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La provocazione di Morese:
“Il verde pubblico?
Facciamo lavorare i rifugiati”

PORTO SAN GIORGIO - Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia invita l'Amministrazione Loira a copiare quanto già fatto da altri Comuni del Fermano
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“Problemi di manutenzione del verde? Ci aiutino i rifugiati del progetto Sprar”: questa la nuova provocazione del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Emanuele Morese, che interviene sulle recenti polemiche sull’incuria del verde pubblico.

“E’ noto a chiunque passeggi per le vie cittadine che Porto San Giorgio viva una vera e propria crisi d’incuria del verde pubblico. Strade, vie, aiuole e piazze lasciate completamente in uno stato di abbandono che rafforzano un’immagine negativa della città in un periodo di importanza strategica. Probabilmente – spiega Morese – le cause sono da attribuire alla scarsa capacità di programmazione ma soprattutto, da quanto si apprende, alla mancanza di fondi e risorse. Se la città ha questa difficoltà, quale migliore occasione per impiegare quelle che da molti esponenti della maggioranza vengono definite risorse?”.

Un’iniziativa, quella di Morese, non del tutto originale che ha trovato realizzazione in alcuni comuni limitrofi del Fermano. “Mi chiedo perché i nostri amministratori locali copino tutto dai paesi vicini tranne le belle idee. Abbiamo copiato la festa del rifugiato da Fermo ma non l’utilizzo di rifugiati per la cura del verde pubblico o lavori di utilità sociale. Non penso che il problema sia la perizia necessaria per questi lavori di manutenzione semplice, perché non serve una laurea per falciare il prato. Potremmo avviare un progetto che dia regolarità a questa iniziativa evitando improvvisate. Si fa un gran parlare di integrazione, ma secondo me il percorso integrativo non può che passare dal lavoro e dal donarsi alla collettività. Una lezione che vale per tutti, per i rifugiati, per i cittadini ma sopratutto per coloro che con l’accoglienza ci hanno realizzato un business”.


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