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Rapina in gioielleria, trovata
l’auto usata dai banditi
Recuperata refurtiva: 80 mila euro

PORTO SAN GIORGIO - Militari dell'Arma al lavoro fino a notte inoltrata nella gioielleria alla ricerca di tracce e impronte. Recuperata anche l'auto usata dai banditi, su cui sono in corso accertamenti
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Al lavoro, incessantemente, da quando, ieri pomeriggio sono intervenuti a sirene spiegate ed hanno bloccato un uomo sospettato di essere uno dei tre rapinatori che hanno colpito la gioielleria L’Arte dell’Oro (leggi l’articolo). I carabinieri della compagnia di Fermo guidata dal capitano Roland Peluso e della stazione di Porto San Giorgio stanno lavorando senza sosta per dare un nome e un volto ai due rapinatori che mancano all’appello.

Intanto, però, dopo aver bloccato uno dei tre banditi, i militari dell’Arma ieri notte hanno rinvenuto e sequestrato l’auto usata dai malviventi. Si tratta di una Fiat 500.  Considerando che la vettura era parcheggiata a pochi metri dalla gioielleria di Traini, è più che probabile che tutti e tre i rapinatori, messi alle strette dai carabinieri, siano scappati a piedi. Uno di loro, però, si diceva, è già finito nella rete dell’Arma che ha anche recuperato la refurtiva per un valore di circa 80 mila euro.

I carabinieri, infatti, intervenuti ieri pomeriggio a sirene spiegate sul luogo del reato, hanno rapidamente iniziato a perlustrare la zona alla ricerca dei rapinatori, fino ad imbattersi, in via Gentili, in un giovane trafelato che non ha saputo fornire alle divise una credibile giustificazione del perché si trovasse da quelle parti (in una viuzza secondaria) e del suo stato di agitazione. E lì è immediatamente scattato il fermo. Si tratta di un ragazzo di origini napoletane.

Nel frattempo proseguono serrate le indagini per cercare di risalire agli altri due banditi che nella fuga si sono sbarazzati del bottino. L’auto usata dai malviventi è stata posta sotto sequestro e ieri, fino a notte fonda, la gioielleria L’Arte dell’Oro è stata passata al setaccio dai carabinieri del Roninv, alla ricerca di impronte e tracce utili alle indagini. A collaborare con i militari lo stesso titolare della gioielleria, Giuseppe Traini, nonostante sia ancora visibilmente provato da quella bruttissima esperienza con i tre rapinatori a fare irruzione nel suo negozio, a immobilizzarlo a terra, armati di pistola (forse giocattolo) e a depredare la sua attività.

g.f.

I rilievi del Norinv dei carabinieri nella gioielleria di Giuseppe Traini

L’auto usata dai banditi e sequestrata, ieri notte, dai carabinieri

 

 

Rapina a mano armata in gioielleria, intervento fulmineo dei carabinieri: bloccato un uomo


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