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LETTERE AL DIRETTORE
Paolo Ciuccarelli:”I nostri nipoti non ricordino Fermo come città razzista perché non è vero”

FERMO - E’ notizia di questi giorni, che, in Consiglio Comunale si voterà una proposta per apporre una targa antirazzista in Largo Fogliani in memoria di quel fatto di cronaca che ha devastato la nostra tranquilla cittadina
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di Paolo Ciuccarelli

Egregio Direttore,

con rammarico mi vedo costretto a chiederLe ospitalità, tornando su un argomento su cui già in passato avevo scritto nella Sua prestigiosa testata, e che mai avrei voluto tornare ad affrontare. E’ notizia di questi giorni, che, in Consiglio Comunale si voterà una proposta per apporre una targa antirazzista in Largo Fogliani in memoria di quel fatto di cronaca che ha devastato la nostra tranquilla cittadina, provocando un dolore che a tutt’oggi risulta difficile non pensare, e cioè la morte di Emmanuel Chidi Namdi, avvenuta due anni fa, in seguito ad una rissa proprio nei pressi di Largo Fogliani. Un fatto di cronaca, non come gli altri, che ha avuto dei risvolti , e qui voglio usare una parola forte, mi vogliate perdonare, “vergognosi”.

E’ a memoria di tutti, quanto la nostra città e i miei concittadini siano stati oggetto di diffusa diffamazione, ricordo solo per citare, come, in quei momenti terribili, non solo tutte le testate giornalistiche nazionali e tutti i telegiornali aprissero giornalmente parlando di questo fatto di cronaca e conseguentemente, associando Fermo ad esso, parlassero della mia città come città razzista. Ancor più grave è il fatto che testate come El Mundo, Le Figaro, Washington Post, e solo io so quante altre, così come televisioni come CNN, BBC, perfino la CNN Araba parlassero di Fermo in toni assolutamente deprecabili. Tutto ciò, anche la persona più sprovveduta, capisce, che all’epoca, fu montata una gigantesca campagna mediatica (strumentalizzante un semplice fatto di cronaca) finalizzata al tornaconto di coloro che pensavano potessero trarne beneficio per lo più in termini politici, fregandosene altamente di Fermo, dei Fermani, della storia e della cultura di una città bellissima, popolata da sempre, da gente con un grande cuore.

Ricordiamo tutti il ministro degli Interni e mezzo governo repentinamente accorsi nella nostra città, chi a presenziare consigli di sicurezza provinciali (i quali ribadirono in sede, che mai vi erano stati problemi di razzismo nel territorio), chi a presenziare funerali. Quest ‘ultimi, invero, nei numerosi precedenti in cui vittime italiane trucidate per mano di gente non italiana, mai si erano sognati di presenziare funerali onorando, aggiungo io, a ragione, chi era caduto per mano di uno straniero. Chissà perchè a Fermo vennero tutti. Cito il Governo, per dare l’esatta dimensione della forza del fenomeno, ma a cascata ne conseguì che tutte le forze politiche, e i loro sostenitori, di che erano al Governo, contribuirono a strumentalizzare la morte di Emmanuel. Chiaramente non mancarono, anzi furono i primi propulsori, i sostenitori di queste forze politiche a Fermo e nel Fermano. Io da subito come ormai è noto, ingaggiai una dura battaglia contro questa gente che io appellai come “Sicofanti”, nelle testate giornalistiche nazionali, in quelle locali, nei social e dovunque potessi esprimere il mio sdegno, (arrivai a fare anche due interviste alla Rai mai mandate in onda) per difendere la reputazione della mia città.

I più attivi nell’attività secondo me ai danni del nostro amato “paese” erano degli individui, fermani, risaputamente di Sinistra, che, in un secondo tempo confluirono tutti, o quasi tutti, in un fantomatico comitato, che porta il nome della data del decesso della vittima: comitato 5 Luglio. Tale comitato, si distinse per assoluta convinzione che a Fermo ci fosse una deriva razzista diffusa, che non mancò di ribadire una moltitudine di volte. Avrei innumerevoli stralci di articoli a riprova, ma mi limito a dire che risale a poco tempo fa una comparsata a Bersaglio Mobile su La7, in cui due fermani, conosciuti per essere molto vicini al comitato 5 Luglio, ed aver avuto posizioni “precise” sul fatto di cronaca di cui parliamo, (credo uno dei due che addirittura ne faccia parte), andarono in televisione a dire, in soldoni, che a Fermo il razzismo era parte integrante della città. Giova qui ribadire, che il Sindaco di Fermo Calcinaro, fu “abbastanza” lesto, e ne prese subito le distanze, bollando come falsità e propaganda politica ciò che venne riportato dai due in quella trasmissione.

Ora tutti sanno che si trattò di una rissa, e che la vittima prese un colpo che tutti o quasi tutti noi abbiamo preso nella vita, ma, che normalmente, come accade non ha causato la morte di chi lo ha subito. Il fato fu davvero avverso al povero Emmanuel. Un fatto di cronaca, come tanti altri, non un fermano assetato di sangue che ha ucciso uno straniero per il colore della sua pelle, come questa gente insiste voler far credere. Ora risulta, che i proponenti stessi consiglieri comunali facciano parte del comitato 5 Luglio. Questa gente che oggi dice, che la targa non significa che Fermo è razzista, edulcorando quanto di più velenoso abbiano potuto dire, pur di salvare la faccia, ed avere il benestare per l’apposizione, nonostante siano stati diffusamente avversati da tutti i fermani, riguardo le loro strampalate tesi di discredito sulla nostra città.

Bene, io dico: avrebbero potuto pensarci prima, evitando di dire sempre esattamente il contrario. Oggi questa gente, come ieri, non è credibile, e per questo mi sono battuto, come non è credibile la loro assurda reiterata propaganda politica, forse dovuta ai risultati dell’elezioni di Marzo, dai quali scaturisce che rappresentano meno del 2 per cento a Fermo. Fra due anni, con le nuove elezioni, Fermo farà a meno di loro. Quando noi non ci saremo più, quando il Sindaco e chi è chiamato a votare in consiglio comunale su questa vicenda, non ci sarà più, io voglio, e credo gran parte dei fermani vogliano, che i nostri nipoti e pronipoti, quando indugeranno in quel belvedere, godano del più bel panorama di Fermo, incantati dalle meraviglie dell’Appennino, e non pensino che la città dove sono nati, è stata una città razzista. Perché non è vero. E il Sindaco e le persone di buon senso che governano oggi Fermo, non possono non tenerlo in considerazione.

Grazie Direttore   

Un semplice fermano: Paolo Ciuccarelli

 

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