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Mura romane nell’area del nuovo ospedale,
ma Cesetti rassicura: “Progetto
avanti tutta con più posti letto”

ANCONA - L'assessore regionale spiega i dettagli delle operazioni in corso, come la bonifica bellica sistematica terrestre completata al 98%. Sul Murri: "Non viene smantellato ma diventa struttura complementare con il nuovo ospedale"
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di Andrea Braconi

La Regione Marche ha condiviso con l’Area Vasta 4 il nuovo layout del progetto definitivo per il nuovo ospedale di Campiglione. Layout già trasmesso alla ditta affidataria per la redazione del progetto esecutivo. A spiegare i dettagli è l’assessore regionale Fabrizio Cesetti.

“Si è tenuto conto delle nuove esigenze dell’azienda sanitaria, innanzitutto in relazione alla nuova definizione dei posti letto assegnati, dopo che la stessa Regione ne aveva stabiliti 30 in più. Aumentano quindi i posti letto, che diventano 362 (più i posti letto tecnici Osservazione breve intensiva). In più c’è la previsione di un’area da adibire ad emodialisi, la predisposizione di un altro spazio per radioterapia e l’ampliamento della gastroenterologia, che rappresenta un fiore all’occhiello della sanità fermana”.

Confermata l’ubicazione della foresteria del centro prelievi presso la vecchia sede del Murri. “Questo a dimostrazione di ciò che ho sempre detto, il vecchio ospedale non viene smantellato ma diventa struttura complementare con il nuovo ospedale”.

È stato anche deciso di predisporre una nuova impiantistica per la trasformazione le camere di degenza, attualmente singole, in doppie. “Tutto questo – rimarca l’assessore – nel rispetto della garanzia di riservare un numero minimo di camere singole, che secondo la normativa vigente deve essere il 10% del totale”.

Oltre che sull’attuazione del progetto, Cesetti ripercorre le tappe più recenti del percorso intrapreso. “A novembre 2017 venne approvata una perizia di variante per i cosiddetti lavori complementari e propedeutici, funzionali alla realizzazione del nuovo complesso ospedaliero, lavori che valgono circa 1 milione e 200mila euro. Si tratta della bonifica bellica sistematica terrestre, completata al 98%; l’eliminazione degli scarichi acque reflue dei residenti; la potatura delle alberature per l’esecuzione dei rilievi nel fosso San Claudio per la strada; l’eliminazione delle interferenze (linee elettriche, reti telefoniche, acquedotti). Inoltre, la viabilità alternativa per l’accesso ai residenti è stata già ultimata”.

Capitolo verifica archeologica. “Si sta completando e per quanto riguarda l’area nella quale insisterà il nuovo ospedale non ci sono problemi, tanto che la Sovrintendenza ha rilasciato il nulla osta che è già stato trasmesso al Comune di Fermo, il quale a breve dovrebbe rilasciare il cosiddetto permesso a costruire. A questo punto manca soltanto il parere della Provincia, anche questo imminente, per quanto riguarda la rotatoria. Ci sono, invece, dei problemi per quanto riguarda la strada che si dovrà immettere sulla Mezzina, perché sono trovate tracce di muri romani. Dovremmo attendere qualche giorno per capire come proteggerli”. Nessun ripercussione, quindi, sulla nuova struttura ospedaliera. La soluzione potrebbe essere quella di spostare il tracciato della strada di accesso prevista, ma se ne discuterà soltanto di fronte ai risultati definitivi delle indagini.

Infine, l’individuazione all’esito di una gara di una società, la Rina Check srl di Genova, che dovrà provvedere alla verifica del progetto esecutivo, in corso di redazione da parte della Carron. Verifica che avrà un costo di 800.000 euro.

“Stiamo procedendo con molta solerzia, pur nella complessità della situazione – conclude Cesetti- . Abbiamo la fortuna di avere una ditta molto seria che si è aggiudicata l’appalto. Da quel che mi risulta c’è un’ottima sinergia e collaborazione tra tutti i soggetti in campo: parliamo della Regione, dei professionisti che se ne occupano, parliamo della Provincia, del Comune, della stessa Ciip e dell’Enel”.


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