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La grande solidarietà dopo il furto
Il grazie del Soccorso Alpino
“Adesso una sede per le attrezzature”

AMANDOLA - La stazione di Montefortino, rappresentata da Emilio Marini, ha organizzato un evento per ringraziare i sostenitori. Appuntamento sabato sera all'Auditorium “Vittorio Virgili” anche con la proiezione del documentario “Senza possibilità di errore”
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di Andrea Braconi

Lo zaino medico e tutta l’attrezzatura alpinistica (comprese corde e moschettoni) spariti. La barella danneggiata e perciò inutilizzabile. Ma la grande solidarietà ricevuta immediatamente dopo il furto subito (LEGGI QUI) ha ridato fiducia, oltre che risorse, al gruppo di volontari della stazione di Montefortino del Soccorso Alpino, guidati dal capostazione Emilio Marini.

Un gruppo che, da quella notte del febbraio 2018, ha mantenuto un profilo basso, come già fatto in occasione di tutte le proprie attività. “Noi prescindiamo da nomi e persone, questo è un valore aggiunto” rimarca Marini. Ma questa volta era necessario “uscire allo scoperto”: perché Amandola, luogo dove il fattaccio era avvenuto, e tantissime realtà del territorio hanno dimostrato di credere nel lavoro di queste persone, raccogliendo fondi da destinare all’acquisto di nuovo materiale.

Da qui l’idea di una serata per ringraziare i sostenitori che hanno contribuito a lasciarsi alle spalle un brutto momento. L’appuntamento, organizzato dalla stazione di Montefortino, è per sabato 24 novembre, alle ore 21 all’Auditorium “Vittorio Virgili” di Amandola, alla presenza di tutta la squadra e del sindaco Adolfo Marinangeli. In quell’occasione verrà anche proiettato gratuitamente “Senza possibilità di errore” del regista Mario Barberi, il documentario sul Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Marini, sono passati 10 mesi: qual è oggi la vostra sensazione?

“Ovviamente resta il rammarico di aver perso gran parte dell’attrezzatura, ma dall’altra parte custodiamo lo stupore nell’aver ricevuto tanta generosità. Devo aggiungere che stiamo ancora cercando una sede stabile per custodire il nostro materiale, piuttosto che lasciarlo nuovamente in strada.”

Generosità che si era manifestata soprattutto da parte del Comune di Amandola, attivatosi immediatamente con una raccolta fondi.

“Abbiamo raccolto 1.530 euro da privati e svariate associazioni. A questo andrà aggiunto il contributo del Comune ed i contributi del Cai di Fermo e di quello di Amandola.”

Per sabato avete pensato a questa ulteriore iniziativa.

“È collegata alla raccolta fondi. La prima intenzione è di ringraziare pubblicamente tutte le persone che hanno contribuito, a cominciare dal sindaco di Amandola che ne è stato l’ideatore. In secondo luogo anche per far conoscere la realtà del Soccorso Alpino nel nostro territorio. Ci siamo accorti che è un corpo conosciuto esclusivamente da chi frequenta la montagna, o da persone vicine a noi, o da chi ne ha usufruito direttamente.”

Quindi, c’è bisogno di maggiore comunicazione e sensibilizzazione.

“Esattamente, anche in materia di sicurezza e prevenzione in montagna.”

E questo è un tema sempre più discusso per via dell’aumento di situazioni critiche e, a volte, con esiti drammatici.

“Il trend è legato alla maggiore fruibilità della montagna: aumentando la divulgazione dei luoghi crescono automaticamente le persone che vi accedono. Di conseguenza, nell’affrontare certi ambienti, le persone si avvicinano senza la corretta preparazione. Da parte nostra possiamo soltanto continuare ad aumentare l’attività di sensibilizzazione.”

 

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