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Futuro dell’ex convento francescano
e sala polivalente
idee per Massa Fermana

MASSA FERMANA - L'importante stanziamento di 3 milioni 250 mila euro fatto dalla Regione Marche al comune massetano permetterà la messa in sicurezza dell'ex convento agostiniano
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di Alessandro Giacopetti

Fondamentalmente sono due i progetti importanti che riguardano al momento Massa Fermana: il primo relativo all’ex convento dei Francescani, il secondo i due piani dell’edificio occupato fino a poco tempo fa dal museo del cappello, a porta Sant’Antonio.

La notizia era arrivata lo scorso anno: all’interno del secondo piano delle Opere pubbliche post sisma della Regione Marche, sono stati stanziati 3 milioni 250 mila euro per il recupero dell’ex convento dei Francescani a poca distanza dal borgo, nella media valle del Tenna. Gli uffici comunali in sinergia con l’Amministrazione stanno lavorando al bando per l’affidamento dell’incarico e progettazione finalizzati al restauro, risanamento conservativo e adeguamento sismico della struttura storica, oggi in cattivo stato di conservazione e inaccessibile. “Stiamo ragionando sui dettagli tecnici – spiega il sindaco Gilberto Caraceni – di un progetto che, visto il cospicuo finanziamento, permetterà sicuramente il consolidamento strutturale”. Sindaco che non si sbilancia sull’eventuale riapertura al pubblico. “Al termine dei lavori vedremo quante finiture riusciremo a fare, e quanto lavoro ci sarà ancora da compiere. Le ipotesi di utilizzo di quella che diverrebbe una struttura pubblica a servizio della comunità comprende anche un’area verde di dimensioni importanti. Sorge sul monte Stalio, e la sua origine è data ai primi anni del 1200, salvo poi essere ampliato. Dalla fine degli anni Settanta è di proprietà comunale.

Il secondo progetto è relativo alle sale che hanno ospitato il museo del cappello, la cui associazione che lo ha gestito nel corso del tempo si è sciolta. “Le ipotesi erano due: o lasciarlo alla completa gestione del Comune – chiarisce il sindaco Caraceni – o sottoscrivere una convenzione per la sua gestione. Ma non è stato fatto. Al suo interno c’erano sia cappelli che macchinari storici, alcuni appartenenti ad un privato che ha scelto di portarli via. Da pochi giorni, quindi, gli ambienti di circa 80 metri quadri sono stati liberati. L’intenzione è renderli fruibili da parte della popolazione e dei visitatori entro l’estate, magari trasformandoli in un locale polifunzionale e perché no multimediale. Al suo interno – aggiunge Caraceni – vorrei allestire più ambienti. Uno destinato agli studenti che hanno bisogno di spazi per consultare libri, studiare o fare ricerche.

Vorrei spostarci anche la mostra permanente sulla figura del primo sindaco donna d’Italia, quella Ada Natali nata proprio in una casa lungo il corso del paese. L’esposizione si trova attualmente all’interno della sala consiliare. Ci sono cose che ancora non sono visibili dal pubblico tra le quali una grande targa portata dalla ex presidente del Senato, Laura Boldrini, quando venne in visita nel paese.

Poi c’è l’eredità di un’altra figura importante, seppur nota solo nella zona: quella di Don Gildo con i suoi libri antichi e studi. Gli eredi che attualmente conservano il materiale sono già venuti in Comune a dare la disponibilità a lasciare tutto al Comune. La figura di Don Gildo è importante in quanto vicina alla gente. Andava a trovare gli ammalati a casa o in ospedale, non risparmiava mai un consiglio e un aiuto a chi lo chiedeva ed era vicino soprattutto ai più bisognosi”. Nato a Massa Fermana il 24 dicembre del 1936 è scomparso a metà del 2014.


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