di Andrea Braconi

La prevenzione non è una questione di pochi, ma riguarda tutti. Un concetto rimarcato dal palco del Teatro dell’Aquila in occasione di uno degli appuntamenti di chiusura del festival Fermhamente, organizzato dal Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Area Vasta 4, con protagonista il dottor Umberto Giostra.

“Martedì scorso negli Stati Uniti sono stati vinti 1,6 miliardi, il più alto montepremi di sempre – ha ricordato al pubblico in sala -. Eventi come questi spingono tutti a giocare più frequentemente”.

Una presentazione supportata da slide, la sua, partita con un interrogativo: cosa intendiamo per evento improbabilissimo? “Oggi parliamo di uno strumento per orientarsi nel magico mondo delle probabilità. E parliamo inizialmente dalla speranza matematica, cioè la somma che potrei vincere o perdere se facessi delle puntate ad un gioco in maniera continuativa. La prima speranza matematica è quella del testa o croce”.

Altro passaggio importante quello dell’incrocio tra speranza matematica e gioco organizzato, definibile come gioco non equo. “Qui il primo gioco da banco che ci viene in mente è sicuramente la roulette, con 18 numeri rossi e 18 numeri neri. C’è però una regola per una vincita certa e si chiama martingala: dice che se vinci ha vinto, se perdi non preoccuparti, la volta dopo gioca il doppio; se continui a perdere gioca sempre il doppio. Questo processo vince sicuramente se le giocate vanno all’infinito, ma non dice quando e in questo modo spenderete somme grandissime guadagnando soltanto la posta iniziale. Ma anche a se può sembrare assurdo, la Martingala continua ad essere il gioco più giocato”.

Divertente la citazione su Albert Einstein, capace di strappare al pubblico una risata. “Einstein – ha spiegato Giostra – disse che c’è un modo per vincere alla roulette ma non è non giocare, piuttosto rubare i soldi dal tavolo mentre il croupier non guarda”.

Focus anche su Cinquina al Lotto, scommesse sui cavalli, giochi di nuova generazione, Superenalotto, Win for life ed altri ancora, sempre con una meticolosa analisi sulle probabilità di vincita da parte dei giocatori. “Mi viene in mente il finale di Alice nel paese delle meraviglie, con il sogno che inizia a prendere la forma dell’incubo. Ma poi Alice si sveglia, riprende la sua dimensione umana e dice al mazzo di carte che sono soltanto carte e che adesso non ha più paura di loro. Ecco, bisogna essere in grado di uscire da quell’incubo, altrimenti la vita diventa un Gran Casinò”, ha concluso Giostra, introducendo così lo spettacolo di Itineraria Teatro, intitolato appunto “Gran Casinò”, che per un’ora e mezza ha letteralmente catturato gli spettatori con un travolgente excursus sul gioco d’azzardo in Italia.

Numeri, statistiche, riferimenti normativi, concessionarie di Stato, politici in conflitto d’interesse, organizzazioni criminali coinvolte: con il suo teatro civile Fabrizio De Giovanni ha fotografato cause ed effetti di un sistema che vede l’Italia al quarto posto a livello mondiale per volume d’affari. Un sistema che travolge esistenze (“di adulti e giovani”), famiglie e comunità, che oggi, più che mai, richiede un impegno collettivo per sconfiggere quello che lo stesso attore definisce “un autentico cancro sociale”.

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