
Luciano Romanella
“Ringrazio di cuore la polizia di Stato per aver risolto il caso” Così il presidente della Nike Fermo, Luciano Romanella, dopo aver appreso che gli agenti della squadra Mobile della questura di Fermo, ieri hanno arrestato un giovane sospettato di essere la persona che ha esploso un colpo di pistola ferendo a una gamba un giovane pugile della Nike. “Non parlo solo a nome della Nike ma penso di poterlo fare per conto di tutto l’universo pugilistico fermano nel ringraziare la questura di Fermo per aver assicurato alla giustizia il presunto responsabile di quella tremenda aggressione di quella tentata rapina degenerata con il fuoco di una pistolettata. Ringraziamenti, quelli di Romanella, per un’indagine che, quantomeno, hanno fatto luce sul fatto di sangue. Quantomeno, si diceva. “Sì perché nonostante la tempestività dei sanitari nel soccorrere il nostro ragazzo e le operazioni alla gamba subite, non sappiamo se potrà tornare mai al 100 per cento nelle sue funzioni di atleta. L’importante, è vero, è che stia bene. Ma certo oltre allo shock per l’aggressione subìta, il contraccolpo psicologico è stato sicuramente fortissimo. E lo sta pagando ancora, a distanza di tre mesi”.
Ora il ragazzo è all’estero per un viaggio utile proprio a snebbiare la mente e a cercare, se non a rimuovere (questo sarà davvero difficile anche se auspicabile) affievolire il ricordo di quella tremenda notte del 22 agosto in via Annibal Caro, a Porto San Giorgio quando, almeno stando ai riscontri investigativi, ha subìto una rapina finita nel sangue. “Con la loro efficienza investigativa, i poliziotti di Fermo, ci hanno almeno regalato la soddisfazione di aver fatto luce e chiarezza sull’accaduto. Per questo non possiamo non ringraziarli di cuore“.

La polizia in via Caro il 22 agosto scorso
A distanza di poche ore da quella notte lo stesso Luciano Romanella era intervenuto sull’accaduto parlando, sull’aggredito, di “un ragazzo che abbiamo cresciuto come un figlio, un nostro atleta da otto anni, un grande lavoratore con una famiglia perfettamente integrata”. E ancora “Questo nostra atleta, vanta oltre venti combattimenti alle spalle. Lo abbiamo cresciuto come un figlio, conosciamo sia lui, con noi da otto anni, che il fratello nostro atleta a sua volta. Entrambi sono stati sempre presenti agli eventi organizzati dalla Nike. Frequentano la nostra palestra e sono dei bravissimi ragazzi. E’ l’ultima persona a cui poteva succedere un fatto del genere. Da grande atleta di pugilato sapeva controllare le reazioni e non ha mai esternato le sue abilità in pubblico ma solo in palestra. Un ragazzo educato e mite, che svolge un doppio lavoro, di giorno in fabbrica e il fine settimana come lavapiatti in un ristorante. Credo si assurdo che un giovane atleta venga colpito da un colpo di pistola alla gamba in una serata di piena estate nel cuore di Porto San Giorgio”.
A quella del presidente Nike si era aggiunta la solidarietà del sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, vicino di casa del giovane: “Il ragazzo e la sua famiglia vivono nel mio stesso condominio, li conosco bene e ho una grande stima di loro. Una famiglia davvero brava e un giovane impeccabile”.
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