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Carlo Freccero apre la nuova edizione
di Fermo sui libri: tema la ‘piccola patria’

FERMO - Appuntamento il 2 maggio alle ore 21.15 al Teatro dell’Aquila
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Fermo sui Libri 2018 apre le danze con il suo primo incontro il 2 maggio 2018 alle ore 21,15 al Teatro dell’Aquila di Fermo con un ospite d’eccezione, Carlo Freccero, che comincerà la trattazione del fil rouge dell’intera rassegna, un tema delicato, multisfaccettato e attuale, quello di Heimat, ovvero (piccola) patria, intesa non solo come luogo di una nazione, ma, più ampiamente, come il luogo del corpo e dello spirito che la nuova società odierna cerca con tutta sé stessa oggi. Il tema è condiviso con la rassegna letteraria Parole&Nuvole di Porto Sant’Elpidio e sostenuto dal progetto di diffusione del libro e della cultura La città che legge.
Ad aprire la rassegna con la sua riflessione sul tema sarà l’autore televisivo, scrittore e dirigente Rai Carlo Freccero. Nato a Savona nel 1947 e laureato in Pedagogia e Filosofia a pieni voti presso l’Università di Genova, Freccero lavora dal 1979 lavora per il mondo della televisione. Ha curato i palinsesti della neonata Mediaset e di alcune tv francesi ad essa affiliate fino al 1996 , anno in cui abbraccia un nuovo percorso lavorativo alla Rai, che lo portano alla direzione di Rai2. Negli anni di Freccero la rete è ammirata per la che sua vena giovanile, provocatoria, innovativa sempre pronta a porre domande scomode eppure vitali per la società odierna, con programmi come Il Fatto di Enzo Biagi, Satyricon, Sciuscià, Il Raggio verde e L’Ottavo Nano.
Lascia la Rai nel 2002 assieme a Luttazzi, Santoro e Biagi, protagonisti dei suoi programmi di punta. Ritorna in Rai nel 2005 alla ribalta come autore del programma Rockpolitik di Adriano Celentano e dal 2008 è reintegrato come direttore di Rai4. Nel 2012 la sua candidatura alla presidenza della Rai assieme a Santoro, che però non va in porto e per la quale lascia nel 2013 la direzione di Rai 4.
Freccero ha cercato di creare una televisione nuova, viva, partecipata e vicino alle piccole comunità della realtà italiana, come il progetto in collaborazione con gli studenti dell’Università di Roma Tre per creare una tv che raccontasse la vita dell’ateneo e che si concretizzerà in Universitytv, e la collaborazione per creare dei media che raccontassero il grande lavoro della giunta Vincenzi in Liguria.
In seno a questa volontà di fare una tv che racconti e allo stesso tempo crei comunità e progetti per il futuro, Freccero presenta a Fermo sui Libri un libro che è soprattutto un’analisi spietata della tv degli ultimi 50 anni e pars destruens necessaria per la nascita della nuova tv che lui intende, dal titolo L’Idolo del Capitalismo. “La TV, come dice Freccero, ha cambiato la società, da un “noi” da raccontare e difendere dagli anni ‘60 fino agli anni 80’, alla tv dell’ “io” di Tony Manero, ovvero alla presentazione pubblica di programmi di mero intrattenimento che mostrano individui senza coscienza di sé, sprezzanti del capitale culturale e interessati solo ad un narcisistico consenso. Potrà questo Idolo del Capitalismo, come lo definisce, essere rovesciato e fronteggiato dalla nascita di una realtà più umana, di una rappresentazione umana nella televisione che possa essere portatrice di identità comunitaria?”. Questo l’interrogativo a cui Freccero tenterà di rispondere a Fermo sui Libri dialogando con il pubblico.


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