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La Fermana cinque anni fa risaliva
in un campionato nazionale

ANNIVERSARIO - Il 24 aprile del 2013 i canarini vincevano la Coppa Italia di Eccellenza battendo per 1-0 l'Audace Cerignola (gol di Simone Mangiola al 94') e risalivano in un circuito di livello (serie D) dopo sette stagioni nei tornei regionali, di cui le ultime due molto travagliate dal profilo societario
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L’undici della finale di Rieti. Da sinistra in piedi Luca Marcatili, Daniele Vitali, Mattia Fabiani, Mirko Cudini, J. Pablo Atadia, Francesco De Rosa, Cristian ChessariI. In basso Edoardo Tartabini, Simone Mangiola, Lorenzo Rossi, Marcos Bolzan

FERMO – A due giorni dalla conquista della aritmetica certezza di disputare un’altra volta la serie C grazie al pareggio contro il Padova, arriva l’anniversario di un altro successo gialloblù e anche se oggi le avversarie dei canarini si chiamano Triestina, Vicenza e Reggiana, non dobbiamo dimenticare quando si chiamavano Pagliare o Belvedere Ostrense.

All’inizio di quella stagione 2012/13 il neo presidente della Fermana, Sergio Rogante (già dirigente canarino in passato), Emanuele Corradi (presidente dell’Afc Fermo, società di calcio giovanile spesso partner della Fermana), con l’aiuto di Giorgio Fabiani (industriale calzaturiero fermano, sponsor nei due anni precedenti) e di pochi altri sponsor come Mauro Pieroni (imprenditore sanitario ed ex sindaco di Lapedona), avevano preso in gestione la società canarina dalla precedente cordata toscana che era naufragata in meno di due anni. Tra mille difficoltà riuscirono a condurre in porto la navicella gialloblù in un mare molto tempestoso. Nel campionato di Eccellenza la vittoria della Coppa Italia è una strada parallela e alternativa alla vittoria del campionato vero e proprio, per salire di categoria.

Andrea Fabiani

Il cammino in Coppa Italia inizia con la facile eliminazione agli ottavi di coppa della Monturanese (2-0 all’andata con doppietta di Ilario Lepre e sconfitta per 1-0 al ritorno), e ai quarti quella meno agevole dell’ostico Grottammare: 1-1 all’andata (gol di Lepre, terzo in stagione ed in Coppa, che pareggia il rigore trasformato da Ludovisi) e al ritorno al “Pirani” per metà partita Fermana in dieci, un rigore parato da Cristian Chessari e dopo il gol di Attadia e il pareggio dei locali al 90′ dei regolamentari, arriva il sigillo di Dario Bolzan, all’ultimo minuto dei supplementari (1-2).

In panchina contro la Monturanese e nell’andata contro il Grottammare c’è Gianluca De Angelis, poi sostituito da Tiziano Giudici a partire dal ritorno di Grottammare.

In semifinale i gialloblù superano, con meno difficoltà trovata contro i biancocelesti, l’Elpidiense (0-0 all’andata e al “Recchioni” 2-0 con reti di Daniele Vitali su rigore e Francesco Casim).
Alla vigilia di Natale la squadra canarina si aggiudica anche la finale regionale di coppa contro il Matelica (1-0 con un bel gol di testa di Attadia nei supplementari), davanti a centinaia di tifosi gialloblù. Già tre anni prima la Fermana aveva vinto la il trofeo regionale contro la Vis Pesaro.

Tifo gialloblù nella finale a Rieti

Quando mancano due settimane alla fase interregionale del torneo tricolore, la società congeda Giudici e, un po’ a sorpresa (come ammette anche il diretto interessato), richiama De Angelis che forse per il suo carattere sanguigno viene reputato più adatto a scalare il trofeo.

Gli ottavi di coppa contro gli umbri della Vis Torgiano sono superati senza problemi, con tre gol dei “canterani” Francesco Pazzi e Lorenzo Rossi e uno dell’esperto Ranieri Pirro (2-0 a Fermo e 0-2 al ritorno), mentre tre anni prima la squadra gialloblù si bloccò proprio al primo turno della fase nazionale contro la Voluntas Spoleto.

Lo scoglio dei quarti viene superato di fatto già all’andata, in rimonta (1-2), con un altro gol di testa del centravanti Attadia e poi uno di Leonardo Gentile che piega le mani al portiere, in un campo ridotto ad un mare di fango, a casa dei toscani del San Donato Tavarnelle, che al ritorno a Fermo si arrendono facilmente: 3-0, con altri due gol di Attadia e del baby Simone Mangiola, con in tribuna il presidente del Comitato Marche, Paolo Cellini, che questa volta in sala stampa dà la sua benedizione ai gialloblù.

Il primo vero ostacolo la Fermana lo incontra in semifinale dove deve faticare più del dovuto, ancora in rimonta, per avere ragione della Pro Settimo a Fermo, davanti ad un migliaio di spettatori nonostante la giornata lavorativa. I piemontesi vanno in vantaggio nel primo tempo poi nella ripresa sono sorpassati con gol di Pirro e Attadia (2-1) e restano in dieci nel finale. Il match di ritorno alle porte di Torino è duro, la tensione è alta e non mancano colpi proibiti, ma la Fermana resiste (0-0) fino al 95′ anche con un pizzico di fortuna e timbra il biglietto per la finale che apre le porte della serie D alla vincente, anche se in qualche caso le ha aperte anche alla perdente (vedi il Marino due anni prima). L’avversaria è l’Audace Cerignola, incontrata l’ultima volta nel 1988 e, coincidenza, anche quell’anno i destini delle due squadre andarono a braccetto (e anche un’altra volte moltissimi anni prima).

