di Alessandro Giacopetti

Porte aperte al Conservatorio di musica Pergolesi, ammissioni all’anno accademico 2018-2019, e nuovi corsi accademici. Questi i temi della presentazione odierna svolta nell’istituto di formazione musicale da Nicola Verzina, direttore del Conservatorio, dal presidente Carlo Verducci, e da Mirco Giampieri, assessore Servizi Sociali del Comune. Il 26 e 27 giugno si svolgeranno le prove d’esame per il corso accademico di I livello del Triennio, e del corso accademico di II livello del nuovo biennio ordinamentale. Il 28 giugno si svolgerà la prova teorica e pratica dei corsi preaccademici. I corsi preaccademici conferiscono preparazione e competenze adeguate per l’accesso ai corsi di I livello. I corsi di I livello consentono l’accesso ai corsi di specializzazione, ai concorsi pubblici, ai corsi accademici di II livello. Questi ultimi forniscono competenze e tecniche musicali elevate. “Sono stati attivati su proposta del consiglio accademico concordata con il consiglio di amministrazione. Si tratta di tre nuovi percorsi relativi a musica elettronica, chitarra jazz e pianoforte jazz”, esordisce il presidente Carlo Verducci.

Per diffondere la composizione del ventaglio formativo offerto dal conservatorio, dal 7 al 12 maggio si svolgerà l’iniziativa “Porte aperte”, in cui sarà possibile assistere a corsi, conserti, seminari, masterclass, seminari e chiedere informazioni. Importante l’appuntamento di giovedì 10 maggio alle 17 nell’aula Montanari, al piano terra della sede del conservatorio in cui i vertici del Pergolesi presenteranno un panorama sull’offerta formativa.
Nella conferenza stampa di oggi, Mirco Giampieri, assessore ai Servizi Sociali ha anticipato una nuova iniziativa: “la onlus Save the Children ha indetto un progetto a livello nazionale destinato a giovanissimi in precarie condizioni economiche. In concreto, ci recheremo nelle scuole primarie e secondarie di I grado con docenti selezionati del Conservatorio per capire se ci sono ragazzi musicalmente dotati e predisposti, che però non possono permettersi di pagare corsi di musica.

Alunni da 6 a 13 anni saranno quindi inseriti nei Servizi Sociali per permettergli di compiere un percorso di formazione che è anche integrazione. La musica – ha aggiunto l’assessore Giampieri – tra fuori dalle persone ciò che in altri modi non può essere tirato fuori”.

“Avvicinare alla pratica strumentale giovanissimi che provengono da una fascia sociale disagiata sottolinea come la musica sia elemento di inclusione – ha proseguito Nicola Verzina, direttore del Pergolesi – per fare questo abbiamo docenti selezionati per questo progetto. Vedremo quale sarà la risposta e capiremo quanti bambini coinvolgere, in quello che rappresenta per molti il primo approccio con il Conservatorio e gli strumenti”. Carlo Verducci, presidente del Conservatorio ha parlato della “musica come elemento formativo e di crescita”.

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