
di Alessandro Giacopetti
Una domenica alla scoperta delle bellezze storico-artistiche e culturali di Monterubbiano. E’ quella trascorsa il 14 ottobre dai turisti, sia locali sia arrivati da fuori provincia, che hanno scelto l’unico comune del Fermano protagonista delle Giornate FAI d’Autunno. Filo conduttore dell’iniziativa posta in essere dal Fondo per l’Ambiente Italiano sono state le vie dell’acqua.
“Un comune così piccolo ma dalla storia così grande – lo definisce il sindaco monterubbianese, Maria Teresa Mircoli – che permette una lettura dei suoi segni monumentali, della grande storia umana, civile, sociale, politica, religiosa e artistica”. E’ stato proprio il sindaco di Monterubbiano a delineare l’importante figura di Rosa Calzecchi Onesti, mentre al mattino è toccato al professor Walter Scotucci fare una relazione sul tema dell’acqua, centrale in queste Giornate FAI d’Autunno.
Un percorso che ha integrato palazzo Calzecchi Onesti, Palazzo Secreti, il teatro Pagani, il giardino pubblico di San Rocco e il cimitero monumentale, la chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, la fonte del Pero e i vicoli del ghetto ebraico, la sala consiliare, la quadreria comunale e il museo delle bambole.
Nell’auditorium del complesso monumentale San Francesco, inoltre, le 4 corporazioni che rappresentano l’anima dell’annuale rievocazione storica Sciò la Pica, hanno allestito una mostra. Sciò la Pica presente anche attraverso lo spettacolo di bandiera e tamburi dei musici e alfieri dell’Armata di Pentecoste, che ha colorato e fatto risuonare la piazza. Una iniziativa resa possibile dall’attiva organizzazione del Gruppo Fai Giovani di Fermo, recentemente rinnovato, con Nicola Fenni in veste di capogruppo e alla prima prova del fuoco. “Abbiamo scelto di concentrarci su un solo Comune, Monterubbiano, perché ricco di luoghi interessanti da visitare e poco conosciuti anche dagli abitanti dei dintorni. Inoltre, nelle ultime edizioni delle giornate FAI ci eravamo concentrati sulla valle del Tenna, quindi è giusto spostare ora l’attenzione verso la valle dell’Aso”.


















