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Il lungo viaggio dei rifiuti,
la Orim ne tratta 75mila tonnellate l’anno
Trasporti anche in Francia e Germania

FOCUS SULL'AZIENDA che ha ottenuto l'autorizzazione integrata ambientale da parte della Provincia fino al 2026. Possono essere trattati diversi tipi di materiali: da metalli a scarti di lavorazioni con acidi, a rifiuti di perforazione, fanghi contenenti cloruri ed altre sostanze chimiche, scarti di tessuti animali, scarti vegetali, rifiuti agrochimici
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di Monia Orazi 

La Orim di Piediripa, azienda che si occupa dello smaltimento e del recupero di rifiuti sia pericolosi che speciali, scarti di lavorazioni industriali e recupero di metalli, ha ottenuto l’autorizzazione integrata ambientale da parte della Provincia di Macerata il 21 ottobre 2014, per una durata che arriva sino al 2026. Leggendo questo corposo documento da 132 pagine, si evidenzia come la ditta possa trattare 75mila tonnellate l’anno di rifiuti in ingresso, per un massimo di mille tonnellate al giorno ed uno stoccaggio di 4.260 tonnellate al giorno. Numerose sono le tipologie di rifiuti che può accogliere, un lunghissimo elenco di codici Cer, con cui sono classificati i rifiuti identificati con una successione di sei cifre. Scorrendo l’elenco alla Orim possono entrare scarti di minerali, metalli, scarti di lavorazioni con acidi, sostanze pericolose, fanghi dall’allumina, rifiuti di perforazione e fanghi contenenti cloruri ed altre sostanze chimiche, scarti di tessuti animali e feci animali, scarti vegetali, rifiuti agrochimici, persino il liquido di concia contenente cromo, i fanghi della lavorazione carta, legno e altro. Per ciascun tipo sono indicate le lavorazioni che si possono fare.

Alfredo Mancini, titolare della Orim

Una volta entrati alla Orim i rifiuti possono subire vari trattamenti, dal recupero di metalli e catalizzatori, allo scambio di rifiuti per produzione combustibile o altro, trattamento fisico-chimico di stabilizzazione, neutralizzazione e meccanico. Si può anche effettuare il deposito, il raggruppamento e il condizionamento preliminare. L’iter per l’Aia è iniziato nel 2011, ha visto la partecipazione di altri enti che hanno dato il loro parere, con alcune prescrizioni per mitigare l’impatto ambientale, diverse conferenze dei servizi. Si legge nello studio di impatto ambientale legato all’autorizzazione: «Lo studio di impatto ambientale aggiornato risulta accoglibile, con l’imposizione di alcune prescrizioni finalizzate alla minimizzazione degli effetti attraverso il contenimento e/o abbattimento dei livelli di emissione, come indicato nel prosieguo. A tale riguardo si precisa che nella relazione previsionale di impatto atmosferico è stato evidenziato che il biossido di zolfo e il biossido di azoto registrano incrementi significativi in termini percentuali sulla qualità dell’aria pur restando, in termini assoluti, le concentrazioni entro i termini di legge. Analogamente il piombo presenta ricadute significative. Pertanto, stante quanto sopra evidenziato, si ritiene necessario prescrivere una limitazione significativa dell’impatto di tali sostanze. Nel merito, la ditta ha chiarito che per quanto riguarda il piombo» le ricadute sono minori, «rimandando quindi ai limiti imposti per le emissioni».

