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Un’allegra allegoria antiguerra per tutte le età: arriva “Il mistero della casa del tempo”

Per gli appassionati di cinema la recensione di Eraldo Di Stefano
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di Eraldo Di Stefano

Sbarca nelle sale italiane il film di Eli Roth (Il giustiziere della notte, 2018), adattamento cinematografiche del romanzo La pendola magica del 1973 scritto da John Bellairs.

Corre l’anno 1955 e il protagonista del film, Lewis Barnvelt (Owen Vaccaro), bambino nerd rimasto orfano al seguito della perdita di entrambi i genitori, viene mandato in Michigan a vivere con suo zio, lo strano  Johnathan Barnavelt (Jack Black).

Non passerà molto tempo prima che Lewis scopra che suo zio è uno stregone con il compito di custodire i segreti della sua casa magica, completa di una biblioteca magica, finestre mobili e una sedia eccessivamente fedele, con un aiuto della suo amica, la signora Zimmerman (Cate Blanchett). Tutto sembra normale e tranquillo, tranne per il fatto che vi è un orologio nascosto nelle pareti.

Il vecchio proprietario della casa Isaac Izard ( Kyle MacLachlan) però ha i disegni per riprendersi ciò che è suo e ci vorranno tutti e tre i protagonisti per fermarlo, prima che sia troppo tardi.

Il regista è molto attento ai particolari, con dettagli per “invecchiare” il suo film, ambientato nella metà degli anni ’50, in un’America con la psiche traumatizzata dalla seconda guerra mondiale. E quando il cattivo vorrà tornare indietro nel tempo, l’orologio del giorno del giudizio inizierà a scorrere.

Rivolgendosi alle famiglie e a tutte le età, Il mistero della casa del tempo è un film affascinante e riuscito. Giusto in tempo per il dopo Halloween.


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