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Concorso Postacchini, torna a suonare il violino di San Ginesio recuperato dal sisma

FERMO - Un italiano supera la prima eliminatoria. Particolarmente toccante è stata, infatti, la cerimonia di riconsegna degli strumenti ad arco restaurati dall’Accademia Cremonensis e riconsegnati al Comune di San Ginesio proprio in occasione del Concorso Postacchini
domenica 20 maggio 2018 - Ore 16:18
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Una seconda giornata di grande intensità quella della XXV edizione del Concorso Violinistico Internazionale “Andrea Postacchini” che, dopo aver ascoltato tutti i violinisti della categoria D, ha visto i giurati capitanati dalla violinista americana, il M° Renée Jolles, effettuare una prima scrematura. Sono solo in 13 su 50, infatti, i violinisti dai 22 ai 35 anni ad aver superato la prima fase eliminatoria.

Tra tutti c’è anche un italiano, rarissimi nel concorso, il violinista Stefano Farulli, classe 1994 fiesolano d’origine e berlinese d’adozione per motivi di studio. «Sono decisamente emozionato – spiega Stefano con qualche inflessione tedesca – Fermo si dimostra calorosa e accogliente e questo trasforma una situazione molto stressante in gradevole. La scarsità di partecipanti italiani è un discorso lungo e complesso. In Italia manca una struttura di educazione musicale ad ampio raggio che inviti ad avvicinarsi alla musica. Cosa che invece accade nel nord Europa. Sarebbe come comporre una squadra di calcio senza avere un vivaio di giovani pronti a mettersi in gioco. Detto questo – conclude – i talenti e le eccellenze italiane ci sono e non hanno niente da invidiare».

Accanto a lui a superare il turno Ekaterina Belaya (Russia), Larissa Cidlinsky (Germania), Lusine Harutyunyan (Armenia), Kokoro Imagawa (Giappone), Gyehee Kim (Corea del Sud), Miyeon Lee (Corea del Sud), Diana Pasko (Russia), Margarita Pavlova (Russia), Ruslan Turuntayev (Kazakistan), Akiko Ueno (Giappone), JosefVlcek (Repubblica Ceca) e Tianren Xie (Cina).

Stefano Farulli, unico italiano che ha superato la prima eliminatoria per la categoria D

Dal mondo del violino suonato, il Concorso Postacchini, quest’anno più di altri, ha attraversato anche quello dello strumento costruito, realizzato e restaurato. Particolarmente toccante è stata, infatti, la cerimonia di riconsegna degli strumenti ad arco restaurati dall’Accademia Cremonensis e riconsegnati al Comune di San Ginesio proprio in occasione del Concorso Postacchini. Subito dopo l’inaugurazione della mostra di liuteria del Maestro liutaio Alberto Dolce che ha presentato, accanto al violino realizzato per il vincitore assoluto, anche due esemplari marchigiani del 1830 e del 1680, presso la Sala Rollina del Teatro dell’Aquila si è potuto ammirare il quartetto di strumenti recuperati.

Il progetto di recupero iniziato il 23 maggio scorso, ha visto la strenua collaborazione di diversi soggetti accanto all’Accademia Cremonensis, dall’Università di Pavia all’Accademia di Liuteria Piemontese. «Solo attraverso il lavoro corale di tutti i soggetti coinvolti, – spiegano i direttori Stefano Conca dell’Accademia Cremonensis e Alessandro Tosi dell’Accademia S. Filippo – si è potuto portare a termine il progetto che non ha avuto alcun secondo fine se non quello di rendere gli strumenti nuovamente alla comunità sanginesina ferita dal terribile sisma». Un lavoro certosino che ha visto un esame endoscopico e radiologico degli strumenti sino alla lavorazione finale che ha coinvolto anche tanti allievi virando quindi l’intero progetto anche ad un sentimento didattico. Una lettura particolarmente simbolica emerge poi dall’intervento del Professor Fabio Perrone, docente dell’Università di Pavia «La scelta di restaurare un quartetto d’archi è ricca di significati. Il quartetto suona insieme e rende splendido quello che in assolo perderebbe tante sfumature. Allo stesso modo il restauro è stato possibile grazie alla collaborazione di tutti. Ciò che appare complesso ad una persona sola, in gruppo diventa possibile – conclude – Questo è un messaggio di speranza per tutte le comunità colpite dal sisma del 2016».

E lo spirito di solidarietà emerge anche dalle parole commosse del Presidente dell’Antiqua Marca Firmana, l’Ambasciatore Giulio Vinci Gigliucci che ricorda il sodalizio che dal 1996 stringe il Concorso Postacchini a San Ginesio, borgo che ogni 25 agosto ospita uno dei concerti premio per i violinisti vincitori della prestigiosa kermesse.

Intanto il concorso va avanti e oggi la giuria terminerà gli ascolti dei violinisti della categoria C, dai 17 ai 21 anni e si saprà chi potrà accedere al turno successivo.


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