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L’assessore Ferracuti ribatte a Felicioni sull’Imu delle piattaforme: “Banalizzano la questione”

PORTO SANT'ELPIDIO - L'assessore al bilancio ribatte al Laboratorio civico: "Gli importi dovuti dal 2016 in poi sono da ricalcolare completamente, le somme dovute alla società di consulenza che ci ha aiutato sono pattuite in un contratto e vanno rispettate"
mercoledì 9 Gennaio 2019 - Ore 11:06
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Dopo le critiche del Laboratorio civico, torna sulla questione dei pagamenti Imu sulle piattaforme petrolifere l’assessore al bilancio di Porto Sant’Elpidio Emanuela Ferracuti, che parte “dal concetto principale ed inconfutabile che le somme non acquisite in bilancio stabilmente non possono essere impegnate e che quindi sulle stesse non si possono fare proposte concrete di investimento. Negli ultimi giorni si è assistito ad un rimpallo di cifre che vanno dai 330.000,00 euro messi sul tavolo dal consigliere dei Fratelli D’Italia ai 370.000,00 euro millantati dai professionisti del Laboratorio Civico. Mai ci saremmo aspettati che dal Laboratorio Civico, in cui militano professionisti affermati del nostro paese, potesse arrivare una tale banalizzazione dell’argomento che ha visto racchiudere in poche righe l’argomento della vicenda Edison durata oltre 10 anni, in cui l’Ente, non senza fatica, è riuscito a portare a casa un risultato di notevole importanza per la nostra comunità, ed a banalizzare il concetto e la sostanza di un accordo fuori dal giudizio, che sicuramente al contrario di quanto dichiarato dal Laboratorio Civico non si potrà di certo concretizzare in una contrattazione tra le parti”.

Il gruppo guidato da Alessandro Felicioni contestava la difficoltà nel calcolo degli importi dovuti dall’Edison per gli anni dal 2016 in poi ed invitava a riconsiderare le somme dovute alla società di consulenza a cui il Comune si è rivolto per dirimere la vicenda. Infine il Laboratorio ricordava come, dei 4,3 milioni di versamento previsti nell’accordo, 2 fossero già stati incamerati dal Comune.

La Ferracuti parte dalla “difficoltà avutasi nello stabilire l’importo dell’imposta che la Edison avrebbe dovuto versare fino all’anno 2015, vista la reticenza mostrata fin dall’inizio a fornire i dati contabili utili al calcolo. Stiamo parlando di immobili non accatasti e per questo privi di rendita, elemento necessario al calcolo. A seguito di diverse pronunce della Corte di Cassazione siamo arrivati a rideterminare gli importi basati su dati contabili forniti della società solo nell’ultimissimo periodo. Dopo l’approvazione della legge di stabilità n. 208/2015, è stata varata (comma 21), con decorrenza dal 1° gennaio 2016, una nuova disciplina per la determinazione della rendita catastale degli immobili censiti nei gruppi catastali D ed E per cui rimangono, soggetti al processo di valutazione catastale (attraverso stima diretta), il suolo, le costruzioni e i soli impianti a essi strutturalmente connessi che accrescono normalmente la qualità e utilità dell’unità immobiliare. Quindi i calcoli andranno rifatti completamente. E verosimilmente diversi da quelli avuti fino al 2015”.

Calcoli che spetteranno agli uffici competenti al momento dell’emissione degli avvisi di accertamento, in base alla nuova normativa. “Il difficile percorso, minato anche dal susseguirsi di diverse interpretazioni, ha chiuso un contezioso in essere con materia del contendere imposte non pagate per il periodo 2001-2015 – ricorda Ferracuti –  detto ciò l’Ente Comunale emette atti codificati dalla Legge, lungi quindi dal pensare che possa accordarsi con la controparte su ulteriori questioni che non rientrano nel giudizio, così come stabilito per legge negli accordi fuori dal giudizio nelle liti pendenti. Quindi le considerazioni fatte dal Laboratorio Civico sembrano del tutto fuori luogo”.

L’assessore ricorda come il Comune abbia fatto valere il proprio diritto impositivo “anche di fronte ad
una società che da subito ha mostrato la propria volontà ad opporsi ai pagamenti. Per tale motivo si è dovuto
seguire tutto l’iter giudiziario per un accordo solo quando la controparte ha mostrato la volontà di parteciparvi. Non mi sembra di avere ricordo di accordi maturati con la volontà di una sola parte. E’ infine un’eresia pensare che la costituzione in giudizio non comporti l’aggravio di costi legali o non mi sembra di aver mai riscontrato che le perizie vengano elaborate gratuitamente. La perizia è stata richiesta all’inizio del percorso e concordata con un contratto, quando per lacune giurisprudenziali e mancanza di volontà nella concessione dei dati contabili da parte di Edison, non era possibile stabilire le somme da richiedere, basti dire che la società incaricata è esperta in materia ed ha estrapolato gli importi partendo da documenti contenenti i soli progetti relativi alle piattaforme. Un concetto che stride ancor più con la realtà dei fatti poiché palesato dai professionisti del Laboratorio Civico, che in quanto tali, su perizie e consulenze professionali, basano la loro attività lavorativa”.

Secondo l’assessore, in conclusione, impensabile che l’ente non rispetti i contratti pattuiti. “A questi professionisti inoltre occorre ribadire il concetto che i due milioni anticipati dall’Edison nel 2016 erano stati accantonati prudenzialmente dall’ente e solo con la sottoscrizione dell’accordo entrano a far parte delle entrate effettive del bilancio. In conclusione l’entrata effettiva in bilancio sono i complessivi 4.329.000,00 euro”


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