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La protesta delle famiglie di Via Medi: “Stanchi di doverci ancora difendere da chi ci ha danneggiato” VIDEO INTERVISTA

PORTO SAN GIORGIO - Il presidente della nuova Edilcoop Giancarlo Fermani: "Trovarci ancora oggi, dopo la sentenza penale ancorché di primo grado, a doverci difendere civilmente da azioni di società penalmente riconosciute tra quelle utilizzate per arrecarci danni ci lascia sconcertati". L'ultima parola spetterà al Tribunale di Fermo che dovrà esprimersi a riguardo.
venerdì 16 Novembre 2018 - Ore 18:09
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di Paolo Paoletti

La richiesta di pagamento, tramite causa civile, da parte della società Marche 80 srl di alcune fatture inerenti l’esecuzione di presunti lavori che sarebbero stati svolti nelle palazzine Edilcoop di Via Medi riaccende la rabbia delle famiglie.  Una richiesta che viene vista come del sale passato su una ferita ancora aperta che aveva visto sul banco degli imputati  il vecchio cda della Edilcoop Prisma,  la società cooperativa che ha edificato nel comparto di via Medi una serie di appartamenti al centro successivamente di problemi giudiziari. Solo nel 2013, infatti, tutti i soci hanno avuto la propria casa. Il nuovo cda fu nominato dopo che nel 2010 il vecchio aveva manifestato l’intenzione di liquidare la cooperativa. Da qui la corsa dei soci per salvare le proprie case, frutto di sacrifici economici di una vita. 

Una ferita, che ancora brucia tra i residenti dell’area interessata: “Parliamo di 65 famiglie che sono state depredate di milioni di euro – spiega Giancarlo Fermani presidente della nuova Edilcoop-  Un’incidenza a famiglia che va, tra impegni assunti, mutui, soldi tirati fuori, fideiussioni, dai 70 ai 150 mila euro a testa in più rispetto alle previsioni originarie. Immaginate quello che significa per una famiglia già costretta a spendere soldi e fare debiti per l’acquisto della prima casa ritrovarsi ad aggiungere cifre di questo tipo. A questo sommiamo il fatto che a febbraio, con sentenza penale di primo grado, sono stati condannati gli ex amministratori a risarcire la cooperativa. In questa sentenza si evidenziava che tra gli strumenti usati per arrecare danno c’era anche la società Marche 80 srl“. Società che oggi sta agendo civilmente contro la cooperativa per il pagamento di fatture relative all’esecuzione di lavori che però, secondo le famiglie, non ci sarebbero stati. Da qui la rabbia dei residenti che sono scesi in strada per manifestare il proprio sdegno.  

Appuntamento fissato alle ore 15 di fronte alla prima palazzina che segna l’inizio del comparto di Via Medi, nel quartiere Santa Vittoria di Porto San Giorgio. Occasione della protesta l’arrivo del Consulente Tecnico d’Ufficio, nominato dal Tribunale di Fermo, all’interno della causa civile mossa dalla Marche 80 Srl. In rappresentanza della società in questione l’avvocato Paolo Flaiani, dall’altra parte il presidente Edilcoop Giancarlo Fermani, il loro legale Marco Tomassini e tutte quelle famiglie esasperate.

“Quello di oggi pomeriggio rappresenta un passaggio all’interno di un processo civile che la cooperativa ha in corso – prosegue Fermani – ma è anche un momento di reazione da parte dei soci, non per l’arrivo del Consulente Tecnico d’Ufficio per la verifica imposta dal tribunale, ci mancherebbe, sappiamo che è inerente la causa, ma perchè oltre ai danni che questa gente ha già subito ci vengono chiesti altri soldi”.

Due posizioni contrapposte dunque, con alle spalle un presunto ‘contatto’ tra società che i proprietari degli appartamenti non possono ignorare: “Se da una parte sappiamo che la procedura civile  va seguita – aggiunge Fermani –  dall’altra siamo davvero amareggiati perché è stato riconosciuto penalmente con sentenza di primo grado lo scorso febbraio che questa società Marche 80 è stata uno dei mezzi usati per creare danno a queste famiglie che, con tutti i problemi che hanno in questo momento, accettano male questa ulteriore vicenda. La nostra è una delle poche realtà che a livello nazionale è riuscita a salvarsi da operazioni di ‘mala gestio’. Trovarci ancora oggi, dopo la sentenza penale ancorché di primo grado, a doverci difendere civilmente da azioni di società penalmente riconosciute tra quelle utilizzate per arrecarci danno ci lascia sconcertati. La gente non riesce a capire il perchè dobbiamo stare in silenzio e subire in attesa di quella che sarà la pronuncia del tribunale. Il tutto mentre stiamo ancora cercando di recuperare quasi due milioni di euro, 1 milione come Cooperativa e 1 milione come soci costituitisi parte civile, ma non si trova una lira”.

L’avvocato rappresentante la Marche 80 Srl Paolo Flaiani, presente sul posto, spiega invece come non ci siano collegamenti: “Stiamo svolgendo le operazioni relative ad un accertamento tecnico preventivo in corso di causa civile tra la Marche 80 e la Edilcoop per vicende che comunque non c’entrano nulla con quelle di natura penale che sono già state oggetto di giudizio innanzi al tribunale di Fermo”. 

Sul fronte opposto l’avvocato Marco Tomassini aggiunge la propria versione: “Due vicende che hanno dei punti di connessione. La Marche 80  asserisce di dover ancora riscuotere delle somme da parte della cooperativa ed ha come amministratore unico l’ex consigliere della cooperativa coinvolto nella condanna di primo grado del tribunale di Fermo. Si asserisce inoltre di doverli riscuotere per mezzo di quella società che è stato rilevato essere usata come mezzo per creare dei danni”.

L’ultima parola spetterà al Tribunale di Fermo che dovrà esprimersi a riguardo.

 

 

 


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