letterarie. Fa spesso film su un personaggio di nome Paul Dedalus – un ovvio cenno al giovane eroe di “Ulisse” di Joyce; non è raro vedere i suoi personaggi in soliloqui con parole adattate dai romanzi di Philip Roth. Nel suo ultimo film, “I fantasmi d’Ismael“, aggiunge Henri Bloom, un anziano cineasta il cui nome, ovviamente, rievoca il più vecchio protagonista del romanzo di Joyce.

 

I fantasmi d’Ismael ” si apre con un film all’interno di un film, un thriller di spionaggio su un certo Ivan Dedalus, un diplomatico di fama mondiale diventato spia (probabilmente è imparentato con Paul, ma non c’è bisogno di capire questa situazione contorta per godersi il ​​film). Ivan nasce dalla mente di Ismael Vuillard (Mathieu Amalric), la cui fantasticheria viene interrotta da una telefonata alle 3 di notte del suo ex suocero, Henri Bloom (Laszlo Szabo). Entrambi gli uomini stanno ancora piangendo per la perdita di Carlotta, figlia di Bloom e moglie di Ismael, scomparso 20 anni prima. Ismael è ora impegnato con Sylvia (Charlotte Gainsbourg), un’astrofisica che, poco dopo la sua introduzione, diventa la narratrice provvisoria del film e riporta la storia indietro di un paio d’anni. Al ritorno al presente, Ismael e Sylvia si rifugiano in una casa al mare e un pomeriggio, mentre prende il sole, Sylvia viene avvicinata da una donna (Marion Cotillard) che si presenta come Carlotta. Se si pensa che questo complichi le cose, non si ha affatto torto, e proprio le complicazioni porteranno Sylvia lontano da Ismael che, così come Bloom, rischierà di impazzire a seguito di questo tumulto.

Il disorientamento è amplificato attraverso una struttura narrativa complessa. A parte due casi, i molti salti cronologici non sono mai segnalati. La storia non salta avanti e indietro nel tempo, ma passa liberamente dalla realtà alla fantasia, e spesso si immerge nel film all’interno del film che, a sua volta, ha i suoi flashback e ricordi. Questa proliferazione di strati narrativi, ciascuno ricavato dai recessi della psiche di Ismael, ha però un chiaro scopo: rendere l’impressione di qualcuno progressivamente assalito dal passato al punto di essere in difficoltà ad esistere nel presente.

I fantasmi d’Ismael ” è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes e sarà distribuito da Europictures il 25 aprile. Si tratta di un’opera i cui piaceri e complessità non possono essere pienamente compresi (e apprezzati) in una singola visione; ciò convalida l’esclamazione finale che lascia il posto ai titoli di coda: “Encore!”

di Giuseppe Di Stefano


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