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VERSO IL BALLOTTAGGIO
Si studiano strategie ed alleanze nel ‘RisiKo’ elettorale: obiettivo la vittoria

PORTO SANT'ELPIDIO - I vari candidati stanno studiando possibili alleanze, vedi Marcotulli, o di incrementare ulteriormente il dato che li ha visti vincitori, come nel caso del sindaco Nazareno Franchellucci. In tutto questi i tre 'sconfitti' rappresentano ora l'ago della bilancia per il futuro di Porto Sant'Elpidio. Il 'RisiKo' pre ballottaggio è ufficialmente iniziato
lunedì 11 giugno 2018 - Ore 21:05
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di Pierpaolo Pierleoni

Le prime mosse sul tabellone sono iniziate. I vari candidati stanno studiando possibili alleanze, vedi Marcotulli, o di incrementare ulteriormente il dato che li ha visti vincitori, come nel caso del sindaco Nazareno Franchellucci. In tutto questi i tre ‘sconfitti’ rappresentano ora l’ago della bilancia per il futuro di Porto Sant’Elpidio. Il ‘RisiKo’ pre ballottaggio è ufficialmente iniziato.

FRANCHELLUCCI: “ABBIAMO CENTRATO UN RISULTATO IMPORTANTE, CI ATTENDONO DUE SETTIMANE IMPEGNATIVE”

“Abbiamo centrato un risultato importante, ora ci attendono due settimane impegnative”. Due settimane verso il 24 giugno che il sindaco Nazareno Franchellucci potrà affrontare partendo da una pole position non da poco, 2.200 voti in più rispetto a Giorgio Marcotulli. “Sono naturalmente soddisfatto – spiega il primo cittadino – guardando anche all’esito del centrosinistra nelle altre realtà in cui si è votato, ci rendiamo conto di aver fatto qualcosa di molto positivo. Merito di tutta la coalizione, che ancora una volta si è mostrata forte, capace e radicata in città. Tra l’altro in caso di vittoria, tutte le forze sarebbero rappresentate in Consiglio comunale, è un aspetto che ritengo molto positivo”. Da qui al 24 maggio si gioca una nuova partita e il primo obiettivo, secondo Franchellucci, “sarà quello, per nulla scontato, di far tornare a votare tutti quelli che ieri si sono recati alle urne. Si vota a fine giugno, ormai in piena estate e la storia insegna che l’affluenza ai ballottaggi tendenzialmente si riduce in modo significativo”. Quanto agli schieramenti rimasti fuori dal ballottaggio, il sindaco non ha intenzione di contattate gli altri candidati, ma si rivolge direttamente agli elettori. “Mi sembra del tutto naturale rivolgermi anche a chi si è sentito rappresentato da altri schieramenti e ne ha condiviso i programmi per la nostra città. Sto parlando di un contributo di idee, non faccio riferimento in alcun modo ad altri tipi di accordi”.
Rispetto a 5 anni fa, quando si erano rivelate particolarmente forti le liste che lo appoggiavano, nel risultato di ieri è sicuramente più netta l’impronta del sindaco, oltre all’ottimo riscontro della Città del fare, la civica che personalmente ha contribuito a costruire. “Credo sia fisiologico che, dopo aver amministrato per 5 anni, si chiamino i cittadini a giudicare un percorso, un lavoro svolto, e quindi ad esprimersi su quello. Quanto alla Città del fare, è vero che ho dato una mano inizialmente a costituire questo gruppo, ma è completamente loro il merito per il gradimento ricevuto dalla cittadinanza”.

MARCOTULLI PUNTA ALLA RIMONTA: “CE LA POSSIAMO FARE”

Nel centrodestra si punta invece alla clamorosa rimonta. “Ce la possiamo fare, il voto dice che c’è una volontà di cambiamento che è maggioranza in città e il responso delle urne affida a noi questo compito – rimarca Marcotulli – Non lo dico solo ora, la mia prima dichiarazione dopo aver ufficializzato la candidatura a sindaco è stata la proposta di un patto per la città tra tutte le forze alternative a questo centrosinistra. Un appello che avevo rivolto agli altri candidati alternativi al Pd per riconoscerci, al di là delle differenze di idee e di programmi, intorno ad alcuni obiettivi condivisi e nella convinzione che la città vada amministrata aprendosi al contributo di tutte le forze”. Marcotulli, insomma, tiene aperte le porte a tutti. “Se in questa campagna elettorale abbiamo invocato tutti un cambiamento, una svolta, un rilancio della città, allora facciamolo concretamente e diventiamone partecipi. Io, anche leggendo i programmi degli altri candidati, vedo molti punti in comune, vedo l’individuazione di criticità molto simili da risolvere, a partire dalla sicurezza, e sono convinto che possa essere intavolato un dialogo serio”.

FELICIONI, ORGOGLIO E DELUSIONE: “ACCORDI CON MARCOTULLI? NE PARLERÒ CON IL GRUPPO”

Oltre 2.500 voti, un 20% che rende il suo elettorato un potenziale ago della bilancia per il ballottaggio, un consenso personale forte, visti gli oltre 600 voti in più della somma delle sue liste. Alessandro Felicioni è deluso e orgoglioso allo stesso tempo per il responso delle urne. “La prima reazione è stata di delusione, inutile negarlo – spiega il leader del Laboratorio civico Pse – puntavamo a vincere, non l’abbiamo mai nascosto, eravamo molto motivati e speravamo di andare noi al secondo turno. Però, se pensiamo che 5 mesi fa non esistevamo e ieri abbiamo ricevuto 2.563 voti, prevale l’orgoglio per quello che siamo riusciti a fare, insieme alla convinzione che questo patrimonio non debba assolutamente essere disperso. Anzi, i prossimi 5 anni dovranno servire a radicarci, ad allargarci ad altre persone, a coinvolgere sempre di più i cittadini”.

