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Dissequestrata l’ala est del Montani,
Bonanni: «Grande boccata
d’ossigeno per noi»

FERMO - Questa mattina la procura, per mano della polizia di Stato, ha dissequestrato l'ala est, quella costruita in cemento, del Triennio. Resta sotto sequestro la parte 'vecchia' con alcune aule, tra cui quella del crollo del tetto, e diversi uffici
sabato 5 Gennaio 2019 - Ore 13:59
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“Sì, confermo, ci dissequestrano l’ala in cemento armato, di elettronica e elettrotecnica per intenderci”. La voce è sollevata, come quella di chi può tornare a godere, nella gestione scolastica, di spazi essenziali per la didattica. Stiamo parlando di Margherita Bonanni, preside del Montani che risponde al telefono, confermando la notizia del dissequestro parziale del Triennio, direttamente dalla scuola. “Parliamo dell’ala est, quella che non aveva a che vedere con la vecchia struttura. Questo dissequestro ci dà davvero un gran respiro, una bella boccata d’ossigeno. Stiamo parlando dei laboratori ma anche delle aule. Tre piani, per intenderci tra elettronica, elettrotecnica, automazione, aule. Ora però vi devo lasciare, sono un pò impegnata” e come non comprendere le ragioni della preside che, però, questa volta, riaggancia con un sorriso nel cuore e un sollievo nella voce.

La dirigente Bonanni

La procura, dunque, tramite la polizia di Stato, questa mattina ha dissequestrato la parte in cemento armato del Triennio. Era stato lo stesso istituto a presentare istanza di dissequestro, dopo il provvedimento giudiziario di fine novembre, istanza accolta dalla magistratura che, comunque, lavora senza sosta sul fascicolo Triennio del Montani dal crollo del tetto il 14 maggio dello scorso anno. Sul fronte didattico una bella boccata d’ossigeno, per usare le parole della Bonanni, perché, nonostante la preside si fosse subito mossa, già dai minuti successivi al sequestro, per una complessiva ricollocazione degli spazi per gli studenti e per il personale, facendo leva su locali attualmente non utilizzati dalla didattica in senso stretto, il poter rientrare in uso dell’ala est rappresenta sicuramente una facilitazione in termini logistici per l’istituto. E non è poco. Resta comunque sotto sequestro la parte più vecchia, quella dove ci sono alcune aule, tra cui quella al centro delle cronache per il crollo del tetto, e diversi uffici. Un primo traguardi reso possibile anche grazie al supporto dell’amministrazione comunale di Fermo.

 

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