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Morese bacchetta la Baldassarri:
“Cartellone estivo nel caos
ma lei fa festa con i rifugiati”

POLITICA - Il coordinatore di Fratelli d’Italia torna ad attaccare la responsabile della Cultura: "Chissà se ci sarà anche Nuciari a sostenere l’assessore in questa prestigiosa manifestazione di tre giorni"
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“Festa del rifugiato? Fossi nell’assessore Baldassarri, mi occuperei di qualcosa di più semplice come la Festa del Mare a Porto San Giorgio”. Torna alla carica il coordinatore di Fratelli d’Italia, Emanuele Morese che punta di nuovo il dito verso l’assessore Baldassarri.

“Quando il distacco con la realtà cittadina inizia a farsi irrecuperabile assistiamo ad azioni prive di senso e solo di facciata. E così l’assessore Baldassarri, con un cartellone estivo che è un colabrodo, una manifestazione come Lungomondo a rischio e la Festa della Padella Gigante ridotta alla sagra della frittura da 2 soldi, ha anche il tempo di sponsorizzare la Festa del Rifugiato. Non possiamo che complimentarci per l’ordine delle priorità – ironizza Morese – Chissà se ci sarà anche Nuciari a sostenere l’assessore in questa prestigiosa manifestazione di tre giorni”.

“Siamo a metà giugno e nessuno ha la più pallida idea di quali saranno le manifestazioni estive che per la città significano turismo e commercio. Ogni giorno ci riserva una novità e così abbiamo persino voci non smentite che vorrebbero la festa tradizionale della padella gigante trasformata nella sagra della frittura con friggitrici da campo gestite da associazioni di comuni limitrofi”.

“In questo caos vedere l’assessore al turismo, che peraltro deve essere persino aiutata da esperti pagati dai cittadini, occuparsi di rifugiati è davvero insopportabile. A questo punto – spiega il coordinatore di FdI – bisogna rassegnarsi alla mediocrità nel confronto con le altre città. Ma oltre al danno arriva anche la beffa. Sentiamo tanto parlare di rifugiati e Sprar ma poco anzi niente di lavoro, di famiglie e di opportunità per i giovani sangiorgesi”.

“Non solo si perde tempo – conclude Morese – ma si coglie l’occasione per far sembrare il Fermano un territorio visceralmente intriso di razzismo. Ben vengano i progetti a tutela di donne e bambini che scappano dalla guerra, ma nessuno ha mai avvisato i sangiorgesi di quanti siano i rifugiati, di dove pernottino, di cosa facciano e di quale percorso di integrazione seguano. Questa sarebbe una vera rivoluzione. Domande che devono trovare una sede e che la troveranno nel Consiglio comunale di Porto San Giorgio. Ma nel frattempo i sangiorgesi si ritrovano con un fritto misto di pessimo gusto: un assessore che pensa a tutto tranne a quello che le compete. Non ci resta che sperare in una frittura migliore, magari della Padella Gigante, ammesso che non facciano fallire anche quella”.


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