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Il presidente Mattarella a Esanatoglia:
«I bambini sono i protagonisti,
ricostruzione segno di rilancio»

VISITA - Il capo dello Stato è arrivato alle 10,30 per la cerimonia di inaugurazione della scuola media Carlo Alberto dalla Chiesa
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Il presidente Mattarella con il sindaco Bartocci

 

di Monia Orazi

(Foto di Fabio Falcioni)

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a Esanatoglia poco prima delle 10,30, atteso per la cerimonia di inaugurazione della scuola media Carlo Alberto dalla Chiesa. Le sue prime parole: «Sono i bambini i protagonisti di questo incontro, la scuola è il punto di partenza della Comunità colpita dal terremoto. La solidarietà fa grande il nostro Paese. La ricostruzione è uno dei segni di rilancio del territorio». È stato accolto dalle autorità con il sindaco di Esanatoglia Luigi Nazzareno Bartocci in piazza Garibaldi, poi il corteo ha proseguito verso il monumento ai caduti, dove il capo dello Stato ha reso un breve omaggio. La visita è continuata in centro storico per salutare i cittadini davanti alla chiesa di Santa Maria. Il sindaco ha poi accompagnato Mattarella a vedere alcune case lesionate dal sisma.

Mattarella, scortato dalla sicurezza del Quirinale, ha salutato i tanti cittadini di Esanatoglia accorsi a vederlo, che si trovavano dietro le transenne, prima di riprendere l’auto blu e dirigersi con il corteo alla Villa del Seminario. Il seguito presidenziale era formato dal ministro all’Istruzione Marco Bussetti, dal commissario alla ricostruzione Paola De Micheli, dal capo nazionale di Protezione civile, Angelo Borrelli, dal presidente della Regione, Luca Ceriscioli, e dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti, dal prefetto Roberta Preziotti, dal questore Antonio Pignataro, dalla consigliera Debora Brugnola in rappresentanza della Provincia di Macerata, presente anche l’onorevole Adriano Ciaffi. Nella Villa ha trovato ad attenderlo l’arcivescovo di Camerino, monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, fautore della ristrutturazione dello stabile, di proprietà della diocesi camerte, trasformato in collegio, che accoglie una cinquantina di studenti universitari, in precedenza ospitati nel collegio Bongiovanni, in piena zona rossa a Camerino, lesionato dal sisma, che è stato delocalizzato ad Esanatoglia.

Intorno alle 11 il Capo dello Stato è arrivato davanti al piazzale della nuova scuola media “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, accolto dal dirigente scolastico Antonio Trecciola, mentre dalla platea si è levato l’inno nazionale cantato dai bambini delle scuole del paese, con la bandierina tricolore, accompagnati dalla banda musicale di Esanatoglia, diretta dal maestro Luciano Feliciani. Presenti in platea numerosi sindaci della zona, il presidente Anci Marche, Maurizio Mangialardi, alcuni parlamentari tra i quali l’onorevole Tullio Patassini.«Questa è un’occasione importante per Esanatoglia e per il suo territorio – ha detto Mattarella -, i protagonisti sono i bambini che hanno sventolato il tricolore e cantato benissimo l’inno nazionale. La scuola è il punto di partenza, la ripresa della vita di una comunità, ringrazio tutti i donatori per la loro grande solidarietà, tratto distintivo che rende grande il nostro Paese, assai meno raccontato rispetto agli aspetti problematici. È un segno di rilancio del territorio, gravemente colpito dal sisma, con la ricostruzione faticosa e impegnativa che è un tema da perseguire giorno per giorno con l’impegno delle istituzioni di ogni livello unite. Cari sindaci oggi è come fossimo in ciascuno dei vostri comuni, grazie per quanto fate. Oggi qui voglio testimoniare che il nostro paese sostiene tutti questi territori». «Ringrazio tutti i donatori per averci restituito la speranza – le parole del sindaco di Esanatoglia, Luigi Nazzareno Bartocci, che ha aperto la parte istituzionale della cerimonia – una struttura resa possibile da un percorso di solidarietà, grazie al lavoro ed alla passione delle Misericordie e di tutti i donatori, prendo in prestito le parole di un sindaco donna di uno dei comuni più colpiti, Silvia (Pinzi, sindaco di Serrapetrona, ndr) voi siete l’Italia che vogliamo. Dobbiamo essere capaci di scegliere percorsi comuni di condivisione, pur con la dovuta diversificazione territoriale, siamo e resteremo maceratesi». Il primo cittadino ha poi ringraziato tutte le autorità istituzionali intervenute, ciascuna per il suo ruolo ed il sostegno alla comunità.

