
di Alessandro Giacopetti
Foto, documenti, lettere, divise, bandiere storiche. Sono solo alcuni dei cimeli che si possono vedere all’interno della mostra “Monterubbiano per la Grande Guerra e per la Croce Rossa Italiana”, aperta da ieri e fino al 6 gennaio presso il polo museale San Francesco. Tante le associazioni e i cittadini che hanno collaborato per realizzarla, tra cui la sezione monterubbianese dell’Associazione Combattenti e Reduci del presidente Giovanni Mircoli.
Non a caso l’inaugurazione è avvenuta il 4 novembre, giornata dell’unità nazionale e delle Forze Armate, istituita nel 1918 per commemorare la fine della Prima Guerra Mondiale e l’armistizio di Villa Giusti. Quest’ultimo è l’accordo firmato a Padova il 3 novembre 1918.
Dopo l’inno nazionale e la canzone del Piave, suonati dalla banda Cusopoli di Monterubbiano, il curatore della mostra Walter Scotucci, presidente del locale Archeoclub d’Italia ha ringraziato “la collaborazione dell’Associazione Combattenti e Reduci, e l’Amministrazione Comunale, oltre ai cittadini che hanno lavorato a vario titolo alla mostra. E’ un doveroso atto di memoria – lo ha definito Scotucci, prima di passare al concetto di patria – è un concetto sul quale ci possiamo ritrovare uniti e che va ripreso. Patria è il luogo in cui sono sepolte le ossa dei nostri antenati, è un concetto universale, non è né di destra, né di sinistra, né di centro. In questa mostra abbiamo approfondito l’aspetto meno conosciuto, legato alla Croce Rossa Italiana che tanto bene ha fatto durante la Prima Guerra Mondiale. Il secondo presidente della Croce Rossa Italia sezione di Fermo – ha poi ricordato il curatore della mostra – fu Ernesto Garulli, di Monterubbiano, che è qui sepolto con sua moglie Evelina”.
Dopo di lui e prima del taglio del nastro, Maria Teresa Mircoli, sindaco di Monterubbiano, si è ricollegata al concetto di patria anticipato da Scotucci, per poi ringraziarlo per “l’attenzione che rivolge alla storia locale del paese di Monterubbiano e alle cose che ci riguardano”. Presente anche la vice Silvia Moreschini.
Molto il materiale documentario originale tra foto, bandiere storiche, documenti, lettere, come molti sono stati gli interessati che hanno partecipato all’inaugurazione. E’ stato lo stesso Walter Scotucci, accompagnato da Giovanni Mircoli, presidente Associazione Combattenti e Reduci di Monterubbiano, a fare da guida nella prima sala: “sono presenti alcune memorie. L’immagine di apertura è una inconsueta cartografia dell’Italia. Era unita dal 1861 ma in questa carta è capovolta perché vista dal punto di vista degli austriaci; sono anche esposti fazzoletti che le donne sventolavano al passaggio del treno che portava il milite ignoto partito nel 1921 da Aquileia in direzione Roma.
Pendente dal soffitto della sala c’è una enorme bandiera italiana con lo stemma sabaudo, appartenuta alla regina Margherita di Savoia che la donò al prefetto Baldovino di Ascoli Piceno. Ne coprì il feretro in occasione della perdita del figlio, primo marito di Marzia de Marzi. Presenti altre bandiere Savoia, tra civili, quelle solo con lo stemma, e militari, comprendenti anche con la corona”, ha concluso il curatore della mostra Walter Scotucci.
Una delle tre sale del polo San Francesco è dedicata alla Croce Rossa Italiana con divise, statuti, targhe e barelle d’epoca. Una esposizione nella quale sarebbe giusto portare tutti i ragazzi delle scuole non solo del paese ma del Fermano. “Monterubbiano per la Grande Guerra e per la Croce Rossa Italiana” è aperta sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30. Feriali su appuntamento all’Ufficio Turistico. 














