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Tre giorni ed un festival per capire
l’importanza delle produzioni bio

ALTIDONA - Malavolta: "i produttori spiegheranno e faranno assaggiare vini e altre produzioni locali; la chimica da la bellezza nella forma ma la sostanza la fanno il terreno e l'ambiente"
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di Alessandro Giacopetti

Il 24, 25, 26 agosto settima edizione del Biofestival, stazione del biologico, voluta dall’Aiab Marche e dal comune di Altidona. Novità 2018 è proprio la location: non più Pedaso bensì, piazza Garibaldi a Marina di Altidona. Oggi presentazione in sala giunta della Provincia di Fermo, dove la presidente Moira Canigola, ha ricordato: “settimo anno consecutivo per il Biofestival che conferma un successo di pubblico. Mette in vetrina l’agricoltura, le produzioni di qualità, i produttori, ed è importante per attrarre un turismo consapevole. Attraverso il turismo infatti possiamo far conoscere il territorio attraverso i prodotti di eccellenza che la campagna riesce a dare”.

Venerdì, sabato e domenica dalle 19 aprirà il mercatino di prodotti biologici con la biodiversità agraria delle Marche portata dai produttori; dalle 19.30 apriranno gli stand gastronomici con menù a base di prodotti bio come la polenta di mais rosso. Importante il convegno del sabato 25 agosto alle 19.30 su Agricoltura biologica e biodiversità cui parteciperà tra gli altri il genetista Salvatore Ceccarelli che interverrà su Semi, cibo e salute. Sabato sera alle 21.30 spazio all’importanza dell’apicoltura con due laboratori per sottolineare come le api svolgano un ruolo fondamentale in natura e di quanto risentano subito dei mutamenti del clima e delle sostanze nel terreno, incluse le sementi utilizzate. Domenica 26 agosto alle 19, premiazione del concorso vinicolo Bio Wine Marche con degustazione finale delle quattro aziende vincitrici, una per ciascuna categoria.

Enzo Malavolta, presidente Aiab Marche: “il Biofestival è iniziato a Grottammare, passando per Pedaso ora arriva a Marina di Altidona, grazie al lavoro di Comune e Proloco che si adoperano per l’allestimento. Saranno presenti aziende espositrici e produttori che spiegheranno come sono coltivati i prodotti di qualità facendoli poi assaggiare. Tutto è legato al biologico e alla biodiversità intesa come ortaggi e frutta che hanno una storia. Noi oggi dobbiamo dare ai cittadini una alimentazione che nutra. Tra i prodotti offerti ci sarà il meloncino di Massignano”.

Giuliana Porrà, sindaco di Altidona: “abbiamo accolto con entusiasmo l’iniziativa, dopo aver organizzato la Biodomenica ad Altidona. Il clima bello e accogliente è dato anche dall’interesse riscosso nella popolazione. Il Comune di Altidona – ha ricordato il sindaco – è capofila dell’Accordo Agroambientale d’Area, accordo di area vasta incentrato sull’agricoltura biologica, per valorizzare le produzioni, salvaguardare l’ambiente e promuovere un turismo sostenibile. Per preparare i prodotti apriremo la cucina della scuola materna”.

Cristina Murri, vicepresidente Aiab Marche, lo definisce “un festival di promozione di prodotti locali e del territorio attraverso la biodiversità agraria delle marche. Oltre al meloncino di Massignano, avremo la cipolla rossa di Pedaso e l’anice stellato che faranno parte del menù e saranno esposte. Oltre 40 le aziende che hanno partecipato al concorso di vini bio, con una qualità e un interesse in crescita. Oggi alcune cantine hanno puntato totalmente sul biologico. Domenica alle 19 ci sarà la premiazione seguita dalla degustazione guidata delle 4 etichette che hanno vinto il concorso accompagnata da prodotti dei Sibillini”.

Stefano Isidori, presidente Associazione Italiana Sommelier delle Marche sottolinea “la diffusione di una sempre maggiore attenzione al biologico, oltre che alla qualità del prodotto. Se negli anni scorsi durante la selezione dei vincitori del concorso di vini bio si riscontravano alcuni difetti e imperfezioni nelle produzioni, ora le commissioni non hanno riscontrato particolarità, segno dell’evoluzione e perfezionamento da parte dei produttori. Vent’anni fa nel Fermano – ha concluso Stefano Isidori – c’erano solo un paio di produttori di vino e non erano conosciuti, ora sono aumentati e stanno conquistando posizioni importanti. il Fermano è conosciuto anche grazie al vino e molte delle aziende sono passate al bio”.

 


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