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Torresi e Rossi: “Lido Tre Archi?
Manca un piano per condividere
con i residenti gli obiettivi”

FERMO - I due consiglieri di opposizione: "Tutte le energie sono state concentrate sulla gestione dell’immagine attraverso comunicati stampa trionfali che si concentrano solo sui tanti soldi in arrivo, senza mai entrare nello specifico delle cose che con questi fondi si intendono realizzare. Noi siamo a disposizione"
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“La straordinaria opportunità rappresentata dall’importante finanziamento, conseguito grazie all’intraprendenza degli Uffici del Comune di Fermo, per la riqualificazione sociale ed urbanistico del quartiere Lido tre archi, uno dei più problematici della città, rischia di trasformarsi in un grande spreco di risorse senza la dovuta efficacia”. Lo sostengono i consiglieri Maria Giulia Torresi (l’Altra Fermo) e Massimo Rossi (Fermo Migliore). Lido Tre Archi e Lido San Tommaso da settimane al centro di uno botta e risposta tra forze di maggioranza, amministrazione e, dall’altra, dell’opposizione. E oggi è il turno di Torresi e Rossi: “Ciò a causa della mancanza di un piano partecipato dagli abitanti del luogo, capace di individuare in maniera condivisa gli obiettivi e gli interventi più attesi e qualificanti, ed allo stesso tempo di accrescere il loro senso di appartenenza e la loro responsabilizzazione.

Non a caso le amministrazioni più lungimiranti, in situazioni analoghe, prevedono una fase di condivisione delle scelte, che partendo da una bozza progettuale aperta, la modificano e la integrano con le proposte che emergono dagli pubblici.
Nulla di tutto ciò nel caso di Lido Tre  Archi: nessuna campagna di comunicazione e informazione, nessun tentativo di promuovere il coinvolgimento del quartiere. Il risultato ci appare una sommatoria di interventi pensati a tavolino; un progetto a cui manca una prospettiva di lungo periodo e un sistema di connessione e integrazione delle funzioni proposte… eppure le occasioni per arricchire e mettere a punto la proposta non sono certo mancate nei lunghi mesi trascorsi tra l’invio del progetto di massima e la sua versione esecutiva.

Lido Tre Archi

Tutte le energie sono state concentrate sulla gestione dell’immagine attraverso comunicati stampa trionfali che si concentrano solo sui tanti soldi in arrivo, senza mai entrare nello specifico delle cose che con questi fondi si intendono realizzare. Persino la minoranza consiliare, che attraverso le Commissioni Consiliari avrebbe potuto contribuire in maniera costruttiva, è stata informata solo “incidentalmente”, per ratificare una variazione di bilancio, e dopo che l’insieme degli interventi era stato già deciso.
I nostri gruppi consiliari, che attraverso la capogruppo de “l’Altra Fermo”, sono intervenuti puntualmente e in maniera collaborativa in occasione dell’ultimo Consiglio, intendono pertanto sottolineare come sia indispensabile recuperare il processo partecipativo, previsto dal bando di assegnazione dei fondi, e consentire la messa a punto del progetto attraverso quelle modifiche e integrazioni che sono ancora possibili prima della fase di attuazione.
Ad esempio, appare fuori luogo il fatto che degli 8.600.000 euro previsti in progetto solo il 4% venga destinato a temi quali il disagio sociale e all’integrazione, e che parte di questi servizi siano localizzati in aree esterne al quartiere e difficilmente raggiungibili per persone raramente dotate di mezzi di trasporto privati.

Non si capisce perché l’Amministrazione invece di intervenire su edifici esterni all’area non abbia scelto di concentrarsi sull’acquisizione ed il recupero dell’immobile che oggi rappresenta l’emblema del degrado del quartiere: quell’edificio abbandonato all’ingresso principale da ovest al quartiere. Un edificio attualmente abbandonato, di superficie pari a circa 600 mq. dotato di 1.500 mq. di verde, posto in posizione strategica e in grado di accogliere tutte le attività collegate al sociale, in un luogo facilmente raggiungibile da tutti gli abitanti; un vero e proprio punto di riferimento per associazioni e cittadini, in grado di dimostrare come l’Amministrazione sia presente e vicina ai loro bisogni.
Per non parlare dell’inutilità di scelte quali ad esempio i 200.000 euro destinati alla pista ciclabile che in realtà versa in ottime condizioni, o la realizzazione degli orti urbani (per 350.000 euro) sull’unico luogo dove è dai quali si potrebbero lì risparmiare fondi per ulteriori attività più consone e utili al quartiere.
Di fronte a tutto ciò, oltre ad esprimere un forte rammarico nel veder confermata la mancanza di progettualità e di tensione partecipativa dell’attuale amministrazione, ribadiamo la nostra totale disponibilità a mettere a disposizione le nostre energie nell’interesse degli abitanti del quartiere e, più in generale dell’intera città, affinché un’occasione storica non sia vanificata e tanto denaro pubblico non sia speso invano”.


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