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Targa in memoria di Emmanuel,
il Comitato 5 Luglio: “Squallidi tentativi di strumentalizzazione a riguardo”

FERMO - Secondo il Comitato 5 Luglio sarebbero in corso, alla scopo di stroncare sul nascere l'iniziativa: " Squallidi tentativi di strumentalizzazione al riguardo".
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E’ un Comitato 5 Luglio quanto mai determinato ad andare avanti quello che, con una nota ufficiale, stronca sul nascere le potenziali polemiche relative alla richiesta di posizionamento di una targa in ricordo di Emmanuel . “I consiglieri comunali Sonia Marrozzini, Massimo Rossi e Maria Giulia Torresi, componenti di questo Comitato, hanno proposto al Civico Consesso un Ordine del giorno volto all’apposizione di una targa commemorativa sul luogo dell’uccisione del giovane nigeriano Emmanuel Chidi Nnamdi, ”per far si che quella tragedia rappresenti una perenne occasione di riflessione, in particolare per le future generazioni, sulle conseguenze della deriva dei valori di civiltà e solidarietà umana'”.

Secondo il Comitato 5 Luglio sarebbero in corso, alla scopo di stroncare sul nascere l’iniziativa: ” Squallidi tentativi di strumentalizzazione al riguardo”. Comitato che riporta così il testo integrale dell’ordine del giorno in cui: “…Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta Comunale: a collocare nel luogo dell’uccisione del giovane nigeriano, in occasione del secondo anniversario della tragedia, una targa in sua memoria recante il seguente testo: In memoria di Emmanuel Chidi Namdi
vittima del razzismo il 5 Luglio 2016 In una città come Fermo, che è da sempre, e vuole restare, modello di solidarietà, accoglienza e civiltà”

Comitato 5 Luglio che spiega: “Tutti coloro che sono in grado di leggere e di ragionare non possono negare che al di la della dinamica dell’uccisone, che Emmanuel non sarebbe morto se non fosse stato fatto oggetto di scherno, insieme alla sua compagna, per il semplice fatto di essere nero e profugo. E’ innegabile che schernire una persona per il suo aspetto, diverso da se, è espressione di razzismo. Una concezione “fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente
superiori ad altre razze”; è innegabile che la sentenza definitiva relativa all’uccisione del giovane nigeriano, non a caso, abbia riconosciuto e sanzionato la natura razzista del reato;  è innegabile che il testo della proposta, lungi dal voler infierire sull’omicida e dal voler perseguire finalità di parte, tenda esclusivamente a ribadire la ferma ed assoluta condanna delle Istituzioni, prima ancora di singoli individui o componenti politiche, di un sentimento inaccettabile come il razzismo;  è innegabile che il testo, così come formulato, non soltanto non associ la comunità fermana al razzismo ma ne prenda le distanze, rivendicando la sua “tradizione storica” di civiltà, solidarietà ed accoglienza”.


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