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Ripascimento di ghiaia partito a Porto Sant’Elpidio, tra incertezza e proteste

PORTO SANT'ELPIDIO - Il via questa mattina al ripascimento di ghiaia, iniziato dalla spiaggia libera; malumori e dubbi sul passaggio dei mezzi per raggiungere la spiaggia degli stabilimenti e sulla tempistica degli interventi che arrivano nel pieno della stagione balneare
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di Pierpaolo Pierleoni

Sono iniziati questa mattina sul lungomare sud i lavori di ripascimento di ghiaia a Porto Sant’Elpidio. Un’operazione che però, dopo la lunga attesa ed i ritardi, appare segnata tuttora dall’incertezza su tempi e modalità di esecuzione e accompagnata dai comprensibili malumori per un lavoro che si effettua a stagione estiva abbondantemente iniziata. Nel pomeriggio di ieri il personale della ditta esecutrice ed il progettista dell’opera, ing. Alessandro Mancinelli, si sono soffermati a discutere con i balneari del litorale interessato dai lavori. Un incontro in cui non sono mancati attimi di tensione sul percorso in cui passeranno i mezzi per la posa dei materiali prelevati da una cava. Per velocizzare le operazioni si era ipotizzato il transito degli escavatori dentro la concessione balneare del Pepe Nero, un’opzione che il titolare dello chalet, Andrea Di Santo, ha energicamente respinto, perché avrebbe comportato l’abbattimento di una porzione di siepe e il probabile danneggiamento della piastrellata. Un disagio difficile da digerire nel pieno di un’estate già segnata negativamente dalla drastica riduzione dell’arenile.

I mezzi dovrebbero quindi transitare dalla spiaggia libera sul lato sud e poi risalire davanti allo chalet Kookà, che in questi giorni sta ospitando una numerosa comitiva di bambini delle colonie estive. I concessionari hanno chiesto che i lavori vengano eseguiti con la massima rapidità, evitando di protrarsi oltre la giornata di martedì, in modo da limitare al massimo i disagi per le attività.  Il cantiere resterà comunque fermo il sabato e la domenica. I lavori, secondo una prima previsione, sarebbero dovuti partire dalle aree prospicienti gli stabilimenti balneari, ma viste le difficoltà insorte le ruspe hanno iniziato dal versante sud, sulla spiaggia libera.

E’ un’autentica telenovela, ma sarebbe da definire un horror, per le sorti dei balneari, quella sugli interventi di protezione della costa sud di Porto Sant’Elpidio. Il milione di euro di finanziamento per il ripascimento, oltre ad arrivare tardissimo nell’esecuzione, è stato segnato da una miriade di cambiamenti in corsa, che hanno visto una continua diminuzione della quantità di materiali da posizionare sulla spiaggia.

Il progetto iniziale parlava di 44.500 metri cubi di ghiaia, che avrebbero potuto subire una riduzione qualora non si fosse potuta utilizzare quella dei fiumi Chienti e Tenna, perché sarebbero aumentati i costi con l’acquisto di sedimenti da cave private.  Effettuati i campionamenti del caso, è arrivato lo stop all’uso della ghiaia del Chienti. Intanto si è approvato il progetto per la prima parte dei lavori, per complessivi 18.500 metri cubi e 525.000 euro, con materiali misti tra cava e fiume Tenna e l’ok a partire dai 300 metri che comprendono gli chalet Vaca Paca, Pepe Nero e Kookà. Poi è arrivato anche lo stop all’uso della ghiaia del Tenna e la prima fase dei lavori è stata divisa in due stralci, con un primo stralcio, da effettuare subito, autorizzato in Conferenza dei servizi per 8.000 metri cubi. Di questa quantità, però, quella che verrà subito versata sulla spiaggia del lungomare Faleria si limiterebbe ad appena 2.000 metri cubi.


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