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Dal Santuario della Madonna dell’Ambro al museo archeologico di Belmonte: il Fai di Fermo punta su bellezza e conoscenza

FERMO - Presentata nella sede della Provincia la nuova delegazione, guidata da Rossella Falzetta. Numerosi gli appuntamenti in programma nei prossimi mesi in tutto il Fermano
mercoledì 13 giugno 2018 - Ore 12:41
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di Andrea Braconi

La “puntata zero” è stata la conferenza d’arte del professor Cresti sul modernismo viennese, che ha inaugurato il nuovo corso del Fai Delegazione di Fermo, che oggi conta quasi mille iscritti.

Numerose le attività programmate per i prossimi mesi, come ha spiegato il capo delegazione Rossella Falzetta in occasione di una conferenza stampa tenutasi nella sede della Provincia. “A Montefortino al Santuario della Madonna dell’Ambro vedremo da vicino le tecniche di restauro, il percorso di evoluzione, l’inizio e la fine dei lavori. Faremo una conviviale a Belmonte Piceno con un focus sul museo archeologico. Ci sarà anche un connubio tra un’azienda agricola ed un menù raffinato di stile, per sondare il contrasto abbinando due espressioni d’eccellenza. Ovviamente proporremo delle conferenze. Il tema dell’acqua sarà un tema ricorrente, oltre a quello del suolo”.

Accanto a lei, oltre al “padrone di casa” Stefano Pompozzi, anche Paolo Giunta La Spada (delegato alla scuola secondaria di II grado e all’Università), Matilde Coccia (delegato scuola primaria e secondaria I grado), Stamira Orfei (tesoriera e delegato alla raccolta fondi), Adolfo Leoni (delegato alla cultura) e Nicola Fenni (capogruppo dei giovani).

“Ho scelto i delegati sulla base delle loro competenze professionali – ribadisce la Falzetta -. Il nostro obiettivo principale è quello di allargare il più possibile le attività, coinvolgendo i volontari. Il programma culturale mira alla valorizzazione beni fisici, ma anche delle risorse umane, con spazio anche per studiosi ed appassionati al fine di mettere in luce tutto quello che il territorio offre, anche a livello di paesaggio”.

Su cosa puntare, quindi? “La bellezza del territorio è una carta da comunicare” ha rimarcato Leoni, che la inserisce tra le altre parole chiave genius loci, conoscenza e, ovviamente, turismo. “Noi non conosciamo il nostro territorio. Ho portato 150 ragazzi delle medie a Sant’Angelo in Montespino e l’80% non aveva mai varcato il ponte di Servigliano. Altri 102 sono andati a Cerreto, ma 101 non conoscevano uno dei borghi più belli d’Italia. Quindi, facendo un’azione di questo genere incentrata su queste parole chiave il turismo arriva, diventando un turismo d’emozione e d’esperienza”.

“Sto costruendo il mio gruppo – ha concluso Fenni -, programmando iniziative rivolte ad un pubblico universitario. A breve il programma verrà reso pubblico”.


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