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E’ polemica sulla mozione ‘antifascista’ respinta, la rabbia dell’Associazione Partigiani:
“Ambiguità di giunta e maggioranza”

FERMO - La delibera richiesta avrebbe modificato il regolamento di concessione delle sale pubbliche, dei patrocini e dei contributi, concedendoli solamente a tutti coloro che dichiarassero esplicitamente la propria adesione ai principi antifascisti e ripudiassero ideologie e comportamenti razzisti e discriminatori
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Nello scorso novembre, cioè esattamente sei mesi fa, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia aveva inviato una lettera all’amministrazione comunale di Fermo e ai gruppi consiliari, con la richiesta di proporre al Consiglio comunale una deliberazione che modificasse il regolamento di concessione delle sale pubbliche, dei patrocini e dei contributi, concedendoli solamente a tutti coloro che dichiarassero esplicitamente – secondo la lettera e lo spirito della Costituzione repubblicana e della legislazione italiana conseguente (Legge Mancino)- la propria adesione ai principi antifascisti e ripudiassero ideologie e comportamenti razzisti e discriminatori.

“Si tratta, in realtà, di un atto che già oltre 100 Comuni italiani (di qualunque orientamento politico) hanno votato  -spiegano i componenti dell’Anpi provinciale di Fermo –  in moltissimi casi (come il Comune di Ancona) all’unanimità. Il senso di questa scelta era ed è evidente: stanno crescendo, nel nostro Paese e soprattutto tra i giovani, movimenti e organizzazioni che si ispirano a idee neofasciste e neonaziste, che utilizzano simbologie e pratiche esplicitamente contrarie al carattere antifascista della nostra democrazia e della Costituzione; stanno aumentando fenomeni ed episodi di violenza ed intolleranza razziale, di genere, di religione. E’, dunque, fondamentale che le Istituzioni democratiche, le donne e gli uomini che le rappresentano, ribadiscano la loro decisa natura antifascista ed il rifiuto a concedere spazi e sostegni, di qualunque tipo, ad organizzazioni o singoli che si richiamino al fascismo ed alla sua ideologia di odio e discriminazione, nelle diverse forme che acquisiscono nella modernità”.

Da qui la rabbia dei componenti Anpi: “Dopo mesi di inutile attesa, alcuni consiglieri comunali hanno presentato, al Consiglio comunale di questa città, una mozione che raccoglieva questa richiesta. Il giorno stesso (martedì scorso) in cui il Consiglio avrebbe discusso e votato tale mozione, la Giunta comunale ha prodotto una delibera che, attraverso un incredibile giro di parole, evita di pronunciare quella decisiva dell’antifascismo e del rifiuto del fascismo; successivamente la maggioranza del consiglio, che governa la città, ha respinto la mozione

Dura la condanna dell’Associazione Partigiani: “Ci sembra estremamente grave che a Fermo, in un atto pubblico, non si possa nominare l’antifascismo e non si possano prendere esplicitamente le distanze da categorie come fascismo e razzismo; ciò in una città nella quale (e a poca distanza dalla quale, si pensi a Macerata, ma anche a Spinetoli), si sono verificati episodi gravi, in cui esiste,  soprattutto in alcuni ambienti giovanili,  una preoccupante recrudescenza di spinte neofasciste, spesso prodotto dell’inconsapevolezza storica, ma anche della inadeguata nettezza delle istituzioni (a qualunque livello), nel respingere con chiarezza di messaggi, tali idee e comportamenti. Il testo della Giunta e il voto della maggioranza consiliare alimentano una ambiguità molto seria e profondamente diseducativa, mentre sarebbe necessario, in questo difficile momento, ribadire che l’antifascismo è il terreno comune su cui sono nate la Costituzione e la Repubblica; non è una questione storica, ma un problema dell’oggi di fronte al quale le Istituzioni e i loro rappresentanti (come per fortuna avviene in tantissime città italiane) dovrebbero mostrarsi all’altezza del ruolo che rivestono”.

Anpi che conclude: “Nel ringraziare i Consiglieri comunali che hanno votato favorevolmente (seppure in minoranza) a tale mozione, chiediamo alla maggioranza di governo di Fermo di riflettere sulla propria decisione, che non fa onore alle radici e alla storia della Città,  e di modificare, quanto meno, la delibera di Giunta, introducendo, senza reticenze ambigue, il riferimento costituzionale dell’antifascismo. Da parte nostra ribadiamo con forza che non possiamo accettare che l’antifascismo sia relegato solo alle belle parole delle celebrazioni del 25 aprile, ma sia un impegno quotidiano, coerente e, soprattutto educativo per le nuove generazioni, di tutti i sinceri democratici e, in primo luogo, delle Istituzioni”.


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