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“Non siamo il bancomat del Governo”
Pensionati contro la manovra,
presidio in Prefettura

FERMO - Le considerazioni dei segretari provinciali Paolo Filiaci (Cgil), Giovanni Casturà (Cisl) e Alberto Tarquini (Uil): "Siamo qui perché questo Governo non ha mantenuto gli impegni presi dal Governo precedente"
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di Andrea Braconi

“Non siamo il bancomat del Governo”. È la voce di Fabio Cipollari, figura storica del sindacato fermano, a sollevarsi in occasione del presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti alla Prefettura di Fermo. Una voce che si unisce a quella dei tre segretari provinciali dei pensionati, che stamattina in delegazione sono stati ricevuti dal prefetto.

“In tutta Italia stiamo protestando davanti alle Prefetture ma non ci fermiamo qui – spiega Paolo Filiaci della Cgil -. Torneremo a mobilitarci nei prossimi mesi perché ancora una volta si fa cassa con le fasce più deboli, in particolare con i pensionati bloccando la rivalutazione delle pensioni. Noi siamo 16 milioni in Italia e quindi basta toglierci mediamente 10 euro per fare 16 miliardi di euro. Inoltre, questa manovra va a toccare anche le associazioni di volontariato raddoppiando la tassazione di realtà che sono al servizio di 13 milioni di poveri. Tutto questo per poter realizzare due slogan con cui le forze che compongono il Governo hanno vinto la campagna elettorale, vale a dire il reddito di cittadinanza e quota 100. Dicono aboliamo la Fornero, ma in realtà non aboliscono neanche lo scatto che invece noi avevamo concordato di tagliare con il Governo precedente”.

“Siamo qui perché questo Governo non ha mantenuto gli impegni presi dal Governo precedente – aggiunge Giovanni Casturà della Cisl -. Nel 2017 avevamo fatto un incontro a livello nazionale in occasione del quale si era stabilito che con il 2019 che l’aumento Istat sarebbe andato a tutti i pensionati indipendentemente dalle fasce di reddito. Ma questo non si è verificato. Noi fino adesso abbiamo mantenuto le famiglie, abbiamo aiutato i giovani che non lavorano, abbiamo già fatto da ammortizzatori sociali. Francamente questa ulteriore penalizzazione è incomprensibile”.

Dubbi anche sul reddito di cittadinanza. “Non diciamo no – sottolinea – ma sicuramente è sbagliato il modo in cui è stato deciso di distribuirlo. Va dato con dei criteri diversi e con la prospettiva di creare lavoro. Se non facciamo questo sprechiamo solo soldi”.

“La nostra è una piattaforma unitaria – ribadisce Alberto Tarquini della Uil – e ci saranno ancora mobilitazioni da parte di tutte le categorie. Cominciamo dai pensionati perché è quella più direttamente interessata. Rispetto alle esigenze reali del Paese si va verso un assistenzialismo, con prelievi in sordina verso non dico i più bisognosi ma sicuramente non gente che sperpera miliardi”.


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