Di recente, con decreto firmato l’otto maggio scorso, la Provincia di Macerata ha aggiornato l’Aia, l’azienda ha chiesto di modificare la divisione dei rifiuti sottoposti a smaltimento e recupero. E’ passata da 30mila a 55mila tonnellate l’anno la quantità di rifiuti soggetti a smaltimento, mentre diminuisce quella del recupero che scende da 45mila a 20mila tonnellate l’anno. Una volta trattati dentro la Orim, quel che resta dei rifiuti, in parte deve essere condotto altrove. La Orim viene periodicamente autorizzata dalla Regione Marche a portare oltre confine, in Austria, Francia e Germania, da mille a 3mila tonnellate di rifiuti, che per essere smaltite richiedono da un minimo di 45 a oltre 70 trasporti. Due le tipologie principali di rifiuti trasportati, la cosiddetta miscela di rifiuti contenente almeno un rifiuto pericoloso oppure prodotti da trattamento meccanico di rifiuti, contenenti sostanze pericolose, smaltite a seconda della tipologia, o tramite incenerimento a terra, o tramite recupero per farne carburante. Nel 2016 sono stati autorizzati venti carichi con altrettanti decreti, suddivisi ciascuno in diverse decine di viaggi a seconda della quantità, ventisei nel 2017 e siamo a dodici nel 2018.

Esaminando soltanto i decreti regionali da gennaio ad oggi, si scopre che con il decreto del 17 gennaio sono stati autorizzati ad andare a Salaise Sur Sanne (Francia) mille tonnellate di rifiuti Cer 190204 (miscela con almeno un rifiuto pericoloso), suddivise in quarantacinque trasporti, di cui l’ultimo dovrà avvenire entro il 24 gennaio 2019, per cui servirà una fidejussione di 57mila euro a trasporto. Altro decreto il 22 gennaio scorso, con 1.500 tonnellate che andranno ad Engis in Belgio con 75 trasporti, di cui l’ultimo entro il 21 gennaio 2019, con 112mila euro di fidejussione per ognuno dei 75 carichi. Grosso quantitativo autorizzato il 25 gennaio scorso, pari a 3mila tonnellate, con 150 trasporti, tutti destinati a Ingolstadt, in Germania. Nuovo decreto regionale il 26 febbraio, con mille tonnellate da trasportare in 45 viaggi a Vienna in Austria, entro il 25 marzo 2019. Stesso quantitativo nel decreto del 14 marzo, verso Schwedt in Germania, entro il 4 febbraio 2019. Saranno smaltiti in modo da recuperare combustibile a Iserlhon in Germania, le 1.200 tonnellate di rifiuti, che dovranno lasciare l’Italia al massimo entro il 17 dicembre 2018, con 55 viaggi ed una fidejussione di soli 33mila euro a trasporto.

Altre mille tonnellate sono state autorizzate il 18 maggio con trasporto a Brunsbuttel in Germania, stessa quantità raggiungerà Wilhelmsbury in Austria, per subire trattamento fisico e chimico, con autorizzazione del 23 maggio, tutti dovranno lasciare l’Italia al massimo entro il 12 giugno 2019. Doppia autorizzazione il 25 maggio scorso: con la prima soltanto 150 tonnellate di rifiuti in otto viaggi, raggiungeranno Lagnieu in Francia, smaltite tramite incenerimento a terra, mentre altre 500 tonnellate con 25 trasporti andranno a Grobposna in Germania, per essere depositate nel suolo. In questo caso si tratta di materiale isolato contenente o costituito da sostanze pericolose, che dovrà lasciare l’Italia entro il 21 giugno 2019. L’autorizzazione dello scorso 22 giugno riuarda mille tonnellate di rifiuti, scambiati per essere sottoposti a trattamento recupero carburante, che raggiungeranno Whilehelmsburg in Austria. Diverso dagli altri il decreto emanato proprio ieri, 6 luglio, per mille tonnellate di rifiuti, contenente almeno 13 diversi codici Cer: rifiuti contenenti mercurio, rifiuti inorganici contenenti sostanze pericole, sostanze chimiche di laboratorio contenenti o costituite da sostanze pericolose, comprese le miscele di sostanze chimiche di laboratorio, sostanze chimiche inorganiche di scarto contenenti o costituite da sostanze pericolose, sostanze chimiche organiche di scarto contenenti o costituite da sostanze pericolose. Andranno a Bramshe in Germania, con 45 trasporti e saranno inceneriti.


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