di Andrea Braconi

L’intervento di restauro del Loggiato di San Rocco aveva preso il via lo scorso novembre, per essere completato all’inizio di aprile. Sotto la guida della restauratrice Maria Letizia Vallesi, cittadini e turisti hanno potuto tornare ad ammirare una delle parti più antiche di Piazza del Popolo, riportata all’antico splendore grazie all’associazione Rinnovarte, nata con lo scopo di sensibilizzare al bello e di promuovere il turismo favorendo il restauro a cielo aperto. Quattordici gli sponsor che hanno sostenuto i lavori, tra cui Cronache Fermane (vedi l’elenco completo in fondo, ndr).

“Per noi è un passo molto importante – ha dichiarato il sindaco Paolo Calcinaro – che restituisce un monumento in un monumento, il loggiato San Rocco all’interno della stupenda Piazza del Popolo. Il sisma ha portato tanti scompensi e difficoltà, ma oggi ad un anno e mezzo di distanza porta anche delle opportunità, come il riscoprire quello che per noi era scontato, vedi l’importanza della nostra cattedrale e del Palazzo dei Priori. E questo progetto si va ad instaurare sullo stesso tracciato: riscoprire la bellezza della nostra città. Spesso tendiamo a sottovalutare il pregio, ma dovremmo invece essere i primi messaggeri all’esterno per far capire quanta bellezza abbiamo. E Rinnovarte ci segna tutti, Amministrazione e cittadini, ci illustra un percorso. Questo può essere un passo, recuperare angoli della nostra città come ad esempio il tunnel della Via dell’Università. Ringrazio, quindi, Rinnovarte non solo per il lavoro ma anche per la mentalità”.

In rappresentanza della Diocesi di Fermo è intervenuto Don Pietro Orazi, che ha portato il saluto dell’arcivescovo Rocco Pennacchio ed ha ricevuto una targa ricordo da parte dell’associazione. “È importante esprimere il ringraziamento a Rinnovarte per l’opera meritoria che ha promosso e poi realizzato. Il ringraziamento doveroso è anche a tutti gli sponsor che hanno cofinanziato l’opera. È importante il recupero di tutti i beni culturali e questa città sta riprendendo vita dopo le scosse in maniera evidente. Auspico che si possa ben presto procedere anche al recupero della Chiesa di San Francesco”.

Ognuna delle sei ragazze di Rinnovarte, come le ha definite la moderatrice dell’incontro Sabrina Vallesi, ha un compito specifico. Tra queste Antonella Leoni, che ha ripercorso la genesi dell’associazione “nata dalla mente e dal cuore di Maria Letizia Vallesi”. “Le altre cinque donne – ha sottolineato Leoni – hanno competenze differenti tra loro ma unite dall’amore per i beni culturali: oltre alla sottoscritta ci sono Marilena Imbrescia, fotografa; Viviana Vallesi, che si occupa dei social; Rosanna Balestrini, grafica; Giulia Alberti, che si occupa delle relazioni con gli sponsor”.

Il bene culturale, ha ribadito Leoni, è un bene di tutti e tutti dobbiamo contribuire a non perderlo per non perdere la nostra memoria storica. “Ognuno, se vuole, contribuisce in base alle proprie possibilità al recupero di un bene che noi proponiamo. E per questo progetto abbiamo trovato dei mecenati fantastici”.

Di grande interesse l’intervento dell’architetto Silvia Catalino, incentrato sul ruolo storico della piazza centrale, da sempre luogo focale della vita pubblica cittadina, così come sul loggiato e sulla Chiesa di San Rocco, che ha ospitato proprio la presentazione dell’intervento di restauro. “Questo restauro ha dato vigore alla storia della nostra città” ha rimarcato.

