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Password di servizio per l’accesso remoto al sistema informatico comunale: la richiesta dei 5 Stelle

MONTEGIORGIO - "Un diritto questo – dice l’ex candidato sindaco – non solo previsto da apposite leggi nazionali e norme degli enti locali, ma anche recentemente riconosciuto e contemplato da una sentenza del Consiglio di Stato"
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Simone Vecchi

 

di Marco Pagliariccio

Prima mossa per il Movimento 5 Stelle montegiorgese. Una delle prime iniziative messe a segno dal neo consigliere Simone Vecchi è stata quella di aver richiesto, tramite atto scritto, di poter usufruire della password di servizio per l’accesso da remoto al sistema informatico e contabile interno all’ente. «Un diritto questo – dice l’ex candidato sindaco – non solo previsto da apposite leggi nazionali e norme degli enti locali, ma anche recentemente riconosciuto e contemplato da una sentenza del Consiglio di Stato che afferma che a qualsiasi consigliere comunale va garantito l’accesso da remoto al sistema informatico interno del Comune e che pertanto l’ente ha l’obbligo a tale scopo di rilasciare ai consiglieri un’apposita password, ovviamente di solo lettura».

Si tratta di una modalità per poter avere, da parte di ogni consigliere, piena visione di tutto quanto l’organo amministrativo comunale produce e poi elabora a livello informatico. «Soprattutto – sottolinea il consigliere pentastellato – per quella parte di non libero accesso al pubblico tramite il sito del Comune». Con l’occasione, Simone Vecchi, nell’atto di richiesta presentato e protocollato, ha voluto anche invitato tutti i colleghi consiglieri a fare altrettanto, non solo quelli di minoranza che peraltro hanno presentato analoga richiesta, ma anche quelli di maggioranza. Ciò in modo che qualsiasi consigliere possa garantire al proprio elettorato, e quindi nell’insieme a tutti i cittadini contribuenti, una gestione corretta e trasparente della finanza comunale attraverso un attento e puntuale controllo delle attività dei vari e competenti servizi (Uffici Tecnici, Ufficio Finanziario, ed altri). «Dopotutto, se una delle bandiere del Movimento 5 Stelle è quella dell’onestà, questa, oltre a dover essere attuata e fatta rispettare, non può, in proposito, prescindere dalla trasparenza».


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