
Partito il recupero dell’imbarcazione affondata, all’interno del porto turistico sangiorgese, alle prime ore del 10 settembre scorso. Questa mattina, infatti, tra pontone, gru e mezzi navali, con il sommozzatore Basilio Ciaffardoni in acqua, sono partite le valutazioni preliminari propedeutiche al recupero della ‘Silveretta’. Questo infatti il nome dell’imbarcazione affondata circa un mese fa (leggi l’articolo).

L’imbarcazione è stata sollevata e, dopo le opportune verifiche preliminari, alata. Operazioni ovviamente coordinate, autorizzate e supervisionate dal Circomare guidato dal comandante Ciro Petrunelli. Proprio dalla Guardia costiera, infatti, sono partiti gli input rivolti al concessionario del porto, la Marina di Porto San Giorgio, per procedere quanto prima con le operazioni di recupero del natante. Insomma il Circomare ha sollecitato la Marina, in quanto concessionaria (che poi deciderà come comportarsi con la proprietà del natante) di procedere. E così è stato. Sull’affondamento è stata aperta un’inchiesta amministrativa come previsto dal codice della navigazione, un’inchiesta su cui l’autorità marittima dovrà esprimersi entro circa un mese (ci sono 60 giorni per farlo dalla data dell’evento). E le verifiche di oggi sicuramente forniranno utili elementi alla Guardia costiera anche sul fronte delle cause dell’affondamento.
“Oggi – spiegano dal Circomare guidato dal tenente di vascello Ciro Petrunelli – sono state eseguite, a cura di una ditta specializzata in lavori subacquei e sotto il coordinamento della Guardia Costiera di Porto San Giorgio, le operazioni di recupero del relitto della imbarcazione denominata Silveretta, che era affondata il 10 settembre.

Il comandante del Circomare e del porto, Ciro Petrunelli
Durante la mattinata odierna, su iniziativa del concessionario del porto turistico di Porto San Giorgio, tramite l’ausilio di una ditta professionale specializzata e sotto il coordinamento del Circomare sangiorgese, hanno avuto inizio le attività di recupero del relitto dell’imbarcazione Silveretta, operazioni che si sono concluse positivamente dopo qualche ora. Attualmente l’unità è alata “a secco” presso il cantiere nautico locale, a diposizione dell’Autorità Marittima.
La zona dell’affondamento è stata costantemente monitorata durante queste settimane: la barca, che risultava semi sommersa, era stata opportunamente segnalata e, in via precauzionale, circondata da panne di contenimento sia galleggianti che assorbenti al fine di scongiurare qualsiasi pregiudizio di natura ambientale e rischi per la sicurezza della navigazione.

Il sommozzatore Basilio Ciaffardoni
Il recupero, oltre a prevenire qualsiasi rischio per la sicurezza all’interno del porto, consentirà al personale della Guardia Costiera di Porto San Giorgio di accertare le dinamiche che ne hanno causato l’affondamento, come previsto ai sensi del Codice della Navigazione.
“Personalmente mi ritengo soddisfatto per l’intervento di recupero, eseguito con professionalità e soprattutto in condizioni di sicurezza. Rinnovo anche questa volta l’apprezzamento per gli operatori locali che hanno contribuito alla buona riuscita delle operazioni fornendo il necessario supporto tecnico e logistico alla Capitaneria di porto ed alla ditta esterna che ha operato” sottolinea il comandante del Porto, il tenente di vascello Ciro Petrunelli.

Il sommozzatore Basilio Ciaffardoni a bordo della barca recuperata




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