Alma Monelli, responsabile dei beni culturali della Diocesi di Fermo, ha illustrato gli interventi tecnici. “Il lavoro è stato lungo e faticoso, ci sono stati dei momenti in cui si è anche temuto di non riuscire in tutto quello che era stato programmato. Ma l’impegno e la costanza da parte di tutti, soprattutto di Maria Letizia ha permesso di arrivare alla fine.

Un lavoro iniziato con un puntuale studio, approfondimento ed analisi dello stato di degrado del loggiato, che ha evidenziato le varie criticità e gli elementi che potessero risultare utili per il restauro. “L’intervento ha riguardato colonne, basamenti, portali, capitelli e gli affreschi nascosti al di sotto di una spessa superficie di detriti e sporcizia. Il resto delle pareti è stato oggetto di manutenzione ordinaria. Tre le parti: la prima ha riguardato la pulizia preliminare delle superfici, lavate con prodotti dedicati e con ripetuti risciacqui; la seconda fase pulitura definitiva delle superfici con applicazioni e impacchi ripetuti e calibrati con agenti pulenti, un lavoro di estrema minuzia nella gestione dei tempi e dell’intero intervento, che permesso di rimuovere resti e materiali incoerenti che si erano depositati nel corso dei decenni; nell’ultima fase si è provveduto a stuccare, a risanare, a chiudere e ad eliminare fessure, fratture, piccole o grandi mancanze, in modo da reintegrare quanto più possibile il loggiato e l’integrità dello stesso. Sono stati utilizzati materiali quanto più compatibili con quelli originali. In alcuni casi è stato necessario inserire sostegni e barre per poter mantenere i pezzi delle strutture delle colonne

C’è stato poi un trattamento di protezione finale, che serve a preservarlo sapendo quanto sia soggetto a condizioni che possano portarlo nuovamente ad una forma di degrado”.

Il secondo intervento svolto in contemporanea ha riguardato le lunette. “Già sapevamo che potevano portare qualche sgradita sorpresa. Dopo una fase di studio, si è proceduto con l’intervento e la messa in sicurezza, con intervento di preconsolidamento iniettando nelle fessure una malta, per non compromettere gli affreschi. La loro pulitura è stata la parte più lunga. Sono state necessarie le rimozioni dei vari strati, anche utilizzando il bisturi per eliminare le stuccature precedenti. Ogni fase prevedeva una fase di riposo per far asciugare l’affresco e capire su quali punti bisognava ulteriormente intervenire”.

Ultima nota sulle operazioni effettuate, tutte svolte con estremo rispetto del monumento. “Ci si è messi in discussione ad ogni passaggio e ad ogni momento – ha concluso la Monelli – cercando di essere quanto più attenti ad un recupero che fosse conservativo ed apprezzabile”.

Ma uno degli elementi più significativi è stata l’occasione di partecipare ai lavori da parte di alcuni ragazzi del quinto anno di Arti Figurative della sede di Fermo del Liceo Artistico “Preziotti-Licini”, dentro un progetto di alternanza scuola-lavoro. “Esprimo un sincero ringraziamento all’associazione Rinnovarte – ha detto Marco, affiancato da Arianna – per averci ospitato, soprattutto a Maria Letizia Vallesi che è stata la nostra tutor. È stata una bellissima esperienza, due settimane impegnative ma ricche ed emozionanti. Entrare dentro un’opera d’arte è davvero bello, capire come è stata realizzata e quanto c’è dietro. Mi auguro che questa esperienza possa ripetersi in futuro per molti altri ragazzi”.

 

GLI SPONSOR

Autolinee Cardinali
Moreschini Costruzioni
Tarantini Assicurazioni
Sace Semilavorati in sughero
Getby
Fondazione Famiglia Gironacci
CIIP
cronachefermane.it
Studio legale Lanciotti & Partners
Fratelli Luciani Impresa Edile
Ciuccarelli-Mori Notai Associati
Nolo Più Ponteggi
Emporio Verde Sollini
Nolo Più Autonoleggio
Solgas S.r.l.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA