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La battaglia del secolo contro l’antimicrobico-resistenza

Per la rubrica Benessere l'intervista al dott. Alessandro Baiguini, direttore editoriale del portale  www.veterinariaalimenti.marche.it e tra i relatori del prossimo corso sulla antimicrobico-resistenza che si terrà il 18 giugno, dalle 8.30, alla sezione di Fermo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche.
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Il dott. Alessandro Baiguini, direttore editoriale del portale www.veterinariaalimenti.marche.it

di Nunzia Eleuteri

I batteri che causano infezioni stanno diventando sempre più resistenti agli antibiotici. Ne avevamo già parlato in una intervista qualche mese fa (leggi articolo) e torniamo ad affrontare il tema in occasione del prossimo corso di formazione sulla antimicrobico-resistenza che si terrà il 18 giugno, dalle 8.30, alla sezione di Fermo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche. L’evento formativo destinato ai professionisti in materia, è coordinato dal responsabile scientifico, Anna Duranti, Dirigente Veterinario dell’IZS dell’Umbria e delle Marche “Togo Rosati” e ha l’obiettivo di far acquisire ai partecipanti competenze sul fenomeno di antibiotico resistenza e sulla minaccia che questo rappresenti per la salute globale sensibilizzando gli operatori al fine di contrastare il fenomeno in campo medico e veterinario.

A tal proposito approfondiamo il tema con il dott. Alessandro Baiguini, relatore del convegno, veterinario e direttore editoriale del portale  www.veterinariaalimenti.marche.it.

 

Sentiamo spesso dire che le malattie infettive saranno sempre più difficilmente curabili. Qual è la situazione reale?

La situazione desta senza dubbio forti preoccupazioni a livello internazionale. L’uso massiccio di antibiotici in medicina, in veterinaria e in agricoltura, è la causa dell’incremento del fenomeno naturale di adattamento dei microrganismi agli antimicrobici. Oltre ad un uso eccessivo si registra anche un uso errato dei medicinali e le conseguenze sono di ordine sanitario ed economico. Si stima che in Europa i decessi correlati alle infezioni sostenute da batteri resistenti siano nell’ordine di 25.000 all’anno e, per quanto riguarda i costi sanitari collegati, si arriva a spendere 1.5 miliardi all’anno a causa delle ospedalizzazioni prolungate e dei fallimenti terapeutici. Quello che preoccupa sono le stime: alcune previsioni annunciano 10 milioni di morti all’anno al 2050 nel mondo, a causa della antibiotico resistenza, qualora gli attuali ritmi di crescita del fenomeno non siano rallentati.

 

In quali possibili soluzioni possiamo sperare?

E’ necessario agire a livello globale ed interdisciplinare: i batteri e le infezioni non riconoscono le frontiere e nel mondo moderno persone e merci viaggiano da un capo all’altro. La battaglia per contenere il diffondersi delle resistenze deve essere combattuta sul fronte della medicina umana, di quella veterinaria e dell’ambiente. Tutte le più importanti organizzazioni internazionali (Nazioni Unite, OMS, FAO etc…) sono impegnate nella lotta alla antimicrobico resistenza ed hanno prodotto piani d’azione, linee guida, consulenze scientifiche e raccomandazioni. L’approccio unitario al contrasto della resistenza antimicrobica passa per una serie di azioni che a livello mondiale sono condivise. In prima battuta è necessario aumentare la consapevolezza del fenomeno a tutti i livelli, ed è così fondamentale l’attività di informazione, formazione e comunicazione. Un altro aspetto cruciale è quello di ridurre ed ottimizzare il consumo di antibiotici in medicina umana e veterinaria. Istituire sistemi di monitoraggio sul consumo degli antibiotici e sull’andamento della resistenza nei diversi ceppi batterici e nei diversi settori sono altresì azioni indispensabili. Accanto alle precedenti, si rende necessario prevedere azioni volte a prevenire le infezioni nell’uomo e negli animali, al fine di ridurre la necessità di utilizzare gli antibiotici, a stimolare la ricerca e l’innovazione che permettano la scoperta di nuove molecole efficaci contro i microbi e all’utilizzo di strumenti alternativi nella lotta alle infezioni.

 

Ed in tal senso, ci sono procedimenti in corso?

La Commissione Europea ha pubblicato il proprio secondo piano di azione in cui sono definite le azioni da effettuare e le aree di intervento da seguire e, sulla base di questo piano, il Ministero della Salute ha adottato il piano nazionale 2017-2020 di contrasto alla antimicrobico resistenza. Tale piano prevede azioni di medio e di lungo termine con obiettivi da raggiungere ed indicatori di risultato. Spetta alle istituzioni regionali e locali declinare a livello territoriale le indicazioni del piano che mira ad approcciare il problema con la necessaria visione unitaria che coinvolga il mondo umano, quello animale e l’ambiente in generale. Accanto alle attività delle istituzioni vi è quella del comparto agro-zootecnico che, sempre più consapevole del problema, ha iniziato ad adottare strategie che permettono di allevare gli animali destinati alla produzione di alimenti per l’uomo senza ricorrere all’uso di antibiotici. E’ comunque necessario il coordinamento e la cooperazione con l’Unione Europea per una sorveglianza che possa fornire parametri comparativi, stabilire degli obiettivi misurabili e stimolare lo sviluppo di nuovi antimicrobici e terapie alternative. Proprio per questo il corso in programma a Fermo è organizzato in sinergia con la Regione Marche in considerazione di quanto indicato nel Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017- 2020, anche in una logica di un approccio integrato tra parte medica e veterinaria.


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