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Torna Il Grinch in un nuovo film d’animazione:
per una serata in famiglia e tutte le età

Per gli appassionati di cinema la recensione di Eraldo Di Stefano
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Lo abbiamo visto e rivisto in tutti i modi e tutte le salse: nato da un racconto del 1957 scritto da Theodor Seuss Geisel (alias Dr. Seuss), tornato nel 1966 con uno special televisivo animato, ritrovato nel 2000 nel famoso film diretto da Ron Howard dove è Jim Carrey a interpretare questo personaggio, torna quest’anno con un film d’animazione in cui, nella versione originale in inglese, è Benedict Cumberbatch (alias Doctor Strange, per gli amanti degli Avengers) a prestargli la voce insieme a Pharrel Williams che fa il Narratore della storia. Eppure sembra che questo strano personaggio verde ancora non ci abbia stancato, anzi forse ci incuriosisce ancora di più.

 

 

Sullo stile di “Cattivissimo me” (non a caso lo studio di animazione “Illumination” è lo stesso per entrambe le pellicole) e molto più vicino allo spirito originale del libro, il film non trasmette quel velato senso di horror che aveva avuto nel 2000, qui il personaggio è reso più simpatico, non senza l’ausilio del fatto che si tratta di un film di animazione.

La storia è sempre la stessa: il Grinch odia il Natale in quanto non è mai riuscito a passarlo con qualcuno, per questo decide di porre fine a questo tormento ed organizza insieme al suo cane Max un piano per rubare il Natale. Così, dopo giorni di preparazione, i protagonisti si mascherano da Rudolph e Babbo Natale e saccheggiano la cittadina, spogliandola di tutti gli oggetti riguardanti il Natale e poi si reca in cima al monte per buttare tutto di giù. Ma dalla città sente arrivare il suono di carole natalizie.

L’intreccio si districa in nell’atmosfera coerente al sapore del film e non si spinge oltre i 90 minuti, in modo che anche i più piccoli possano riuscire ad apprezzare una storia vecchia nella data ma sempreverde.

di Eraldo Di Stefano

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