
di Andrea Braconi
Due anni fa la realizzazione del libro “Capodarco e la Grande Guerra”, con tanto di logo del centenario da parte della Presidenza del Consiglio. Il prossimo 3 novembre a Porto San Giorgio riecheggerà ancora l’eco del primo conflitto mondiale, attraverso la narrazione dell’epopea del treno armato, contenuta nello stesso volume realizzato dall’associazione R&V Territorio.
L’iniziativa, che si terrà a partire dalle ore 17 al Teatro comunale, sarà preceduta in mattinata da un incontro con gli studenti delle terze medie cittadine
Piersante Iacopini è una delle anime dell’associazione e a questa storia del treno armato si è appassionato, nonostante la drammaticità del tema. “Durante la Prima Guerra Mondiale le coste dell’Adriatico, non potendo esserci delle navi a difesa, erano protette da treni modificati con sopra dei cannoni. Per cui a Porto San Giorgio stazionava un treno che copriva da Porto Potenza Picena a San Benedetto del Tronto. Per avere informazioni sull’arrivo delle navi c’era una serie di torrette, di cui una Capodarco ed un’altra a Torre di Palme, con militari che controllavano il mare”.
Il 5 novembre 1916, ricorda Iacopini, le navi austriache arrivarono davanti a Porto San Giorgio per poi bombardare l’ex Fim e il ponte sul Chienti. “Quindi, anche qui nel nostro territorio ci sono stati fatti reali della Prima Guerra Mondiale che i nostri antenati hanno vissuto in prima persona”.
Altro aspetto interessante è che la gente di Porto San Giorgio volle organizzare una cerimonia di ringraziamento al treno, che significava consegnare una bandiera tricolore tessuta dalle donne. “Si organizzò tutto – spiega – ma a causa della Spagnola venne posticipato al 4 novembre 1918. Fu una cerimonia di grande importanza storica perché, mentre si consegna la cosiddetta bandiera di combattimento, arrivò il fonogramma della firma dell’armistizio. A Porto San Giorgio questa notizia arrivò a mezzogiorno, mentre a Roma fu diffusa solo alle 16”.
“Questa è una narrazione su testimonianze che raccontano quanto accaduto – conclude Iacopini -. È una situazione anche multimediale, per rendere l’incontro piacevole nonostante il tema affrontato. Perché siamo di fronte ad un pezzo di storia importante, che merita di essere conosciuto dagli adulti ma anche dai più piccoli”.