Mangiola dopo il gol

Questa volta la finale è spostata da Roma (di solito lo stadio Flaminio o quello di Casal del Marmo) al “Manlio Scopigno” di Rieti, come sempre in diretta tv su Rai Sport. Cornice di pubblico e tifo da categorie superiori, con quasi  duemila spettatori tra fermani e pugliesi.

Senza gli squalificati Dario Bolzan e Bacchiocchi, l’infortunato Perra e con l’ennesima formazione d’emergenza, dopo una gara tesa ed equilibrata, ma senza grande spettacolo, il gol che vale una intera stagione arriva al 94′, quando tutti, forse il Cerignola più della Fermana, pensavano ai supplementari.

Cross di Pirro, Mangiola (18 anni compiuti tre mesi prima) riesce a centrare con un colpo di testa il poco specchio di porta libero tra il portiere e il palo più lontano. Può iniziare la festa, prima a Rieti e poi lungo la strada, fino a Fermo.

La Fermana ha messo in bacheca per la prima volta nella sua storia un trofeo tricolore.

Al quarto tentativo la Fermana abbandona i campionati regionali, che stavano diventando un autentico “Vietnam”, e risale in serie D, campionato in cui aveva militato l’ultima volta 19 anni prima (in mezzo 12 stagioni consecutive tra i prof: 1 di serie B, 9 di C1 e 2 di C2 e infine le ultime 7 regionali).

Sebbene sia all’epoca ancora solo il 5° livello nella gerarchia calcistica, in serie D in quel momento militavano tutte le altre nobili decadute della regione: Ancona, Samb, Civitanovese, Maceratese, Jesina, Fano e Vis Pesaro; mancava solo l’Ascoli.

Paolo Bartolomei

 

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Festa dopo il successo

I gialloblù alzano la Coppa

 

Lo staff societario della “risalita”. Da sinistra Ronny Parlatoni, Luigi Rocchi, Emanuele Corradi, Giorgio Fabiani, il presidente Sergio Rogante, Luciano Romanella, Lindo Galletti, Alessandro Eusebi e Massimiliano Corradi

Capitan Dario Bolzan festeggia in Piazza del Popolo a Fermo

FERMANA 1: Chessari; Tartabini, Cudini, De Rosa, Marcatili (13’ st Gentile); Vitali, Rossi; Fabiani (1’ st Pirro), M.Bolzan, Mangiola; Attadia. A disp.: Gojka, Pierantozzi, Cristiano, Corradini, Pazzi. All. De Angelis.

CERIGNOLA 0: Vurchio; Corcelli, Matera, Colangione, Colucci, Riontino, De Santis, Auciello, Zotti, Lasalandra (9’ st Piscopo); Caggianelli. A disp. De Palma, D’Onofrio, Caputo, Russo, Salatini, Ventura. All. Pizzulli.

ARBITR0: Vigile di Cosenza (ass. Pace di Palermo e Conticelli di Trapani)
RETE: 49’ st Mangiola.
NOTE:
Ammoniti: Cudini. Angoli: 0-4. Recupero: 2+4.

 

Ilario Lepre (3 gol)

CAMMINO DELLA FERMANA IN COPPA. 

FASE REGIONALE:

Ottavi:
Fermana – Monturanese: 2-0, 0-1
Quarti:
Fermana – Grottammare: 1-1, 2-1 d.t.s. (1-1)
Semifinale:
Elpidiense – Fermana: 0-0, 0-2.
Finale:
Fermana – Matelica 1-0

L’allenatore Gianluca De Angelis

FASE NAZIONALE

Ottavi:
Fermana-Vis Torgiano 2-0, 2-0.
Quarti:
San Donato Tavarnelle – Fermana 1-2, 0-3.
Semifinale:
Fermana – Pro Settimo & Eureka 2-1, 0-0.

CLASSIFICA MARCATORI in Coppa
6 ATTADIA (1 rig.)
3 LEPRE
2 MANGIOLA, PAZZI, PIRRO
1 D. BOLZAN, F.CASIM, GENTILE, ROSSI, VITALI (1 rig.).

La rosa completa del girone di ritorno. Da sinistra, in alto: Leonardo Cerretani, Francesco Pazzi, Sokol Gojka, Michele Di Ruscio, Simone Mangiola, Alessio Corradini, Lorenzo Rossi, Alessandro Matera, Paolo Pierantozzi, Andrea Fabiani. Al centro Mirko Cudini, Massimo Perra, Cristian Chessari, Jeremias Pablo Attadia, Fabio Massimo Francioni (preparatore atletico), Tiziano Giudici (allenatore), Matteo Marcaccio (vice), Marco Lanzidei (preparatore dei portieri), Pasquale Palumbo (fisioterapista), Andrea Postacchini (magazziniere), Antonio Murazzo, Dario Bolzan. Seduti Domenico Cristiano, Edoardo Tartabini, Carlo Livini, Luca Marcatili, Ranieri Pirro, Nicolò Bacchiocchi, Mattia Fabiani, Marcos Bolzan, Leonardo Gentile e Daniele Vitali

 

 

 


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