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La grande sfida scientifica del “Montani”:
alla ricerca di markers non visibili con lo spettrometro di massa

FERMO – Il punto sull'utilizzo del nuovo strumento alla presenza della dirigente Bonanni, del presidente della Fondazione Carifermo Palma, del cardiologo Bellagamba e della professoressa Cecchi
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a cura di Andrea Braconi

Dall’inaugurazione avvenuta a febbraio alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni fino alla scorsa settimana l’Istituto “Montani” di Fermo ha utilizzato l’Orbitrap™ in due campi specifici:

– Analisi di integratori per lo sport (pre-workout) acquistati da internet, alla ricerca di adulteranti pericolosi per la salute umana;

– Analisi delle acque delle Fonti Storiche di Fermo alla ricerca di più di 1700 inquinanti ambientali.

Il “Montani” è la prima scuola superiore al mondo a dotarsi della tecnologia “Liquido-Massa” ai livelli permessi dall’ Q Exactive™ Focus Hybrid Quadrupole-Orbitrap™. Tale spettrometro di massa è interfacciato con una catena di cromatografi sofisticatissimi, già in uso nel laboratorio di Analisi Chimica Strumentale.

Per la prima volta al mondo, quindi, la tecnologia della spettrometria di massa in alta risoluzione viene resa accessibile agli studenti.

LE DICHIARAZIONI

“La storia dell’acquisto di questo strumento, un acquisto di un certo rilievo, è lunga e tormentata – ha ricordato la dirigente scolastica Margherita Bonanni -. Dobbiamo dire grazie alla Fondazione Carifermo, rappresentata dall’avvocato Alberto Palma che è riuscito ad apprezzarne l’importanza. Oltre alla professoressa Cecchi, il dottor Bellagamba si è mosso alacremente facendo comprendere i motivi della nostra richiesta. Così siamo riusciti a mettere insieme tante competenze”.

“Noi interveniamo – ha rimarcato Palma – quando ci sono esigenze da parte delle scuole e devo ringraziare Bellagamba che si è fatto da stimolo per questo intervento”.

Giovanni Bellagamba, cardiologo del reparto cardiovascolare all’Inrca di Fermo, ha ripercorso la genesi dell’acquisto. “Ho parlato con Palma che con lungimiranza ha compreso l’importanza di questa strumentazione particolare. Grazie anche all’impegno della preside siamo riusciti a realizzare l’acquisto. È una sfida e anche un rischio. Ma cosa fa questa macchina? Permette di vedere dei markers non visibili, una grande novità legata a questa strumentazione. Così si può ripensare all’elaborazione di molecole particolari, che entrano così nella visibilità. Si può intervenire, ad esempio, nelle malattie cardiovascolari e nel deterioramento cerebrale. Ma come applicazioni ci permette di agire anche in campo alimentare, in quello della farmacologia così come nell’attività forense”.

“Un botanico russo nel 1905 decise di pensarla in maniera diversa – ha spiegato la professoressa Cecchi – inventando la cromatografia, che si è evoluta in maniera eccezionale. Con questa strumentazione, oggi, in una strada di 10 centimetri facciamo correre le molecole riuscendo a separarle per poi frammentarle fino a quando non rispondono. Per me – ha aggiunto la Cecchi dopo aver spiegato l’intero processo attraverso l’utilizzo di un video – è stato un rodaggio impegnativo, ma è servivo veramente a molto”.

Insieme alla studentessa dello storico istituto fermano Elisa Santoni, la Cecchi ha raccontato anche le caratteristiche del progetto sulle acque delle fonti storiche di Fermo, con le varie analisi effettuate ed i riscontri ottenuti.

Sull’analisi degli adulteranti nei pre workout (integratori alimentari per sportivi) è invece incentrata la tesi di Matteo Aloisi, studente del Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino che ha avuto modo di testare per 3 settimane la strumentazione del “Montani”.


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