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Cesetti al vetriolo contro Petrini:
“Nervoso perché non ha i consensi che si aspettava,
un segretario regionale deve essere altro”

PD - L'assessore regionale spiega le sue dichiarazioni tirate in ballo dal candidato alla segreteria regionale dem: "Chi si candida a guidare il Partito Democratico, con tutti gli onori e le responsabilità che ne derivano, non può assumere comportamenti simili da una parte e distruttivi dall’altra"
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L’assessore regionale Fabrizio Cesetti

“Petrini, manipolando politicamente alla bisogna alcune mie dichiarazioni fatte in un contesto interno al partito e che avevano tutt’altro significato, tende all’evidenza ad ‘avvelenare i pozzi’ denotando un nervosismo legato alla consapevolezza che i consensi intorno alla sua candidatura non sono quelli che si aspettava”.

E’ la risposta, nell’ultimo capitolo di un botta e risposta al vetriolo, dell’assessore regionale Fabrizio Cesetti al candidato alla segreteria regionale dem, Paolo Petrini.

Chi si candida a guidare il Partito Democratico, con tutti gli onori e le responsabilità che ne derivano, non può assumere comportamenti simili da una parte e distruttivi dall’altra e le ultime dichiarazioni sono la ulteriore dimostrazione che la sua candidatura non è un bene al partito, alle politiche regionali e, più in generale, alla politica stessa.
Invero la mia riflessione, oltre un anno e mezzo fa, con l’allora segretario provinciale Paolo Nicolai ed anche nel partito, alla quale fa riferimento Petrini, riguardava il fatto che non vi fosse da parte del Pd e del Governo nazionale il necessario sostegno all’azione della giunta regionale che si stava misurando con sfide inedite e sopraggiunte come il dramma del terremoto ed altre ereditate come la crisi economica e dei distretti produttivi, il crac Banca Marche, la vicenda Aerdorica e, da ultimo, la riforma delle Province della cui gestione avevo la diretta responsabilità.
Sostenevo che sarebbe stato necessario pretendere la nomina del Governatore a Commissario per il terremoto, nonché il varo di una normativa meno farraginosa per meglio fronteggiare l’emergenza e la ricostruzione. Rilevavo la mancata assegnazione delle risorse per la gestione della partita delle Province in merito alle quali manifestavo anche la necessità di una revisione della legge Delrio dopo il referendum.

Paolo Petrini

Per tali ragioni segnalai al segretario la disponibilità, se ritenuto necessario, anche ad una iniziativa che evidenziasse in maniera forte le nostre difficoltà per ottenere un maggiore e più incisivo sostegno, se del caso, finanche attraverso un gesto eclatante che consentisse il recupero di una agibilità politica altrimenti preclusa dalla responsabilità del governo regionale. Ma si convenne di escludere tale possibilità.
Opinioni sostanzialmente ribadite anche all’esterno circa due mesi fa nel corso di un’intervista a settembre di quest’anno e riferite nella famosa segreteria citata da Petrini al quale nell’occasione pure ricordavo, nel replicare alle sue critiche alla gestione Ceriscioli, che molte delle questioni problematiche che si trovava a gestire la giunta erano state lasciate in eredità dall’amministrazione di cui lui fino al 2013 aveva fatto parte come assessore e vicepresidente.
E nessuno che non sia in malafede può affermare che io abbia mai pronunciato parole di critica nei confronti dell’operato della Giunta di cui faccio parte, rispetto alla quale ho sempre espresso pieno apprezzamento, ben consapevole dello sforzo e dei risultati che abbiamo ottenuto in questi anni difficili.
Anzi, proprio nel corso della segreteria citata da Petrini ho avuto modo di evidenziare i positivi risultati ottenuti dalla giunta regionale e dal presidente Ceriscioli che anche per questo non era giusto né tanto meno opportuno mettere in discussione con le ipotizzate primarie.
Ed in tale occasione ho avuto modo, insieme ad altri, di manifestare il disappunto per una candidatura, come quella di Petrini, legata a questo obiettivo. E Paolo Nicolai, chiamato in causa da Petrini, potrà confermare tutto questo”.

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