Ha preso poi la parola il presidente della Regione, Luca Ceriscioli: «Oggi in modo coerente con la visione che ci siamo dati subito dopo il terremoto, quando abbiamo deciso che il territorio dovesse ripartire dalle scuole, inauguriamo una scuola. Il sisma distrugge le case, disgrega le comunità, ma l’obiettivo della ricostruzione è quello di ricostituirle, la scuola prepara al futuro». Rivolgendosi al ministro Bussetti, Ceriscioli ha chiesto di mantenere gli organici delle scuole dei centri del cratere. «Bentornato presidente – ha detto rivolgendosi a Mattarella – rivederla ogni volta è per noi un’iniezione di energia straordinaria, il messaggio che le istituzioni unite possono superare qualsiasi ostacolo». Per gli alunni della scuola Carlo Alberto Dalla Chiesa ha preso la parola la piccola Virginia Rossi: «Ringrazio tutti coloro che hanno permesso il coronamento di questo sogno, quello di avere una scuola tutta per noi, il sisma ci ha provocato disagi materiali, per noi perdere le nostre classi è stato come perdere le nostre stanze, la nostra identità di ragazzi. Questa scuola per noi non è soltanto un edificio ma la speranza e promessa per il nostro futuro». L’onorevole Paola De Micheli ha ringraziato il Quirinale per l’organizzazione della visita, a cui ha collaborato: «Si sta aprendo una fase decisiva per la ricostruzione, ringrazio i donatori. In questi due anni si è compiuto un piccolo miracolo in questo territorio, anche quando sbagliamo e possiamo migliorare, è bello vedere i sindaci fare squadra, essere la spina dorsale delle comunità che rappresentano. La solitudine e la sfiducia a volte ci prendono, la sua presenza, Presidente, serve a restituire fiducia, il nuovo governo si è subito fatto carico dei problemi con il decreto terremoto». Nel suo lungo intervento il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti definendo la scuola «fondamento di una società viva che prepara il futuro», ha affermato di voler fare il possibile per ripristinare a regime tutte le istituzioni scolastiche dei centri colpiti dal sisma, «in cui metterò il mio personale impegno ed inoltre sarà creata una task force apposita che fungerà da punto di riferimento per i soggetti interessati, chiederò agli uffici del ministero di fare il possibile per garantire il pieno diritto allo studio dei giovani delle aree colpite. Il presidente Mattarella è per noi un esempio di cui fare tesoro». Dopo i discorsi è seguito il taglio del nastro della nuova scuola e la visita delle autorità. Al termine Mattarella, prima di lasciare Esanatoglia intorno alle 11,50 si è fermato a salutare gli anziani della locale casa di riposo, tra la gente in platea, per poi andare verso lo stadio dove ad attenderlo c’era l’aereo presidenziale. Subito dopo in Borgo San Giovanni, il sindaco Bartocci, il capo nazionale di Protezione civile Borrelli, il presidente Ceriscioli, l’assessore Sciapichetti, il commissario De Micheli, il direttore Erap Marche Daniele Staffolani hanno inaugurato i primi tre appartamenti acquistati tra quelli invenduti, in tutte le Marche, per dare casa agli sfollati, tra la commozione dei primi inquilini che ne hanno preso visione.

(Servizio aggiornato alle 16,40)

 

Foto Quirinale



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