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“Non applicate il Decreto Salvini”:
la richiesta di Rossi, Torresi e Marrozzini
al sindaco Calcinaro

POLITICA - Presentato un ordine del giorno che ripercorre la situazione dei migranti, evidenzia la violazione dei diritti umani sanciti dalla Costituzione e dai Trattati Internazionali, ed i rischi di un aumento della marginalità e della clandestinità
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di Andrea Braconi

Porta la firma dei consiglieri di minoranza Massimo Rossi, Maria Giulia Torresi e Sonia Marrozzini l’ordine del giorno consiliare presentato, come rimarcano gli stessi promotori, “per evitare che l’eventuale applicazione del Decreto Salvini possa produrre nel territorio fermano, oltre che una palese violazione dei diritti umani sanciti dalla Costituzione e dai Trattati Internazionali, anche un aumento della marginalità e della clandestinità”.

Consiglio comunale di Fermo che già nell’ottobre scorso aveva approvato un ordine del giorno che esprimeva critiche al Decreto in merito alla limitazione della protezione umanitaria e del sistema Sprar, chiedendone una sostanziale modifica.

“Il Decreto Salvini – ribadiscono i tre consiglieri – rischia di intaccare gravemente fondamentali tutele costituzionali, in particolare il diritto d’asilo, il diritto alla salute, all’integrità fisica oltreché importantissime libertà individuali riconosciute dal diritto internazionale. L’applicazione dell’articolo 13 del Decreto comporterebbe l’impossibilità per i possessori di permesso di soggiorno di richiedere l’iscrizione all’anagrafe e quindi la residenza presso il Comune nel quale vivono. Tale disposizione implica la negazione ai possessori di regolare permesso di soggiorno di molteplici servizi legati alla residenza quali l’accesso al sistema scolastico per i minori e l’iscrizione al servizio sanitario nazionale. L’applicazione della norma determinerebbe la fuoriuscita di decine di persone dal sistema di controllo e tutela pubblica producendo una situazione di irregolarità, insicurezza e instabilità in antitesi con gli obiettivi del Decreto”.

Rossi, Torresi e Marrozzini evidenziano come numerosi sindaci, in attesa di un’invocata modifica della normativa in argomento e/o in alternativa di un intervento di annullamento da parte della Corte Costituzionale, “hanno già disposto la sospensione della sua applicazione con particolare riferimento alle disposizioni riguardanti gli Sprar e l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo”.

E proprio in virtù delle considerazioni elencate nell’atto, i consiglieri chiederanno al sindaco Calcinaro di “associarsi formalmente alle iniziative dei sindaci che chiedono anche attraverso l’Anci un’immediata modifica delle norme in argomento e/o un intervento di annullamento da parte della Corte Costituzionale”. Allo stesso primo cittadino e alla sua Giunta, inoltre, verrà chiesto di “impartire agli uffici preposti le necessarie direttive affinché l’articolo 13 del citato Decreto non venga applicato sul territorio del Comune di Fermo”.

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