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Sindacati, mattinata di protesta
contro esternalizzazione delle cure
e privatizzazione dei servizi

SANITÀ - Dalle ore 11.30 mobilitazione dei sindaci per contestare le scelte dell'Area Vasta 4. Uil e Cisl elencano errori e numeri sulla situazione del territorio
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Soffia ancora forte la protesta dei sindacati nei confronti dei vertici dell’Area Vasta 4. Sindacati che stamattina manifesteranno davanti al presidio ospedaliero di Sant’Elpidio a Mare, a partire dalle ore 11.30, contro l’esternalizzazione delle cure intermedie e la possibilità di privatizzazione della sanità fermana.

Di “scenario completamente ribaltato” rispetto al piano ferie parla la segreteria provinciale della Uil Funzione Pubblica, facendo riferimento ai cambiamenti intercorsi tra l’incontro del 14 maggio e quello successivo. “Il 22 maggio viene comunicata a sorpresa alla Rsu e alle rispettive segreterie l’intenzione di esternalizzare la struttura di Sant’Elpidio a Mare, un provvedimento giustificato dal ‘tasso di occupazione totale della dotazione organica ed il budget a disposizione’. Tali interventi assunti nonostante i precedenti accordi e trattative, anche se non nuovi, non sono stati affatto condivisi dalla nostra organizzazione sindacale. Perciò abbiamo trovato doveroso condividere insieme alla Rsu unitaria e alle altre sigle sindacali le forme di protesta già avviate e volte a tutelare non solo i lavoratori della struttura di Sant’Elpidio a Mare, ma anche a garantire alla collettività servizi adeguati”.

Nessuno sconto, quindi, in occasione dell’assemblea convocata per oggi, mercoledì 30 maggio. “Chiederemo in maniera decisa il ritiro di questa inedita pianificazione estiva, poiché quello che ha sempre contraddistinto questa organizzazione sindacale sono, oltre alla trasparenza e alla legalità, l’inequivocabile difesa dei diritti dei lavoratori secondo quanto previsto dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro, sempre tutto nel rispetto delle amministrazioni e soprattutto nella preoccupazione per il mantenimento dei servizi sanitari a beneficio dei cittadini”.

Disponibile a mettere in campo tutte le iniziative possibili, la Uil ribadisce come sia necessario che “vengano applicate le norme e i regolamenti come dovrebbe avvenire in una pubblica amministrazione efficace efficiente e attenta alle problematiche del territorio”.

Sul fronte Cisl, il rischio più imminente sembra essere quello di una sanità fermana privatizzata. “I numeri sulla carenza di personale assistenziale e cioè infermieristico, OSS, Tecnico Sanitario e Professionale in Area Vasta 4 – sottolinea Giuseppe Donati, segretario regionale della Funzione Pubblica – è una vera e propria emergenza, emersa senza più alcun velo dalla pianificazione del piano ferie estive”.

Donati parla anche di “numeri impietosi e certificati”: “su una dotazione organica di 633 posti, infatti, risultato assunti 624 infermieri di cui 617 a tempo indeterminato e 7 a tempo determinato. Gli assenti per aspettativa sono 6, quelli per comando in altri Enti 1, i beneficiari della Legge 104 per se stessi o per assistenza a familiari con handicap grave 62, gli esclusi dai turni per incarico di coordinamento e non sostituiti 8, gli assenti per malattia lunga 4, ad orario ridotto perché part time 30, assenti per maternità 23 ed assenti per congedi parentali 29. Quindi, gli effettivi presenti si attestano al numero di 600, mentre quelli effettivamente servibili per assistenza sono 592.

“Questi numeri – prosegue Donati – fotografano solo per il personale infermieristico ma potremmo farlo anche per gli OSS, l’enorme differenza esistente tra il numero di professionisti che dovrebbero essere presenti e quelli effettivamente utilizzabili per attivita’ assistenziali. Un gap fortissimo che sta mettendo a rischio l’assistenza infermieristica in Area Vasta 4. Ciò è la conseguenza di politiche sul personale dell’Asur e della Regione. Nessuna o quasi delle assenze di Infermieri per Aspettativa o maternità può essere coperta con assunzioni a tempo determinato per ordine della Regione, scaricando così il peso della carenza di personale sugli infermieri effettivamente in servizio. Ciò ha già generato in Area Vasta 4 un numero stratosferico di ore lavorate in più rispetto a quelle contrattuali, che sfiora le 50.000.

Altro dato rilevante è quello dei minuti di assistenza che nell’anno gli infermieri dovrebbero garantire ai malati. Nell’Area Vasta 4 ammontano a 915.840 minuti. Sapete quanti ne vengono effettivamente garantiti, tenute presenti tutte le carenze sopra menzionate? Solo 816.058. Quindi ben 82.000 minuti di assistenza infermieristica vengono meno ai malati in Area Vasta 4. Gli infermieri e gli OSS ma anche altri professionisti e non solo quelli sanitari, sono ormai anni che fanno i miracoli per sopperire alla carenza di personale, che ora è arrivata al limite. Tutto questo dovrebbe essere superato in un Sistema Sanitario Pubblico sano, garantendo le dovute sostituzioni di personale. Invece nelle Marche, ad iniziare da Fermo, tutto questo verrà ovviato con la cessione a privati di pezzi della sanità pubblica. Scandaloso che sindaci ed amministratori dei Comuni del Fermano tacciano di fronte a tutto ciò”.


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