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“Insussistenza di tutti i fatti di reato”: la Corte d’Appello ribalta la sentenza su Elmo Tappatà

FERMO - La soddisfazione dei legali Igor Giostra e Paolo Rossi: "L’inattesa condanna in primo grado, la risonanza mediatica della vicenda e la richiesta di danni per un fallimento di un progetto industriale che in alcun modo poteva essere fatto ricadere sull’operato del Tappatà, hanno scosso profondamente la serenità del nostro assistito che pure non ha mai perso fiducia nella giustizia"
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L’ex assessore Elmo Tappatà, aggredito martedì notte

 

L’avvocato Igor Giostra

“Il tempo è galantuomo si dice. Ma in questo caso Elmo Tappatà ha dovuto attendere ben 9 anni e subire una ingiusta sentenza di condanna in primo grado prima di vedere ribaltato il verdetto in appello che non lascia così più ombra alcuna sulla correttezza e legittimità del suo operato”. Inizia così l’intervento degli avvocati difensori Igor Giostra e Paolo Rossi sulla vicenda dell’allora presidente del Comitato Citasfe per la tutela ambientale del territorio Fermano Elmo Tappatà, successivamente assessore all’ambiente della giunta Brambatti.  Tappatà venne condannato in primo grado per procurato allarme e diffamazione a mezzo stampa oltre che ad una pena di 2.500 euro nell’aprile 2016 per aver diffuso volantini definiti offensivi e allarmanti  contro la realizzazione della centrale Ned Silicon a Campiglione. Fatti risalenti al settembre 2009.

In data 13 dicembre il collegio della corte di appello di Ancona, presieduto dalla dottoressa Alessandra Panichi, nonostante l’intervenuta prescrizione, ha accertato pienamente nel merito l’insussistenza di tutti i fatti di reato contestati al dottor Tappatà.

“Quali avvocati di Elmo – spiegano Igor Giostra e Paolo Rossi –  ci preme solo evidenziare l’assurdità della vicenda e la fortissima pressione che ha subito il nostro assistito in questi anni. L’inattesa condanna in primo grado, la risonanza mediatica della vicenda e la richiesta di danni per un fallimento di un progetto industriale che in alcun modo poteva essere fatto ricadere sull’operato del Tappatà, hanno scosso profondamente la serenità del nostro assistito che pure non ha mai perso fiducia nella giustizia. Ora è tempo di riprendersi e provare a dimenticare il durissimo lavoro compiuto per produrre documenti, ed acquisire testimonianze che rendessero evidente la realtà di una lotta compiuta al Comitato Citasfe sempre a viso aperto e nel pieno rispetto della legalità. L’impegno con Elmo si è tradotto in un lungo cammino che è andato al di là del semplice rapporto professionale e ci ha reso orgogliosi non solo del risultato ma del percorso compiuto insieme. Lo stesso infatti si era speso come Presidente del Comitato Citasfe per la tutela del nostro territorio imbastendo un confronto serrato con la Ned Silicon, che aveva in animo di impiantare a Campiglione una attività industriale per la fusione del silicio”.

A riguardo anche gli amici e sostenitori di Elmo Tappatà si sono voluti stringere attorno a lui con una lettera: “Sono passati diversi anni dalla conclusione delle vicende legate alla riconversione dell’ex zuccherificio, che hanno visto nascere nel fermano una particolare sensibilità sull’ambiente e sulla salute pubblica. Molte le persone che hanno partecipato attivamente per approfondire le proposte industriali, molti i tecnici coinvolti per fare chiarezza sui dubbi e sulle criticità di queste attività, obbligate per legge a seguire specifici iter autorizzativi. Una sola però la persona che si è assunta tutte le responsabilità derivanti da questa “presa di coscienza sociale”, cioè Elmo Tappatà. Come presidente del comitato, Elmo ha avuto un importante ruolo, ha interagito con i tecnici, con gli enti e con gli stessi industriali, svolgendo un ruolo di mediazione e moderazione. Il suo impegno e quello di quanti gli sono stati al fianco è stato fondamentale per ricondurre un malessere diffuso, in un percorso legale ed informato. A lui dobbiamo molte iniziative anche propositive come la Festa della madre terra, che per qualche anno ha animato la piazza della città. Purtroppo non tutti hanno percepito correttamente le finalità dell’operato del comitato, e per questo Elmo ha dovuto subire le conseguenze di un procedimento penale avviato nei suoi confronti, in qualità di presidente del comitato Citasfe. In questi anni abbiamo letto sui giornali delle accuse volte alla sua persona, per noi incomprensibili ed ingiustificabili. I molti che lo conoscono, sanno benissimo che le sue azioni sono sempre state ponderate e mai finalizzate ad una sterile protesta. Anche i toni e le parole usate da Elmo nei vari incontri pubblici, sono lontani anni luce da quella figura che si voleva far emergere nel procedimento. Ma oggi finalmente possiamo dire conclusa questa lunga e delicata vicenda, perché la scorsa settimana Elmo è stato riconosciuto dalla corte d’appello di Ancona totalmente innocente, grazie anche ai suoi validi avvocati difensori, Igor Giostra e Paolo Rossi. Forse non tutti possiamo comprendere cosa abbia passato in questi anni una persona come Elmo che non era mai entrato prima in un’aula di un tribunale, ma sicuramente tutti dovremmo ringraziarlo per quello che ha fatto”.

 


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