E’ caldo il telefono di Felicioni il giorno dopo il voto e con Giorgio Marcotulli, candidato del centrodestra, c’è stato già un contatto. “Ci siamo solo incrociati – fa sapere il civico – Mi ha detto che ritiene importante coinvolgere le forze alternative all’amministrazione uscente e trovare una unità di intenti per la città. Stasera mi vedrò con il mio gruppo, ragioneremo insieme sul da farsi. La maggior parte dei nostri componenti è più vicina politicamente al centrodestra, ma ci sono anche diverse persone con altre sensibilità. La cosa certa è che l’esperienza del Laboratorio civico va preservata e portata avanti. Se poi semplicemente con un’opposizione di sostanza, oppure valutando la possibilità di un accordo con chi ha raggiunto il ballottaggio, non so in quali termini, lo valuteremo insieme. Di certo è una scelta che, in un modo o nell’altro, andrà presa in breve tempo e con chiarezza, sia per noi che per chi deve affrontare il secondo turno il prossimo 24 giugno”.

Nessun rimpianto, comunque, per aver detto no, a marzo, alla proposta di alleanza con il centrodestra che, dati alla mano, lo avrebbe proiettato agevolmente al ballottaggio contro Franchellucci. “No, è stata una scelta ponderata e continuo a credere che in quel momento il nostro progetto civico ne sarebbe uscito snaturato. Poi non credo si possa effettuare la somma aritmetica tra i voti che abbiamo preso noi e quelli del centrodestra”. Non cerca scuse, Felicioni, per la bassa affluenza alle urne. “C’è chi se la prende con chi non ha votato, io non mi trovo d’accordo. Molti dicono che un’affluenza maggiore sarebbe stata favorevole per chi, come noi, proponeva un cambiamento radicale, ma è un gioco che mi interessa fino a un certo punto. Se tanti cittadini si sono astenuti, evidentemente non siamo riusciti a convincerli”.

VALLATI: “PAGHIAMO INESPERIENZA E LA FLESSIONE DEL MOVIMENTO UN PO’ OVUNQUE”

La sede dei 5 Stelle

“L’obiettivo è continuare a lavorare insieme alle persone e far crescere questo gruppo, che è l’elemento fondamentale per far passare il vero messaggio del cambiamento”. Così Moira Vallati, candidata sindaco del Movimento 5 stelle, a mente fredda dopo la lunga notte di scrutinio a Porto Sant’Elpidio. Il 10,2% dei consensi non è il risultato che i pentastellati speravano, specie dopo il trionfale risultato del 4 marzo scorso, quando il simbolo, alle politiche, ha raggiunto ben 5000 voti. Era chiaro, però, che quella per le amministrative sarebbe stata una partita molto diversa. “Se guardiamo ai risultati dei 5 stelle in ambito nazionale, mi sembra che una flessione ci sia stata un po’ ovunque – nota la Vallati – Abbiamo pagato un po’ questa tendenza, sicuramente abbiamo pagato anche un po’ l’inesperienza, comunque siamo vivi e da qui si riparte, perchè saremo in Consiglio comunale e continueremo a dar voce ai cittadini e a batterci per una politica diversa”.
Moira Vallati, della sua discesa in politica, si tiene stretto in primis il capitale umano. “E’ stata una bellissima esperienza, la rifarei mille volte. Ho incontrato e conosciuto persone straordinarie e la prima cosa da fare sarà proprio lavorare per allargare la base. Negli ultimi mesi si sono avvicinati nuovi attivisti, penso ad esempio a Valentina Battilà, dobbiamo portare avanti questo impegno per fare crescere il nostro gruppo”. Ed alla domanda se abbia ricevuto chiamate il giorno dopo il voto, risponde: “Sì, alcuni amici di fuori, erano preoccupati per me”. Di chiamate ‘interessate’ in vista del ballottaggio, almeno per il momento, non ne sono arrivate. “No, ma d’altra parte è stata una lunga notte per tutti, mi sembra normale prendersi almeno un giorno di tregua. Valuteremo insieme al gruppo come muoverci”.

PACINI: “AVANTI PIANO, COME LA TARTARUGA. IL BALLOTTAGGIO? PER ORA OSSERVIAMO”

Il candidato di Casapound Pacini in uno dei seggi durante lo spoglio delle schede

“E’ un risultato dignitoso, anche se, non lo nascondo, speravamo in qualcosa di più. Come abbiamo sempre detto, continuiamo a fare politica a testa alta”. Francesco Pacini, candidato sindaco di Casapound, si è fermato al 2,2% dei consensi, che aumenta leggermente al 2,7 per la lista. Un punteggio che non basta nemmeno per avvicinarsi alla conquista di un seggio in Consiglio comunale. “L’obiettivo che ci eravamo posti era riuscire a conquistare un posto in Consiglio, anche se sapevamo che sarebbe stato molto difficile. Usciamo comunque a testa alta da questa campagna elettorale, siamo stati premiati dalla Faleriense e soprattutto dal centro, in particolare dalla sezione 9. Siamo convinti, oggi più che mai, di aver intrapreso la strada giusta. Come la tartaruga, che è il nostro simbolo, avanziamo lentamente, un passo alla volta, ma arriveremo dove vogliamo arrivare”.
Il futuro di Casapound è “continuare a fare politica. Ci riposiamo solo qualche giorno dopo questa campagna elettorale, poi si riparte. La prima cosa sarà acquistare la spesa per i terremotati con i fondi della cena solidale svolta la settimana scorsa”. Quanto al ballottaggio del 24 giugno, Pacini non si sbilancia: “E’ presto per parlare. Per ora osserviamo”.


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